giovedì 29 settembre 2011

E quante cose son successe oggi?

Oggi è il compleanno di.
No, non lui.
Oggi è il compleanno di.
No, non l'altro.
Oggi è il compleanno di.
L'UomoDelleFarfalle.
Stamane, finalmente, ha offerto il caffè. Addirittura è arrivato ad aspettare sotto l'ingresso valligiano.
Poi, vabbè, l'abbiam bevuto in piedi al bancone, roba di cinque minuti e via.
Nel ritornar verso le nostre attività, ha nominato un'ottima pizzeria della zona. Kermit ed io abbiam colto la palla al balzo (in senso lato, suvvia) sottolineando che non avevamo portato il pranzo da casa. 
Pazzesco, non ha nicchiato, tergiversato, taciuto. Ebbene, ha addirittura proposto un passaggio fino in pizzeria, pranzar insieme e poi, vabbè, saremmo dovute tornar a piedi in Valle.
Appuntamento alle 13.
Ora del risveglio: 12,54.
Dell'UomoDelleFarfalle non vi son tracce in alcun anfratto.
Nel suo bugigattolo, arrivate tronfie e contente (ed affamate), troviamo la madre. 
Sola. Apparentemente sola.
La guardiamo, ci guarda, capisce, rivela che c'è suo figlio, l'altro, il minore.
Charlie, provata dalla giornata di continui choc, non riflette su ciò che sta per dire:
"Ah, allora no" dice, Charlie. Io.
La madre, giustamente urtata , mi ribatte: 
"Come: allora no?" Ooops.
Kermit mi ha salvato, mettendosi a parlar d'altro, mentre io, sull'uscio, guardavo in su e in giù per la via. Ma niente. Nessuno sfarfallamento.
Vuoi vedere che è sotto l'ufficio ad aspettarci? E andiamo di nuovo, e niente. Vuoi vedere che è al parcheggio? E vai al parcheggio, e niente. Vuoi che abbia fatto l'altra strada? E fai l'altra strada, e niente.
Alle 13,40 eravamo al solito baretto a mangiar focaccia e nervùs.
E pensare che ierisera non avevo osato postare per non portarmi sfiga da sola, ma, a quanto sembrrebbe, l'intenzione è altrettanto jettatrice.

martedì 27 settembre 2011

E, comunque, cosa?

Il boss mi guarda, mi fissa, fa il muso buffo, e:
"Charlie, ma che ci facciamo fare a Codaliscia?"
Io lo guardo, lo fisso, faccio il muso imparpagliato, e:
"Boss, scusi, in che senso?"
E:
* Eh, quando torna io mica voglio averlo intorno.
- Ah.
* Quindi, cosa gli facciamo fare?
- Beh, dev'esser lei a decid...
* Ellosso! ma spremete le meningi pure voi. Cosa gli facciamo fare?
- E ci pensiamo, però, boss, insomma, cioè, non è molto corrett...
* Ma non vedi come son più tranquillo sereno pacifico amabile senza di lui? Sarebbe una follia riaverlo intorno ad inquietarmi.
- Capisco.
Ora.
Per quanto Codalix non sia in cima alle mie simpatie, e neanche in fondo, se per quello.
Per quanto ad ottobre ci saranno millemila altre gatte da pelare.
Per quanto nella Valle di Lacrime si fa sempre tanto rumore per nulla.
Io, quando sta creatura ritornerà energica e propositiva, reduce dall'essersi stampato il luglio scorso su una curva montanara svizzera ed essersi smazzato tre mesi di ospedali e fisioterapisti, e riceverà questo calorosissimo bentornato, io, che poco ci calo, mi sentirò una merdaccia.

lunedì 26 settembre 2011

Canestro da tre.

