martedì 31 maggio 2011

Dimmi, quandoquandoquando.

Son convinta sia giovedì. E siam solo a martedì.
Son convinta sia metà maggio. E domani è già giugno.
Son convinta di esser ancora in Valle. E son a casa già da un'ora e passa.
Son certa di aver bisogno di ferie.

lunedì 30 maggio 2011

La curiosità cresce. I parcheggi no.

Oh, è in arrivo l'estate (spero, son previsti quattro giorni d'acqua, qui, a partir da mercoledì pomeriggio, che far diluviare quando si lavora pare brutto).
Oh, è in arrivo l'estate e le scuole stan per serrare i battenti (spero, perchè lo scuola bus che vien a raccattar ottenni nella via dove parcheggio la CharlieCar è ingombrante nonchè munito di un tempismo proporzionato alla fretta che ho di arrivare in Valle).
Oh, è in arrivo l'estate ed il ridente paesiello ha fatto giungere a tutte le famiglie il libercolo delle attività a cui sono gentilmente invitati tutti i cittadini nei mesi di giugno/luglio (il cui clou sarà, a mio modesto parere, la quarantesima festa dell'uva e del vino, che giustamente cadrà il 12 settembre).
Oh, è in arrivo l'estate e si fioriscono i cantieri stradali (nel circondario della Valle, noto borgo storico dai vicoletti più stretti e scartavetrati della zona, per giunta disposti con sensi unici degni del miglior Dedalo). Stamane ne è stato approntato uno proprio davanti all'ingresso valligiano. Un lenzuolo di selciato circondato da rete aranciata, dove solitamente c'era posto per due parcheggi a pagamento,  confinante con il muretto del vivaista fischiettante, lenzuolo per ora occupato quasi interamente dal gabbiotto del wc chimico per i magùtt.

domenica 29 maggio 2011

Da mio padre, che domande.

E dopo il venerdì più temporalesco degli ultimi ottocentocinquantaquattr'anni, credo, un clima estivo di pregevole fattura si è instaurato.
Cielo terso, di quell'azzurro che gli occhi ci annegano dentro.
Sole luminoso, di quel tepore che la lingua ti si biforcutizza dalla voglia di spaggiarti a far niente se non pigrare.
Arietta frizzante, di quella temperatura che la pelle d'oca appare e scompare in un frrr e alzi il mento per farti far altre coccole.
Beh beh. Giornate ideali per tirar fuori la bicicletta dalla cantina dove è rimasta confinata per quasi un'anno.
Il punto focale era trovar la chiave del lucchetto. Che, immancabile e implacabile, tutti gli anni, riesco a dimenticare in una tasca di qualche giubbetto o di qualche tracolla.
Incredibile. Mentre affettavo le melanzane, ieri, l'illuminazione! Nella tracolla verde. Sicuro!
E non ci posso credere. Nel primo cassetto della scrivania, due minuti dopo, ho pure trovato il suo doppione.
Ma, mai essere troppo felici quando qualcosa gira giusto.
Sì', ho tirato fuori la bici.
Sì, l'ho spolverata.
Sì, ho gonfiato le ruote.
Sì, ho aperto il lucchetto (con una sola delle due chiavi).
Sì, ho poggiato il mio regal deretano sul sellino e niente.
La ruota andava da un lato il manubrio dall'altro.
Eccheè?
Auch. Manca un bullone. 
E quando mai l'ho perso?!
E, per sapere, dove diamine ne vado a prendere un altro?

venerdì 27 maggio 2011

Rivelazioni di un venerdì mattina.

