mercoledì 29 febbraio 2012

In un grande aeroporto.

Ho dimenticato (tanto per cambiare) la fotocopia di una storiella con morale che Misery ha appeso sulla porta della nostra cella.
Sì, sotto il calendario del Canadà 2011 (si accettano scommesse su quando verrà tolto) e a lato dei santini che ci lascian ogni anno i benedicenti della chiesa valligiana (ad occhio e croce, vanamente).
Misery, nella sua perenne ricerca di un equilibrio interiore, si impegna nel tentativo di modellare  i propri gesti sugli insegnamenti moral filosofeggianti di poeti, religiosi, scrittori, psicologi.
L'anno scorso è colato grasso, un calendario foriero ogni giorno di una massima da seguire.
Quest'anno, per ora, solo la storiella.
Di cui lei è estremamente orgogliosa.
Di cui noi non abbiam capito il senso. Anzi, ha quasi scatenato una discussione a quattro per chi aveva capito cosa e come e perchè e fanculamenti sparsi.
Di certo parla di biscotti. 
Si capisce, ordunque, l'interesse collettivo?

lunedì 27 febbraio 2012

Del tacer non mi fu, quel lunedì mattina.

Oggi il boss m'arriva vestita tutta di nero, pantaloni e casacchina di - boh - fustagno dalle spalline stile Regina di Biancaneve, nonchè fularino leopardato infiocchettato al collo e, pazzesco, cofanatura alla NonnaPapera.
Cosa che non faccio mai, le ho espresso il mio gradimento per l'eleganza sfoggiata.
- Non sono elegante, sono vedova.
Gelo. 
* ..ehm..cioè intendevo dire che sta ben-
- E poi lo ero già prima!
Panico.
(Cosa?! Elegante? Vedova? Elegante e vedova?) 
* ...beh..è sobria, molto attuale (chè essere tenaci è tipico delle cozze).
- Almeno quando vanno all'estero san parlare inglese e non in dialetto!
 Confusione.
(ma chi? dove? quando?)

domenica 26 febbraio 2012

La logica del portafoglio.

Ieri era primavera, oggi di più.
Ma ieri era il primo giorno di primavera, non vero ma reale.
Si sa, a primavera ci si fa prendere dall'entusiasmo del risveglio, dal friccicorio del ritrovato tepore, dall'energia dei colori rinnovati e luccicosi.
Sono entrata in una boutique a caccia di un paio di jeans, che nei miei attuali ci sto ma, come dire, incellofanata.
Entrata ho scoperto che c'era lo sconto 50% su tutti i capi invernali.
Ho comprato 2 lupetti, 2 cardigan, 2 maglioncini, 3 pantaloni, 1 vestito, 0 jeans. 
Non avrei mai pensato di doverlo dire, e tantomeno scrivere,  ma rivoglio l'inverno.

venerdì 24 febbraio 2012

Ma, che, per caso c'è primavera nell'aria?

Questi 16 gradi improvvisi han fatto buttar via sciarpe e guanti e scatenato un irrefrenabile bisogno d'acquistar primule di millecolori.
No, quest'anno non ne ho comprate (per ora, conoscendomi, domani chissà).
Tutti gli anni ne compro quattro vasetti, regali per mammina, Kermit, postazione in Valle e postazione in casa.
Tutti gli anni la prima a morire è quella mia, la seconda quella di Kermit, la terza quella casalinga, la quarta non pervenuta.
Tutto questo risvegliarsi teporoso rimbalza contro la crosta mefitica valligiana.
Ierisera le prime avvisaglie di guerriglia fra Marmotton e Codaliscia. 
(ed io non c'ero)

giovedì 23 febbraio 2012

Post menomato da estrazione dentaria imprevista seppur temuta (sottotitolo: ahia)