Dunque.
Tutti hanno paura del dentista? Non so se tutti.
Ma tutti i miei compagni di sventura sì. 
Nella fattispecie, nel cucinotto, in pausa pranzo, giusto per rasserenar il mio spirito tremebondo per la seduta funesta preserale che mi attendeva, con Kermit e Marmotton da Bozen abbiam stilato le tre cose tre che si detesta di più in codeste amene visite.
Si vuol parlare della schifosissima impronta? Parliamone. Disgusto e fastidio.
Si vuol parlare della intollerabile lastra a caccia di cariette? Parliamone. Tormento e disperazione.
Si vuol parlare dell'anellino de fero per ricoprir ben benino dentini trapanati? Parliamone. Costrizione e dolore.
Perfetto.
Stasera, su tre, due mi son toccate.
Ed il dente che avevo rificcato al suo posto dopo che m'era cascato a metà vacanza? 
Inutile, niente da fare, si procederà a debita avulsione. Con partecipata precisazione: soffrirai parecchio, ti lascio un paio di settimane di tregua. Grazie, troppo umani.
E con ciò, l'amabile dentista ha fatto un lancio dritto dritto nel pattume.

domenica 25 settembre 2011

Le chiacchiere, almeno le chiacchiere.

Tutti abbiam bisogno di conferme, checchè si faccia i tronfi sicuri di sè. 
Nella mia calata domenicale mattutina nel paesiello, ho visto una madre mano manina con la figlioletta. Figlioletta vestita di tutto punto da cenerentola (ok, poteva essere pure raperonzolo o una qualsiasi principessa delle fiabe, son passati troppi anni affinchè io ricordi chi si vestiva come).
Nella mailing list facebookica ho ricevuto un promemoria sul menù di un ristorante godurioso (ok, potevo avere aggiornamenti su tunnel o scioglimenti rock, ma che vuoi, son terraterra io). Menù di San Valentino.
Ecco. 
Necessito di conferma sul fatto che siamo ancora a settembre, perchè qualche dubbio inizia a sorgermi.

venerdì 23 settembre 2011

I molteplici ed infiniti usi di un cacciavite.

Ieri sera stavo arrancando su per le scale verso casa quando.
Ho incontrato il Pastina, condomino del secondo piano di una noia, ovvietà e miseritudine sublimi.
Egli stava cacciavitando il proprio campanello di casa (orgogliosissimo del suo suono  .
stile Casa Addams).
Non avendo ancora affinato la capacità di rendermi invisibile subitaneamente, ho salutato mentre, giunta sul pianerottolo, viravo prontamente per agguantare il corrimano della rampa successiva.
Al secondo scalino mi ha fermato per.
Sfottere la mia età, dicendomi di dargli del tu che come età siam lì (quattordici anni, abbello).
Sfottere la mia agilità, sottolineando il lieve ansare (chiaro che fosse dovuto al caldo, non alle scale, giaggià).
Sfottere la mia vita destinata ad imperituro lavoro, lui, pensionato dai quarantadù anni in poi.

mercoledì 21 settembre 2011

Ma l'autunno mica non esisteva più?

Ierisera, intorno alle 23,30 ho indossato il pigiamino, preso il meraviglioso libro che sto leggendo (Fred, oh Fred, scrivi dippiù) e mi son raggomitolata sul letto a leggere prima della ninna.
Intorno alle 24,10 ho chiuso il libro, spento la luce (prima o poi comprerò una lampada, più poi che prima) e buonanotte.
Ma certo che no.
Intorno alle 24,30 non ce l'ho fatta mica a resistere.
Mi son alzata, ho acceso la luce, ho aperto il cassetto e indossato le calzette, ho rispento la luce e mi son ricoricata.
Intorno all'1,00, vabbè, inutile star lì a tirar mattina, ho riacceso la luce, ho aperto l'armadio e indossato il pigiama lungo e son tornata a letto finalmente certa che i sogni erano in arrivo.
Intorno all'1,15 ho sbuffato, mi son rigirata, mi son appallottolata, mi son sospirata. 
Ho acceso la luce e preso al volo la prima copertina che ho trovato.

martedì 20 settembre 2011

Generazioni. E nel mezzo il solco del mio divenir.