Naturalmente c'era il sole quando son uscita di casa.
I miei bei sandaletti mi han gentilmente accompagnato in Valle (per l'occasione, solitaria).
I secondi, i minuti, le mezzore passavano e di Marmotton da Bozen nessun'apparizione. 
In compenso son stati da me rinvenuti tutti i documenti che dobbiamo (notare l'uso del plurale nonostante fossi solinga e bidonata) catalogare, spulciare, vistare, fascicolare e benedire per la revisione biennale ufficiale (che vien annunciata mediante missiva nel momento meno opportuno - luglio o dicembre).
Ed eccolo. Il campanello. Il Marmotton arrivò. Da buon simil.tedescotto ha salutato e si è rintanato nella sua cellotta e chillàvvistopiù.
Io. Io l'ho rivisto, andando a spostar faldoni pesanti più di ragnatele che di dossiers.
E così mi capacitai che egli parla. E tanto. Troppo. 
E così mi capacitai che Bretelle Sbrindelle è famoso. Nell'ambiente loro. Degli avucàt in erba. Il nostro predicatore borioso et noioso scrive ed educa novelli professionisti adorantilo.
E non ho riso, mentre mi veniva raccontato ciò con occhi sperluccicanti di orgoglio malcelato per essere stato scelto come possibile collaboratore futuro.
Il Mito è arrivato a mezzodì in pieno diluvio (il primo, chè ora ce n'è in corso un terzo, il secondo è stato il peggiore, per ora).
Dopo mezzora ho serrato la baracca, salutato, preso l'umbrèla, dimenticato preventivamente lasciato lì, e no, non aveva ancora smesso di piovere a carrettate. 
E sì, le majorchine si sono infradiciate, quasi quanto i miei piedi.

giovedì 26 maggio 2011

Ed è previsto il diluvio universale.

E sì che dovrei essere lieta di andare a lavorare domani.
Dopo aver passato giorni a brontolare che l'inattività di un giorno settimanale mi facesse sentire *sbagliata*.
Dopo aver sudato, e continuando a farlo, per farcela in quattro giorni a fare quel che prima facevo in cinque.
Dopo aver sbuffato per esser stata cooptata a far da autista materna nel giorno libero.
Dovrei, esserne lieta.
Certo, non l'ho scelto io, nè, tantomeno, chiesto io. Mi è stato gentilmente imposto. Su istigazione di una LaToya qualsiasi, istigata a sua volta da quella gran testina di Codaliscia.
Dovrei, doppiamente, esserne lieta.
Essendo Codaliscia stato bocciato ancora prima di avanzar pretese. Il boss snasa un giorno di cazzeggio totale a sue spese.
Dovrei, e decido di esserlo. 
Mi convingo che quattro ore di mattina e poi basta, posson bastare.
Mi ritrovo a dover  far da portinaia, sempre domattina, al nuovo arrivato, Marmottone da Bozen.
Mi capacito che domani mattina passerà il Giro d'Italia fra le 11 e le 12,30. Strade chiuse in ogni dove.
Mi consulto con la compagna di disavventura.
Mi comunica, garrula, che ha deciso di non venire domani, inizierà a giugno.

mercoledì 25 maggio 2011

A-le quatro.

Olivia, la figlia del boss, si è data alla vendita fai-da-te di bigiotteria made in Colombia.
Che qui mica ci limitiamo alle Valli indigene.
Collane, cinture, bracciali, polverine, portafogli, orecchini.
(e non si può manco scherzare! i bracciali no, non ne ho visti).
Essendo in cupezza dietetica non son ispirata ad acquisti incauti, invece Kermit s'è comprata una fantastica cintura rossa. (fantastica per il colore, i disegni fra l'astratto ed il sociopatico che fanno i colombiani - chissà perchè poi - non mi garbavano particolarmente).
Oggi l'ha indossata. E ho notato subito che uno dei micetti impressi (impressi?) era sottosopra, nel senso che l'aveva infilata nei passanti al contrario. Ho evitato di dirglielo per non sentirmi dare della spaccavirgole dilettante.
Ma il mondo è pieno di spaccavirgole dilettanti, ed infatti nel pomeriggio stanca di sentirselo precisare, del micetto capottato, si è tolta la cintura, l'ha ribaltata e rimessa.
E quindi?
Niente, ci domandavamo, nel mentre del cambio posizionamento accessorio, perchè gli uomini hanno la chiusura verso destra e le donne verso sinistra.

martedì 24 maggio 2011

Previsti smottamenti causa temperature elevate.