Arrivata al parcheggio, parcheggiai.
Pronta a scendere, non scesi.
Una minicùper parcheggia immediatamente a lato, s'aprì la portiera.
Il guidatore inguainato nel posto guida, afferra portiera, volante, tettuccio (le mani son quasi certa fossero de, solo affannatissime), non scese.
Sudando copiosamente, mise un piede al suolo.
Quasi stabilizzato, scese.
Capendo di essere osservato, mi guardò e mi acconsentì l'uscita.
Ringraziatolo, mi avviai.
Richiamata, mi girai.
Guascone, si scusò: "scusa nè, ma ste rubetìn son picinìn e bel bàs."
Vedendo la mia faccia fra il perplesso ed il sarcastico, proseguì: "ma l'è minga mia nè, l'è dela mia tusaneta."
Sorridendo, accettai le scuse e me ne andai.
Ignara, non compresi l'opportunità offertami di ritardare momenti tragici.
Sopravvissuta, venni pure a sapere che i due galletti della Valle si son ferocemente battibeccati.

mercoledì 22 febbraio 2012

Il tempo pacifica ogni cosa.

Parlavo con mia madre del pargoletto neonato di Bradipo.
Un ranocchietto che, essendo figlio di tal mammina, non si agita molto, piangiucchia giusto quando ha fame, smorfieggia a seconda del caso fisiologico, altrimenti dorme.
Chiacchierando son venuta a scoprir che da poppante ero uno stress, per l'appunto figlia di contanta madre.
Non facevo dormire i novelli genitori.
Mangiavo il meno che potevo, mi addormentavo, mi risvegliavo, incazzosissima ed affamata, mi quietavo poppando e *puff* mi riaddormentavo subito, e via così tutta notte.
E' proprio vero che crescendo si cambia: di certo non mi stanco di mangiare, neanche se stanchissima, neanche sotto tortura.
E' pur vero che certi meccanismi son difficili da sradicare: dormo ancora a singhiozzo, non per mangiare (giuro!), ma per far pipì.

lunedì 20 febbraio 2012

Sfumar nel nero m'è agro.

Non ho mai amato vestirmi di nero.
Evito accuratamente di vestirmici tuttora.
Caso vuole che spesso e volentieri il lunedì io mi vesta di nero.
Caso vuole che spesso e volentieri il lunedì io vada dall'estetista a domicilio.
Caso vuole che spesso e volentieri il lunedì io sia il tappetino su cui si struscia il suo amabile gattone. 
Tigrato grigio.

domenica 19 febbraio 2012

Ed il ciel grigiotopo alfine ritornò.

Ci son punti fermi nel nostro Io.
Son certezze, regole, doveri, maturati negli anni.
Grazie a scelte sbagliate, grazie a lezioni entusiasmanti, grazie a brucianti no, grazie a caldi sorrisi.
Grazie a discussioni veementi, grazie a gesti sfrontati, grazie a silenzi rancorosi, grazie a raggelanti imprevisti.
Una delle poche mie convinzioni è la molteplicità dell'essere umano.
Un'infinita gamma di colori, di sfumature, di azioni e reazioni.
Mai definire confini, di se stessi o di chicchessia.
Siamo così, ora, siamo stati altro, saremo altro ancora, ieri, dopodomani, nuovamente ora.
Io, per dire. 
Sono animale sociale. Non ho difficoltà particolari a conoscere, dialogare, ascoltare. 
Ma. 
Ci son giorni in cui il mio bozzolo dev'essere solo mio. Tutto il socializzare può andarsene tranquillamente a puttane che non me ne potrebbe fregar di meno. E lo so di sbagliare. Ma, inutile, accade che vada così. 
Ma.
Ci son giorni in cui son zuzzurellona. Tutta la mia spiritosaggine deve trovar modo di paciugarsi allegramente. E non mi preoccupo minimamente di urtare sensibilità o di provocare reazioni innervosite. E lo so di essere nel torto. Ma, pace, razzolo comunque felice come solo gli incoscienti.
Ma.
Ci son giorni, gli ultimi due, in cui esplodo come palloncino spaccicato dalle manone di un bimbo. Mi capacito dei danni combinati. 
E mi stupisco delle amicizie ritrovate. 
E mi preparo ai rimbrotti meritati.

giovedì 16 febbraio 2012

La schiena non ha prezzo.