Stasera Kermit ed io abbiam deciso che ci voleva. L'aperitivo. 
Ma prima son passata a comprar il detergente per il musetto ed il tonico sempre per il musetto. Chè passi aver lividi sparsi, ma le rughe no!
Nel passar in un vicoletto, c'era una coppietta che non raggiungeva, accoppiata, gli anni miei.
Elli si stavano baciando, col candore la timidezza l'impaccio tipico di quell'età lì. Vado a memoria. Peraltro scarsa. 
Lui, una mano sul fianco di lei e l'altra a sistemarsi il capello sparato. Lei, una manina sul fianco di lui e l'altra a tasteggiar il cellulare. 
Candore, ho scritto, non calore!
Dopo l'acquisto e l'aperitivo, siam passati per un altro vicoletto. E c'era un'altra coppietta che, accoppiata, doppiava la mia età e foss'anche abbondantemente. 
Essi camminavano tutti storti, essendo avvinghiati come un naufrago al legno zuppo del relitto, e si stringevano l'un all'altra come naufraghi masarati dal fortunale. Poi si son fermati, e si son tolti le rispettive giacchette e si son baciati, nuovamente incatenati come cozze vogliose.
Io temo che domani li ritroveremo lì, incriccati dal colpo della strega l'una e dalla sciatica l'altro.

lunedì 19 settembre 2011

CharlieB., una lupetta sprecata. (ahia)

Ho voluto fare la mia brava parte di giovinotta a zonzo per la natura?
Ho colto l'occasione di un invito amicale per far tappe enogastronomiche nella campagna veronese?
Ho pensato che mi sarei goduta buon cibo, buon vino, buona compagnia e buon clima?
Ok.
La campagna non era campagna ma era montagna.
Il tempo s'è guastato a neanche metà scarpinata per tormentarci lungo tutto il saliscendi con folate di vento e piovaschi.
Non ho potuto bere granchè dovendo rientrar nel pomeriggio (e già sobria ho i miei problemi figuriamoci altrimenti).
Oggi mi son resa conto di aver muscoli che credevo estinti. Ed un livido che mi ravviola l'avambraccio sinistro di cui non ho alcun ricordo, se non la possibilità di aver avvinghiato qualche tronco per evitar di spiaccicarmi su quegli infidi ciottoli rupestri e scivolosi.

domenica 18 settembre 2011

Se in Trentino spopolano le api, in Veneto le zanzare-tigri.


Non mi sono persa.
Ho solo sbagliato numero civico. Che vuoi che sia fermarsi al n. 6 al posto del 42. Per me, dettagli inutili. Forse per il navigatore è vagamente più grave lo sbaglio.
Ora ho da smaltire due giorni di vino, aperitivi e squisiti pranzetti. E cinque ore e mezzo di scarpinata mattutin domenicale in mezzo a boscaglia e pioggia.
La nota positiva è che ero talmente stanca da non aver avuto l'energia necessaria per agitarmi riguardo il viaggio di rientro.

giovedì 15 settembre 2011

C'era una volta.

CharlieB. domani va in gita.
Spavaldamente ha deciso di non andare in treno ma in macchina.
Chiaro che si sia già pentita, ma senza possibilità di riparare alle brillanti decisioni prese.
Ha il senso d'orientamento di un'oca ubriaca e miope.
Ha il navigatore ma non ha manco idea di dove s'attacchi lo spinotto, figuriamoci accenderlo e impostarlo.
Se fra tre giorni non si rivede, la CharlieB., si sappia che potrebbe aggirarsi spaesata in un qualsiasi anfratto italico.

mercoledì 14 settembre 2011

Ho visto la futura Charliecar. Già solo per il nome.