Riassunto delle puntate precedenti.
La Valle è in crisi profonda.
E allora che si fa? Il boss riduce orario di lavoro e, di conseguenza, stipendio.
E allora che succede? I sudditi borbottano, rognano, si impuntano, si lagnano. S'attaccano.
E allora che accade? La crisi si allenta apparentemente.
E allora che si propone? Il boss non cambia una virgola. Anzi, massì dai, mi prendo un collaboratore nuovo! E già che ci sono per quel lavoro là faccio venire quell'altra lì.
E allora che si dice? I sudditi, alcuni si perplimono, altri si incarogniscono, altri si spallucciano.
E allora che si combina? Astuti sudditi si organizzano per chiedere, zitti zitti, al boss di far loro quel che avrebbe dovuto fare la tizia di cui sopra. 
E allora che si risolve? Che il boss accetta l'idea, ma boccia uno dei sudditi ed incastra un'altra suddita ignara a caso.

lunedì 23 maggio 2011

Non è che i Maya han toppato mese?

Avrei pure da narrar dei nuovi arrivi in Valle (uno, uno solo, maschio, nella media degli altri maschi già presenti. Maschi è una definizione per esagerazione).
Ma. La mia coscienza (sì, da qualche parte, fra il neurone, il nulla e la ciccia, ce n'è un gomitolino arruffato) mi impone di informar quante più persone possibile di un evento che potrebbe sconvolgere esistenze, corsi storici, quadri astrali.
Misery, una volta andata in pensione, farà la guardiaboschi volontaria. Con tanto di corso istruttorio, patentino, divisa, e, gasp! arma d'ordinanza.
Data prevista: maggio 2012.

domenica 22 maggio 2011

Mentre si attende che la fronte si stampi sulla tastiera.

Ieri ho scoperto che via internet si trovano le frasi augurali per qualsiasi ricorrenza.
Anche per i quarant'anni di matrimonio (si sappia, nozze di smeraldo, non di zaffiro come sembrerebbe).
Peccato che questi auguri bell'e pronti son quelli che dovrebbero scambiarsi gli sposi. Maccome? quarant'anni insieme e hai bisogno di aiuto per uno sputo d'augurio? Ohiohi.
Oggi ho scoperto che essere nella tavolata dei giovani, quando il giovane più giovane ha 39 anni, non è bello.
E la casouela servita alle 14,30 è un'arma di distruzione di massa dai risultati efficaci.
No. Non l'ho mangiata. Mi son limitata a polenta e cinghiale, al medesimo orario. 
La ciotola di acqua e limone caldo (finemente nota come canarino) non ha prodotto alcun esito soddisfacente.
Però, nel mentre tentavo di non ustionarmi le dita sorbendo il suddetto sturastomaco, ho visto le tette rifatte della cuggina di mio cuggino. 
E non ho rimesso il pranzo.

venerdì 20 maggio 2011

Domani è un altro giorno. E, pare, dicono, l'Ultimo.

Sai quelle mattine che ti svegli cosciente di cosa vuoi fare, di essere in grado di farlo, di programmarlo, organizzarlo, metterlo in atto, e portarlo al termine?
Ecco. Stamane ho deciso di mettermi a dieta.
Poi, ho riflettuto che.
E' venerdì.
Domenica sono a pranzo fuori con tutta la Brown family.
Non ho più la cyclette. Ma dov'è?
Ma fagnente.
E' venerdì e si è andati di pesce (mica vero, si è andati di pasta e zucchine).
Domenica berrò acqua (mica vero, cioè, diciamo che mi ci impegnerò a limitarmi).
La cyclette era stata messa in cantina, prima dell'imbiancatura. Talmente impolverata da far credere al mi' babbo di non essere più stata usata da un secolo. Talmente, infatti, da essermene accorta, della sua assenza, due settimane dopo la conclusione della stanza ridipinta.

giovedì 19 maggio 2011

Nitrir non so. Ancora.