Ho preso la decisione.
Non tornerò indietro.
Basta lamentarsi.
Basta rivoltarsi.
Basta sospirare.
Basta inveire.
Basta impettirsi.
Basta stirarsi.
Basta snodarsi.
Basta.
Devo comprare un materasso nuovo.
In lattice, a 700 molle, a 900 molle, a 1600, memory (memory?), in gel, a 7 zon-
Oddio, ho bisogno di stendermi.

mercoledì 15 febbraio 2012

Per i quarantenni suppergiù.

Pimpiripettenusa.
Pimpiripetteppà.
Pimpiripettenusa.
Pimpiripetteppà.
Pimpiripettenusa.
Pim.
Piri.
Pette.
Pà!
Ci siamo, no? Era la conta classica. Due pugnetti chiusi a testa (chi ne aveva tre era visto malino)  e chi era sotto contava.
Niente di strano, se non fosse che oggi, nel parcheggio sotterraneo del centro commerciale, mentre me la cantavo serenamente (chi non la canticchierebbe un mercoledì qualunque a mezzodì?), Kermit esclama: "Pippicalzelunghe!"
A parte che io ricordo solo il cavallo e la scimmia, e probabilmente perchè son nominati nella sigla (che però canto solo il lunedì nel tardo pomeriggio), ma porcaloca! vuoi dirmi che non era la conta ma era una canzone di un telefilm svedese?
Ma crescendo perchè mi si è spanata così brutalmente la memoria?
E comunque son andata anche dal dentista. Giusto per scrupolo.
Pensavo fosse un'infezione e invece era un cales una probabile frattura della radice (esse non solo  si quadrano o si cubano, si fratturano pure!). Già che c'era ha trovato anche una carietta. Suvvia, non facciamoci mancar  niente.

lunedì 13 febbraio 2012

E avrei anche da andar dal dentista. Ma faccio pure finta di no.

Dopo quattro mesi, finalmente oggi son andata da OcchiBelli, la mia estetista di fiducia.
Che poi.
Finalmente, ma de che? Un'ora di concentrato dolore.
Fiducia, ma de che? Una sadica professionista mancata.
Col sottofondo del tg5 per giunta.

domenica 12 febbraio 2012

Il loden forse era blu.

Si sappia. Io detesto il freddo. Da sempre. E, immagino, per sempre.
Quando ero bambina, millemila anni fà, ricordo le frignate con mia madre per staccarmi dal calorifero e farmi mettere il lodenino verde, con la sciarpa rossa e le manopoline rosse e le polacchine rosse. 
(sì, mamma aveva la fissa del colore rosso a me, del colore blu a mio fratello. L'originalità fatta persona, almeno non mi rifilava il rosa).
(no, le polacchine non sono bimbe polacche che mi portavano in giro in spalletta ma degli scarponcini di cui non ho ricordo alcuno tranne il nome).
La tragedia, detta anche vestizione, non era completa se non veniva tentato l'infossamento facciale nel famigerato passamontagna, rosso chiaramente.
Quello era il clou delle mie lamentazioni/disperazioni/sballotamenti per terra e quant'altro mi venisse in mente di fare per poter sottrarmi a quella tortura.
Si sappia. Mai vinto battaglie su quel fronte. 
Coi lacrimoni appesi alle ciglia mi strascinavo le polacchine fino a scuola, per subir poi l'ulteriore staffilata: i bimbi fortunati, i cui genitori se ne catafottevano degli eventuali malanni stagionali e li mandavano senza berretta a sbeffeggiar me e il mio capo inguainato di lana prudente e mortificante.
Tutto ciò l'ho ricordato mentre m'affannavo a cercar in fondo all'armadio un incauto regalo di qualche amico ignaro dell'avversione verso i copricapi.
Trovata, una cuffia impolverata nera striminzita inguardabile.
Ma calcata ben bene in testa, in questi ultimi giorni, è stata una riscoperta. 
(sì, lo so, pure una riprova dell'avanzamento d'età. MA. Venerdì son stata apostrofata come ragazza, quindi per stavolta gongolo senza dubbio alcuno)

giovedì 9 febbraio 2012

Il futuro è Vosa.