E' vero. Al mondo ci sono i burloni. Di professione e non.
Io pure mi diletto a scherzar appena posso. Si fa per sdrammatizzare, per approfondir conoscenze, per allegria, per pirloneria. A ognuno la sua indole.
Però, dico io, mi contatti in quanto facente i preventivi societari? Va bene.
Mi dici di chiamarti Silvan? Ok.
Mi lasci un indirizzo mail? 
Trattieni un risolino e passi il cellulare ad uno che pare saltar fuori dal cilindro, tanto è stonato?
E l'indirizzo mail?
La che?!
Ladeasbendata.
La dea della sfortuna? Burloni di certo, ma han chiamato la Valle giusta!

martedì 13 settembre 2011

Non posso mica ricordare tutto. (e, no, stasera non me la sento di guglar)

Io ricordo, vagamente ovvio, Dusty. 
Un cartone animato, credo. Ma può pur essere che fosse fumetto.
C'era sto cagnolone, o orso, o beh un animale grosso, operatore ecologico in un parco o in città o da qualche parte.
E mi stava di un antipatico da paura. Non perchè sia una vandala dell'ambiente. Anzi, pazientemente tengo in tasca o in mano fazzoletti cartacce chewing gum o quant'altro, fintantochè trovo un cestino atto a riceverli.
Ora che ricordo anche il signor Bonaventura non mi ispirava affatto simpatia. Non ricordo più se il milione di lire lo trovava o lo donava, ma propendo per la prima. Ricordo benissimo però che era un fumetto. Sull'Almanacco dei piccoli, oddio, penso.
Comunque. 
Uno dei terribili vecchietti che abitano nei pressi della Valle ha la fissa dell'immondizia impropriamente gettata in ogni anfratto.
Sicchè se ne vagola con i suoi due o tre sacchettini per carta, mozziconi, e non so cos'altro, predicando borbottando imprecando contro qualsiasi ignaro o non pedone gli capiti a tiro. 
Egli lunedì ha appeso un cartello sull'imbocco del budello che porta dal cortile sulla via principale. Qualche incivile ha preso l'abitudine di lasciar il suo cane alleggerirsi proprio lì. 
Un cartello scritto con la bella grafia di un dì che fù, senza insulti o strafalcioni, anonimo.
Tutti, passando, si sorride, avendo subito capito chi è l'anonimo indignato.
Il quale, oggi, dimenticando il suo ruolo di misterioso paladino dell'igiene pubblica, era là, tutto sudato ed indaffarato a puntellar il suo bravo monito con lo scotch da pacco, che quell'altro con sto caldo aveva perso mordente.

lunedì 12 settembre 2011

Quando non è il caso di sottilizzare.

La premessa è che noi, Kermit ed io, andiamo d'amore e d'accordo con Marmotton da Bozen, nonostante egli sia un novellino della Valle.
In pausa pranzo, nel cucinotto a noi concesso, alle volte, egli si appollaia a scofanar l'impossibile fra una battuta e una riflessione e un aneddoto delle sue valli, vere e, spero, non lacrimose come questa.
Oggi era una una di quelle volte. Anche se, gli abbiam subito precisato che eravam di corsa perchè dovevamo uscire, altrimenti ci rimane pure male, tanto ci si è affezionato.
Il suo domandar causa della nostra fuga è stato d'obbligo. Essendo egli curioso, essendo noi solitamente mollemente cazzeggianti nell'ora d'aria quotidiana.
In coro abbiam risposto che avevam da andar dall'estetista. 
E la sua replica non si è fatta attendere, maliziando su una ipotetica serata fra donne a caccia. (I giuovini, ah, quali pensate tiran fuori!)
Noi abbiam ululato un maddechè con nonchalance. 
Poi abbiam taciuto. Ci siam guardate. L'abbiam guardato. Abbiam preso fiato. E.
Abbiamo evidenziato la poca galanteria da parte sua. Egli doveva semplicemente dire:
"Manooo, ragazze, nooo! Voi non ne avete bisogno! Siete già belle!"
Egli si ammutolisce. Guarda nella sua ciotola di cibo (pomodori ripieni di pan grattato e aromi, tristezza assoluta). Butta uno sguardo a me. Uno a Kermit. Prende fiato.
"Eh, ma anche in quel caso sarebbe stata comunque una risposta falsa!"
Azz. Ci guardiamo, noi, appena sentiteci ripetere che siam cesse. Assottigliamo gli occhietti a vipere infuriate. Spostiamo lo sguardo sul simpatico virgulto.
"Cioè ci stai dando delle brutte senza possibilità di miglioramento?!"
"Uffa, con voi donne è sempre così qualsiasi risposta è sbagliata! Intendevo che anche se vi avessi detto che eravate già strafighe, dicendolo sapendo che voi volevate sentirvelo dire, sarebbe stato un mentire!"
E tre. 
Ma, porcaputrella, gli aromi solo a me van di traverso?!