Oggi con precisione e rapidità impeccabili ho svolto un compitino capitatomi fra capo e collo.
Quando son andata dal boss per far firmare il documento, era in colloquio con uno dei clienti abituali.
Il boss mi si è complimentato sulla ormai infallibilità dei compiti assegnatici (esatto: o insulta o smiela).
Il cliente sottolinea che è un'ottima tattica, mettere degli handicaps sempre più difficoltosi, per vedere chi è il migliore nel sopportarli e migliorarsi, come con i cavalli da corsa.
Ecco, questa mi mancava.
E dire che mi era pure simpatico.
Non il cavallo.
Il cliente.

mercoledì 18 maggio 2011

Uno sputtanamento concordato.

Una delle mansioni ereditate dal pensionamento di Shrekka è aver a che fare con clienti che non hanno idea di cosa hanno bisogno, ma lo vogliono e subito e senza spostarsi di un millimetro da dove si trovano.
Costoro sono clienti fedeli noti e fidati. Pasciuti e soddisfatti in anni e anni di collaborazione con la detta collega. Ma, non da me. 
Che non li conosco, se non per nome. Che, se li ho visti, non ho idea di chi sia chi e per chi lavori.
Il boss, giustamente, essendo io ignara et ignota in materia, preferisce incontrare sti figuri, almeno una prima volta in mia compagnia.
Sicchè la sua tattica è:
*parte prima* farmi chiamare gli impegnatissimi professionisti, intimarli di presentarsi in studio, ascoltare pazientemente lagnanze, sbuffi, brontolii, imbastire qualche scusa umile et servizievole, concordare data e orario.
*parte seconda* all'appollaiamento dei regal deretani sui troni nella Gran Cella, vengo convocata per le presentazioni, previo rimbrotto per aver fatto scomodare personaggi sì impegnati, che non c'è mica bisogno di farli venir in Valle, noi li si conosce, perdindirindina!

martedì 17 maggio 2011

Tenaci come cimici sul bucato fresco.

C'è da dire che oggi siamo andate al nostro solito bar.
E aggiungerei che eravamo solo Kermit ed io, Bradipo non si è unita.
Si sarà mica offesa? Un vago senso di colpa si è impossessato dei nostri corpicini, subito dissipato al veder la nostra postazione favorita occupata dal boss e da Olivia .
Sgrunt.
Ok, ci appostiamo sugli sgabelli alti, dirimpetto al bancone.
E. Niente. Il barista ci chiede se vogliamo il solito marocchino o un turco o ahahah. Ok, e fin qui ci siamo.
Smaltite le risate di circostanza, egli ci domanda:
* Viporto....fè....lis?
E sembrava un dejavù in tandem. Perchè era uguale uguale a ieri.
Ci siam guardate, l'abbiam guardato, ci ha guardato, ci ha ripetuto pari pari la stessa cosa, ci siam guardate. 
E giù a ridere a crepapelle.
E non avevamo ancora bevuto.
Perchè la richiesta misteriosa comprendeva la degustazione di caffè, cacao, caramello e bailey's.

lunedì 16 maggio 2011

Quanti misteri.

