lunedì 28 maggio 2012

L'erbario, fonte di punizione estrema.

Io quando mi pento di quel che faccio, mi faccio un nervoso urticante da sola che mi scartavetrerei su un cespuglio di ortiche.
(perchè esistono ancora, vero? che quand'ero bambina ci finivo sempre dolorosamente in mezzo, e mò invece non ci capito neanche cercandoli - no, non li cerco per la verità).
Non per altro, ma per la fatica il tempo lo struggimento persi nel trovar motivazioni più che valide al non fare o dire questo quello o quell'altro.
Poi, nel giro di manco ventiquattr'ore faccio e dico quel che non dovevo volevo. 
Non solo.
In entrambi i casi il seguito alla faccenda ha beffardamente confermato le mie iniziali intenzioni. Avrei fatto meglio a non fare e non dire.
(un bosco di ortiche, esiste? potrei perdermici?)

domenica 27 maggio 2012

Edizione stra.ordinaria !

Non è che non voglia o non possa o non debba scrivere.
E' che non so come scrivere. 
Succedon cose che.
Avessi il tempo di buttar giù, rileggere, correggere, limare, allungare.
Avessi una bottiglia di whisky a cui attaccarmi di quando in quando, sempre.
Avessi un cottage su una bianca scogliera davanti ad un incazzoso oceano.
Scriverei un romanzone di quelli epici, da leggere raggomitolati sul divano, o spalmati su una sdraio.
E non dovrei neanche usar la fantasia. La realtà basta ed avanza.
Ma non ne ho il tempo. O meglio ho ritagli di tempo, che servono, ma non abbastanza.
E allora? Allora nell'inadeguatezza m'ammutolisco, m'agrafizzo. 
Ma. Sto leggendo il tomo di Stefano Re, qui a lato immortalato e, cosa buffa, uno dei personaggi è detto Senza Bretelle. Ed è un monito e rimando continuo al mio BretelleSbrindelle. 
Che si sta rivelando sempre più Senza, pure lui.
Colgo lo sprone dal buon Stephen, sia mai mi seppellisca sotto millemila incubi, e da domani tenterò di aggiornar le vicende valligiane.
Nel mentre, infatti, il boss è a soggiornar in quel di San Pietroburgo e Kermit, non da meno, in terra di Calabria. Abbandonata al mio destino, saprò cosa fare!


martedì 15 maggio 2012

Il cambio degli armadi, un vezzo d'altri tempi.

Ah, ieri mattina ho tirato su la tapparella, ho visto il sole splendere, i rami rinverdire, il cielo azzurrare.
Ah, ho pensato, ecco il calduccio pre-estivo, ecco quel tepore da panchina al parco con settimana enigmistica da srotolare appena seduti, ecco la temperatura idonea per tirar fuori la bicicletta dalle cantine.
Ah, ma perchè coprirsi? andiamo in Valle con camiciuola, jeans, ballerine. Niente canottiera, niente calzette, niente giubbetto.
Ah, però, che freschetto. Forse era meglio se.
Ah, stamattina ho scandagliato in ogni dove alla caccia del giubbetto di jeans. Ma le calzette no.
Ah, però, che freschetto. Forse era meglio se.
Ah, stasera le calzette le ho già indossate. E ho preparato pure la canottierina.
Ah, il cielo si è offeso, ha messo su un muso nero nero e ha iniziato a lampeggiare burrascoso.