domenica 11 settembre 2011

E gli elicotteri. Inutile dirlo.

Nel paesiello si festeggiano i vent'anni della fondazione degli alpini indigeni.
Il prevosto, nella sua sempiterna smania di silvioneggiare, ha deciso di celebrare la messa della domenica mattina nella piazza del comune.
Sicchè stamane sapevo che avrei trovato quantitativi di concittadini al limite dell'accettabile nella mia passeggiata-cappuccino-rivista.gossip-passeggiata. 
Ma.
Ore 10.25 Bandierine tricolori sventolanti, cappellini verdi piumeggianti, banda in blu strimpellante.
Ore 10.30 Segno della croce, inizia la.
Ore 10.35 Serpentina di penne verso il bar da me frequentato, a caccia di spritz bianchini birrette.
Una volta tanto, la cagnara non mi ha affatto disturbato.

venerdì 9 settembre 2011

Rodo e rosico pure.

Devo attendere fine mese o quasi, per sistemare il dente rotto e ciondolante.
La crisi c'è, ma non per i dentisti. E gli idraulici. E i becchini. 
(mi occorre solo il primo professionista, sperando di non aver prodotto una nefanda autojettatura).
Nel giro di un mese mi sto abituando a masticare solo con la parte destra della bocca. Concentrandomi nel mangiar la pizza. Astenendomi dallo sgranocchiar schifezze, dolci o salate che siano, non tanto per il rischio quanto per la poca soddisfazione nel non apprezzare appieno lo sbranamento gaudioso.
L'unica mancanza di cui patisco enormemente sono i chewing gums. Porcaccialoca. Non son sostituibili con nulla. Ho provato con le caramelle eucalipto e miele (sì, anche queste prese dall'apicoltore trentino). Ma niente. Mi han creato dipendenza pure loro ma senza sopperire allo struggimento di un cacchio di cicca.

giovedì 8 settembre 2011

Vento di tensioni

Quando il boss.
Ti dice che è un piaciuere lavorare con te. Per ben due giorni di fila.
Ti chiede di pensarla mentre se ne sta a zonzo fra le isole Eolie settimana prossima. Lasciando te a lavorare, peraltro.
Ti accompagna sull'uscio della Valle, fattasi sera, scherzando sul fatto di aver fatto piazza pulita dei due elementi nefandi. Uno addirittura con riti vudù della più nera specie.
Non ti ammolla neanche il bacio di Giuda con schiocco, presagio riconosciuto universalmente di sventura cosmica sul malcapitato di turno.
Il sospetto che stia imbastendo un schifiltoso compito da rifilarti è notevole.
Inciso.
Codaliscia è tornato dal soggiorno forzato ospedaliero svizzero settimana scorsa. Ma, boss e figlio, BretelleSbrindelle, seppur egli volesse rientrare ad ottobre, faran fronte comune per tenerlo alla larga con la scusa delle ferie da smaltire.
Chiuso l'inciso.

mercoledì 7 settembre 2011

Uno sano, no.