Oggi, Kermit ed io, in pausa pranzo, abbiam tenuto compagnia a Bradipo che ha pranzato fuori.
Appollaiateci sulle seggiole alte alte al tavolino alto alto, ella si è presa una porzione di lasagne, Kermit s'è messa a leggere il giornale e io cianciavo di Fhfh e le sue scarpe scamosciate rosso cardinale.
Arrivano i caffè che abbiam ordinato solo Kermit ed io, mentre Bradipo finisce di pulir il piatto e Kermit continua a legger il quotidiano ed io a cianciare.
Mentre io sorseggio e lei rimescola lo zucchero, sempre con la testa fra le pagine sportive, Bradipo, guardando Kermit, afferma:
* "lodicipuretuarimina?"
Ora, fra me e me ho pensato che fosse una gran fortuna che non si stesse rivolgendo a me. 
Ora, visto il silenzio proveniente dalla mia sinistra, ho intuito che pure Kermit non avesse capito. Ma aveva pure la scusa della lettura in corso. Bradipo, magnanima, ripete:
* "lodicipuretuarimina?"
A questo punto, fra me e me penso che l'esser mezzosorda limita le mie capacità di comprensione.
Ma, visto il silenzio proveniente dalla mia sinistra, ho intuito che non fosse questione di udito. Ed infatti, Kermit alza la testa e chiede: 
* "Come?"
 E, per la terza volta, Bradipo:
* "Lodicipuretuarimina?"
Uh, fra me e me mi son illuminata: vuoi vedere che chiede se nel giornale parlano di Mina?
Uh, mi giro verso Kermit per provare ad esserle di aiuto, quando. Quando vedo la sua faccia.
La sua faccia era un punto interrogativo tridimensionale. Ma di quelli proprio con il lampeggiamento: Che Diamine Sta Chiedendomi ?
E ho tentato di trattenere la risata. Ma ho innescato la sua, di risata.
Siam andate avanti due minuti buoni. Poi, lacrime agli occhi, abbiam chiesto scusa, sia chiaro.
Ma davvero veramente non avevamo capito una sola parola. Oddio, a noi pareva una sola parola. Abbiamo addirittura pensato fosse impazzita all'improvviso parlando una lingua straniera.
E finalmente il mistero ci venne svelato.
Pora stela, lei, figlia di calabresi, chiedeva a Kermit, calabresella doc, se mescolare (atto che stava compiendo Kermit alla domanda iniziale) in calabrese si dice "rimina".

domenica 15 maggio 2011

Ma le comunioni quanto son noiose?
Sia quando si era ottenni (ora han diec'anni, ma son quasi certa che io ne avevo otto) e non si voleva indossare quel dannatissimo abituzzo bianco, col velo per giunta, e pioveva che ti inzaccheravi tutta e la mamma ti voleva pure mettere il golfino fatto a mano, ed in chiesa ti scappava da ridere e pure quel che avevi da fare, ed il dolce arrivava sempre quando eri strapiena e strapresa a giocare a nascondino. 
Sia quando si è invitati. Una mandria infinita di parenti impaludati, imparruccati, imbellettati, una mandria scalpitante di mocciosi di svariate dimensioni età e lagnazioni, una mandria devastante di mamme nonne zie che Non urlare! Non correre! Non mangiare troppo! Non sudare! Non muoverti!
Sia quando disturbano il sacro rito della domenica mattina al bar con cappuccino e giornale gossipparo.

sabato 14 maggio 2011

Ma si scrive attaccato o s t a c c a t o ?

E che vuoi, alla mal parata, una bella cornice d'argento.
Certo, l'ideale sarebbe stato trovare fra le foto storiche dei miei una foto  dei festeggianti in gran spolvero a qualche cerimonia d'inizio anni '70. 
Con lui e i suoi basettoni neri ed il completo marrone zampato. 
Con lei e i suoi boccolotti biondi ed il vestitino.ino.ino hippie.
Ma, si sa, i genitori anziani tengono da conto tutto l'impossibile, tranne quel che prima o poi servirà.
E che vuoi, alla malparata, si compra un bel biglietto color verde smeraldo (chè qui ci si informa pure sul colore degli anniversari di nozze, chè quando si vuole, qui si è precisi), e lo si schiafferà al centro della cornice, con un benaugurio vergato a manina da Charlie con la penna gel comprata appositamente color argento.

venerdì 13 maggio 2011

Una sfumatura rosa in fondo ad un buco nero.

Vuoi vedere che venerdì 13, di quando in quando, ha effetti nefasti sul serio?
Perso il post di ieri. Poca roba, direi. Se mi ricordassi di cosa avevo farneticato.
Anche i relativi commenti e le relative risposte.
Il signor Blogger sarà spaventato dalla data? Gli è venuto il singhiozzo funzional-fagocitante?
Non volendo sprecare il neurone in attività che poi potrebbero essere disperse nel vuoto internettico, sarò telegrafica.
L'Uomo delle Farfalle non andrà più in Spagna. Stop.
Gongolo. Stop.

mercoledì 11 maggio 2011

E questo weekend pioverà.

Ed infatti, niente.
Lo stracciapalle ha stracciato le palle per buona parte della giornata.
L'Uomo delle Farfalle è tornato in modalità VoglioAndareAVivereInEspana (ah-ah).
Un lieve palpito quando ha notato che indossavo i jeans che preferisce, quelli bianchi a righine bleu.
Come consolarsi?
Un barattolo di crema speciale cioccolatosa dal Riccetto.

martedì 10 maggio 2011

Due giorni di fila. E il terzo vien da sè.

E non è che ho cambiato profumo. 
E non ho manco consultato qualche maCa dell'amMmore.
Oddio, sarà mica l'impiastricciamento camuffatore di capelli bianchi applicato domenica?
Che a saperlo iniziavo a pastrugnarmi diec'anni fà.
Oggi chiamo un tizio che conosco per lavoro valligiano dal secolo scorso. Kermit avrebbe bisogno di incontrarlo per faccende sue. Chiedo quando è possibile incontrarlo. 
Ma che domande! A pranzo! C'è pure un amico mio! Alle 12,30 al barettino coi tavolini fuori.
Wow. 
Certo, poi l'amico avrà avuto ad occhio e croce settant'anni e una dentiera poco ben fissata.
Certo, lui, il tizio che conosco, ha passato l'ora a parlar del suo matrimonio imminente.
Ma, oh! e son due inviti ricevuti in due giorni.
Nel pomeriggio, giusto per rafforzare la mia convinzione che qualcosa non stia girando giusto, un cliente abituale, durante una telefonata, di punto in bianco, tutto d'un fiato, mi ha chiesto:
* "senti,signoraciàrli,ciparliamodamesipossiamodarcideltù?
Wow.
Certo, è uno dei due stracciapalle che mi chiedono missioni impossibili ogni due per tre.
Certo, poi ha voluto uno sconto di seicento euro (rifiutatogli dal boss, pure da me, se fossi stata il boss).
Ma, oh! e son sempre manifestazioni non indifferenti della potenza Kaorica vegliante sul mio capino.

lunedì 9 maggio 2011

Kaori, il mio fresco nume tutelare.

Oggi sarebbe stato un sano, grasso, fiero lunedì di cacca.
Se non.
Se non fosse che uno dei clienti stracciapalle mi ha chiesto di dargli del tu. 
Naaa, scherzetto.
Se non.
Se non fosse che son passata dall'Uomo delle Farfalle. 
L'Uomo delle Farfalle mi ha fatto notare che il sushi bar di fianco ha messo fuori la bacheca con il menù. Fra gli ingredienti cardine, il formaggio bianco - quello con il nome della città 'merigana - quello della pubblicità degli anni andati con appunto la mia futura (ancora non immaginavo) dea. 
Ridendo proprio sulla faccenda, di Kaori e del formaggino, mi invita a leggere il menù medesimo che contiene proprio un piatto a lei intitolato. 
Esco, leggo, rileggo, trileggo, rientro.
E lo apostrofo amichevolmente: *Infame! Mi prendi sempre in giro. Non c'è mica.*
Mi guarda storto e - attenzione! - replica:
""Tu mi offrirai una bottiglia di Brunello di Montalcino a cena!""
...
Ok, devo aver capito male, devo.
E invece. 
Davanti alla scritta del piatto incriminato (et adorato a vita, lo mangerò una volta a settimana, da qui all'eternità) mi ha ribadito il concetto dell'uscita a cena con offerta di vino da parte mia.
...
Ora, ceri votivi giapponesi se ne venderanno?

domenica 8 maggio 2011

Mamma parrucchiera, auguri! E, poi, desalinami.