Ierisera son tornata a casa con un'ora di ritardo.
Senza neanche essere stata a ber l'aperitivo con Kermit.
No.
La causa primaria sarebbe stata l'andar a salutare RiccioloGoloso ed il suo Antro dello Sfizio, che non avevamo ancora visitato dopo il rientro. Meglio non ritrovarsi prelibatezze a tiro di manine, già che si sta tentando di rimettersi in linea.
Ma. 
Per evitare spiacevoli imbarazzanti momenti, abbiamo evitato di passar davanti all'Ortolanino Innamorato, facendo il giro lungo dell'isolato. 
Sì.
Ce lo siam trovate dietro l'angola, a circa venti metri, che guardava giusto nella nostra direzione. Sicchè ci siam francobollate alla vetrina della bigiottaia, a trattener il fiato per nasconderci meglio dietro il lembo di muro sporgente, alitando sulla vetrina come due adolescenti fulminate. (la bigiottaia, conoscente del boss, sicuramente avrà da chieder lumi sulla sanità mentale delle due dipendenti).
Poi.
Passati cinque minuti buoni, abbiam azzardato una sbirciatina e, trovata la via libera, siam sgattaiolate da Ricciolo. E tutta sta fatica? Niente regalino, cioccolatino, biscottino, bicerìn, tisanina che dir si voglia. Niente.
No.
Non abbiam fatto lo stesso giro per andar alle auto, ma un giro ancora più vasto. E, incredibile, nessuno ci ha visto. Saran già stati tutti a cena.
Oggi.
Son passata dall'Uomo delle Farfalle. Mi ha chiesto di aspettarlo mentre chiudeva la baracca, e che poi mi avrebbe fatto compagnia nell'attendere Kermit (no, non dico niente). Ci siam fermati giusto sul limitar del bugigattolo, che è dallo stesso lato della bottega dell'Ortolanino Innamorato. Il quale era, casualmente, sull'uscio.
Vabbè.
Non è mica colpa mia se l'Uomo delle Farfalle mi stava spettegolando di chissà chi ed eravamo vicinivicini. Non è mica colpa mia se vedevo il collo dell'Ortolanino allungarsi per assicurarsi se fossi proprio io. Non contento, o non ben scrutante, ha attraversato la strada e s'è avvicinato con indifferenza per poi affossar le spalle, girarsi e tornarsene con le pive nel sacco.

lunedì 5 settembre 2011

Rivoglio il diario di Holly Hobbie.

Dopo un mese esatto, stasera ho ripreso la mia abitudine preferita.
Sì, esatto.
No, non mangio la nutella di nascosto in bagno.
No, non butto le briciole sulla tovaglia giù dal balcone.
No, non faccio il sudoku mentre mi taglio le unghie dei piedi.
Ho ripreso la frequentazione del bugigattolo dell'Uomo delle Farfalle. (Bugigattolo? Si dirà in ogni dove bugigattolo?)
Egli era rustico, scontroso, mutanghero come al solito. Ero in sollucchero.
Ed egli, ad un certo punto, mi ha chiesto cosa avrei fatto stasera. Momento di apnea. Cianosi. Buio totale. C-c-c-ome?
Cosa faccio stasera? Eccheddevofare? Sto a casa.
No, esatto. 
Non mi ha chiesto di uscire.
Ho ripreso un colorito caramelloso e pure a respirare.
Però.
Però - al mio perchè? di una simile domanda (mai rivoltami) - egli ha replicato che mbò magari mi ero trovata il boyfriend.
Farfalle che fanno il can can!
Sì, no, lo so. 
Ho 42 anni.
Vabbè, però, è lunedì.

sabato 3 settembre 2011

Meglio Hulk o Shrek?