Era Maria Antonietta quella a cui diventaron tutti i capelli bianchi d'un botto? 
O son i miei ricordi su Lady Oscar a confondermi le idee?
Il perchè, però, mi sfugge. 
Per il figlioletto morente, per il popolo in sommossa, per il conte Fersen? 
Gongolo. Almeno io so il perchè. 
Tre settimane di lavoro valligiano devastante e la mia zazzera sembra una salina a primavera.
E chi dice di lasciarli così, e chi dice di fare la tinta, ma no che poi la ricrescita è una rottura da tenerla sotto controllo, e chi dice i colpi di sole, chi i lampi di luce, ch...ma farsi i bip! propri no?
Non gongolo più.

sabato 7 maggio 2011

Lo spirito dello sciacquone.

Quando ero una giovane che bighellonava in attesa di trovar lavoro. Un luglio del secolo scorso, quando ancora beatame! non sapevo dell'esistenza della Valle. Mi arrivò una telefonata. Un istituto linguistico professionale aveva estratto il mio nominativo, insieme ad altri, per partecipare ad un mese gratuito di lezioni trisettimanali d'inglese avanzato.
Accettai. Era full immerscion. Insegnante madrelingua di Gibilterra. Gibilterra? Vabbè. In ogni caso, parlava solo inglese. E pure tu dovevi. Sennò non rispondeva. E la lezione non proseguiva. E le due ore diventavano un macigno indigeribile et infinito. 
Il momento drammatico della settimana era l'ascolto della cassetta. Sì, all'epoca niente cd. Il mangianastri partiva e veniva narrata una storia. Che tu dici, vabbè qualcosina d'inglese l'avrai pur saputo. Ma certo che sì. Ero pure fra quelle che non avevano gli occhi acquosi al guud aftànuun.
Semplicemente la storia veniva narrata, sul nastro, senza il parlato. Nè italiano, nè inglese. Solo suoni. Ghiaia, stormir di fronde, spadellamenti, telefoni che ringavano. E finito il nastro? A turno bisognava raccontar quel che si aveva intuito fosse la trama. In inglese, of cors.
Ecco. Questa era la premessa.
Come tutti i migliori thrillers insegnano, ci son stanze dove si senton particolarmente bene suoni parole sospiri catene stridenti, provenienti da altre parti della casa.
Anche qui nel condominio (sorgerebbe la spontanea domanda se sia implicito, quindi, che la casa in questione sia stregata, ma preferisco glissare per dormir sonni tranquilli).
Nel mio piccolo, infatti nel bagno di servizio (al servizio di Charlie), si verifica il fenomeno acustico in questione. 
In particolare, c'è un rumore che da quando qui abito ho sempre sentito. E ho sempre associato allo sbadigliare del proprietario dell'appartamento di fronte o dell'appartamento di sotto (l'assenza del mio senso dell'orientamento non ha limiti di sensi).
Nel giro di un mese han cambiato proprietari entrambi gli appartamenti. 
Inutile sottolinearlo. Ovvio. Giusto? Il rumoraccio continua ad esserci.
O è uno sbadiglio o è un fantasma assonnato o cosssè cosssè?

venerdì 6 maggio 2011

L'udùr della vernice ristagnante sarà benaugurante?

Al babbo han tolto tutta la gabbia che aveva al piede.
Sì, s'era rotto un ditino del piedino. Incespicando non si sa bene quando o perchè.
No, non era mica andato in ospedale per il dolore fottuto, ma per un piccolo intervento.
Sì, il dottorino che stava tramestando con qualche affilato aggeggio ha preso dentro al piedone, facendo sobbalzare il papino. Spedito a far la lastra, et voilà! imbracatura all'arto inferiore sinistro.
Ordunque, oggi, risanato e ringalluzzito, mi ha portato la greve notizia.
Settimana prossima si imbianca. 

giovedì 5 maggio 2011

Tramortita da un insolito effluvio un mercoledì mattina.

Ieri Smutandata ha portato in dono a Misery un meraviglioso mazzo di peonie colte fresche fresche nel suo giardino.
Pur non essendo un'amante di fiori recisi, tantomeno fiori recisi da Smutandata, ho avuto una reazione entusiasta, quasi pari a quella di Misery, talmente era bello.
Nella gioiosa cagnara scaturita, ho chiesto se potevo anche io avere il mio mazzetto. 
L'ho ottenuto. Oggi.
Ieri c'erano 10 gradi. Oggi 25. Nella CharlieCar 35 stasera.
Le peonie non amano il caldo. Anzi, magari le peonie sì, ma i loro petali no. 
Mi son sentita PolliciOna nel rincasare.
 (le regine di casa, Ada e le peonie)

mercoledì 4 maggio 2011

Fra oggi e il 23.

Devo comprare ben due regali. Anzi, mentre ora sto scrivendo me ne viene in mente un terzo.
Festa della mamma. Che poi. Mia madre. Non ama i profumi, i gioielli, gli orologi, i fiori, la musica, i film. Tu dimmi. Che infanzia posso aver avuto? Che adolescenza? Che adultaggine? 
Compleanno del papà. Non del papa. Anche se quello appena beatificato era nato lo stesso dì del mio. Papà, non papa. Che poi. Mio padre. Braccino corto, fosse per lui non si comprerebbe nulla che non sia per la pura sopravvivenza. Non gli serve niente, non vuole niente, non c'è bisogno. Tu dimmi. Che infanzia posso aver avuto? Che adolescenza? Che adultaggine?
Quarant'anni di matrimonio degli zii. Una coppia a caso fra i vari sposati nel 1971. Una vagonata di cugini, poi, nati nel '72. Il problema non sussisterebbe. Se il regalo dovessi farlo io. Da me medesima. Ma. No. E' da parte della famiglia. La mia famiglia. Una madre come la mia, un padre come il mio, cosa non riusciranno a tirarmi matta per far un regalo decente senza spendere il becco di un quattrino?

martedì 3 maggio 2011

Egli s'incapona.

Uè, ma com'è sta storia qui?
Non è possibile che la mia  salvatrice da un esaurimento lavorativo-neuronale di immani proporzioni sia tornata e, tornando, abbia creato una voragine di fame. A me.
Misery! va mica bene che diminuiscono le pigne di lavoro e aumenta il girovita!
Oggi ella era inquietata con BretelleSbrindelle che insisteva a volerle far fare un adempimento in due parti, inutilmente. All'improvviso ha esclamato: "Uff! Quando s'incapona, s'incapona proprio!"
Peccato non si dimagrisca ridendo.

lunedì 2 maggio 2011

E allora voglio pure la poltrona rossa come nella pubblicità.

Misery è tornata. Più o meno guarita. Infettante, non so.
L'importante è che sia tornata. Che si ripigli il suo lavoro. Che io smaltisca le tre attuali pigne che mi sovrastano angosciano sbeffeggiano. Che il boss si capaciti che ho lavorato ben benino anche in campi non di mia competenza, il tutto senza troppi piagnistei e straordinari (sì, lo si dovrebbe sapere ormai, son pirla).
Mentre codesti pensieri facevano il girotondo con gli sbadigli e con lo scazzo, entra BretelleSbrindelle.
* Charlie, posso guardare le impostazioni del tuo pc?
- Certo, accomodati.
* Ti sto per ordinare un nuovo pc.
- Uh, bene! questo inizia ad essere lentino.
* Infatti. Altrimenti si fermerebbe del tutto, dovendo installarci il programma per fare quel che fà Misery. 
- ...uhm?
* Così non dovrai più cambiar scrivania. Comodo, no?

domenica 1 maggio 2011

Buchi spazio.temporali

Le ciabatte.
Non fa ancora abbastanza caldo da accantonarle per rispolverare le infradito. 
(che, in ogni caso, se non ricordo male, stavan sbriciolandosi passin passetto).
Le ciabatte, dicevo.
Non hanno affatto il giusto tempismo.
Han perso la battaglia contro gli alluci in netto anticipo sull'arrivo della caldazza.
(o è la caldazza in marcato ritardo sulla stagione in corso).