Lo spinacio mi garba, soprattutto nelle torte salate.
Il suo problema, che poi non è il suo, di problema, ma tutto mio, è che quando è cotto rilascia quella poltiglia verde fosforescente che si incunea caparbia ed inestirpabile sotto le unghie.
Problema che si ripresenta anche se meno ficcante con le zucchine, anche se essendo il mio verduro preferito le ripulisco più frequentemente.
Ma.
Capisco lordarmi di verde unghie e mani, alle volte pure i piedi (immancabili quelle stupide rondelle roterellano giù dal tavolo dirette sui piedi).
Ma.
I naselli degli occhiali? Come perbacco è possibile avere i naselli tutti verdi?

venerdì 2 settembre 2011

Bisogna scriver tutto bisogna. E ricordarsi dove lo si scrive.

Si ricorda quando, mesi fà, un virus bastardo mi distrusse il pc e le millemila fotografie delle vacanze passate?
Io lo ricordo, anche se confusamente, sarà per il trauma, sarà per la pochezza mnemonica.
Sia come sia, oggi sono in un'acuta assoluta incredibile (nel senso che non è credibile, ma mi si creda, per quanto)  necessità di far ordine e precisione nelle mie carabattole.
Dopo aver sistemato gli appunti di lavoro, il ricettario, i libri, mi accingevo ad aggiornar (finalmente, mi si potrebbe rimbrottare) l'elenco dei blog degli amicici (alcuni spariti i blogs, alcuni spariti gli amici, alcuni sparita io).
Ed ecco un residuo del virus, o della mia labile memoria. Il file .xml dove diamine è finito? 
Che si pensi mica fosse una mia genialata. Io ho seguito pedissequamente le istruzioni impartitemi, ripetutamente in più riprese e mai comprese e memorizzate.

giovedì 1 settembre 2011

Il pomeriggio è troppo lungo per me.

Oggi alle 8,00 diluviava.
Oggi alle 8,00 uscivo di casa per dirigermi al mio luogo di lavoro. La Valle di Lacrime.
Oggi alle 9,10 soleggiava.
Oggi alle 9,10 ero in Valle ad ammirar perplessa sei scatoloni da 10 chili l'uno che mi son presa la brega di fotocopiare. Non gli scatoloni, il loro contenuto. Sei registri da 9,999 kg. l'uno, fogli a modulo continuo inanellati senza che le pagine fossero staccate fra di loro. Ma io, perchè rispondo sì a casaccio?
Non ho avuto il tempo di capacitarmi pienamente dell'orrenda mattonata che gravava sul mio imminente futuro, avendo Misery che mi blaterava di un ferragosto passato al prontosoccorso e di una prossima colonoscopia. E io che fino a ieri stavo fra giovenche, api e muratori.
Oggi alle 15,00 Codaliscia, finalmente, è tornato a casa dalla Svizzera. Riplaccato, risaldato, riabilitato. Il toto-rientro può ritenersi aperto. Quanto ci vorrà a rimettere a pieno regime un polmone collassato e una spalla fracassata? Ci son colleghi che sperano in ottobre. Non ho idea, avendo rotto in vita mia solt... azz, no spe' che mi porto sfiga da sola, passo oltre.
Oggi alle 17,00 è passata a trovarci una signora, gentile conoscente valligiana (specie estremamente rara) con figlia al seguito, coniugata con un bel moraccione brasileiro, per far conoscere la nipotina al boss.
Il boss le ha incrociate mentre stava sgattaiolandosene fuori dalle anime. 
Rivolto alla figlia: Uh, ma che bello siamo già in attesa del secondo bebè!
- Veramente sono di ritorno dalle vacanze e non mi entra nulla se non il vestito premaman.
Rivolto alla bimbetta: Uh, ma come si vede che sei stata al mare, tutta bella abbronzata!
(gelo di madre e nonna, di Kermit e mio)
Rivolto alla nonna: Eh, è proprio fortunata! Si vede che è una bimbetta bella sana. Guardi che bell'azzurro degli occhi! Quando hanno l'occhio azzurro sono sani, si sa!
(panico nuovamente delle quattro, azzurro? Azzurro? Quale azzurro?)
Per mia fortuna ero scompostamente in lotta con faldoni e fotocopiatrici, le lacrime delle risa si son mischiate al sudore.