Essendo che la Valle è un posto vagamente sui generis.
Essendo che il boss è in procinto di pensionarsi, questione di una manciata di anni.
Essendo che noi si dovrà, invece, lavorare almeno un altro quarto di secolo (che detto così rende meglio la drammaticità della cosa).
Essendo che il futuro boss (si spera, si fa per dire) non è che noi si abbia in lui molta fiducia, economicamente parlando.
Noi, oggi, si parlava di possibili altri lavori da tentare.
Curiosamente, mi si vede bene ad organizzar matrimoni. 
Che sia per il mio saper comprendere le esigenze altrui, senza infilarci le mie preferenze?
Che sia per il mio scandagliare in ogni dove alla caccia di qualcosa di originale?
Comunque sia, certamente per il mio buon gusto!

mercoledì 8 febbraio 2012

Annate, ma vedete di annarci bene.

Son una personcina pacata.
Son una personcina educata.
Soprattutto sul lavoro, oltremodo con i clienti.
Ma.
Quando educazione e pacatezza vengon prese per fessaggine mi svirgolano le anime molto poco allegramente.
(naturalmente c'è di mezzo il mellifluo più paracQlo del pianeta)
Mi si chiede come si calcola una tassazione.
Come piacere, eh, mica per un lavoro da farsi.
D'accordo, mi si chiede come piacere, ma, subito. Che? avrai mica da far altro?
Controllo riferisco torno a far quel che mi han interrotto mentr-
* Scusa, Charlie, non è che quel lavoro lo potresti presentare tu ai vari uffici?
- No.
* Scusa, allora, Charlie, glielo puoi dire tu, perchè io, sai, non so come dirglielo.
(tu, sottospecie di scendiletto del potere, a 45 anni, effettivamente, sai far altro).
- Ok.
-- Pronto?
** Oh ma signoriiiina ma perchè non mi vuole fare sto piaceriiiino?
-- Scusi, ma lei, chi è? e comunque io il lavoro non lo faccio perchè non è di mia competenza, ed il tempo che spenderei a fare il suo lavoro, mi viene pagato per far altro, dal mio di capo.
** Ma sììì lo sooo ma non ci sarebbe nulla da fare diciamo....solo andare all'agenzia delle entrate e all'ufficio del territorio.
-- Lo so. Ma, mi permetta, essendo il vostro di lavoro, come penso abbiate sempre fatto, perchè non lo fate questa volta?
** Oh beh, il collega che lo deve fare è oberato, e non riuscirebbe a farlo, oltre al fatto ihihih che mi tirerebbe le orecchie!
(e pure tu sei sui 45, complimenti vivissimi per la maturazione)
-- Quindi, al suo collega preposto e pagato per quel lavoro non lo chiede, ma a me, preposta e pagata per altri lavori che non farà certo nè lei, ne il suo collega nè il mio di collega?
** Ma naturalmente pagheremmo il disturbo! Ci mancherebbe! Certo, se il tutto non si rivelasse cifra troppo esosa.
-- Chiederò al mio capo e le farò sapere.

martedì 7 febbraio 2012

Mai accettare caramelle da un braccino conosciuto.

Ieri, ignara, affondavo le mie manine nella ciotola delle caramelle che offriamo gentilmente ai malcapitati clienti in Valle. Tutta concentrata nella ricerca delle zuccherine di menta forte e delle club (cacchio! da quanto tempo non le mangiavo).
Quando, alle mie spalle una voce risuona, incredula ed affascinata insieme.
- Ooh, Charlie, uhm, non sapevo piacessero anche a te le zuccherine...sai piacciono molto anche a me!
* Gasp! Chi l'avrebbe mai detto! Ne vuoi una?
- No, anzi, sai, ho trovato un posto...oh, ma sai a quanto vendono la confezione?! 1 euro!...più della metà del risparmio rispetto al supermercato!
* Ahn, interessante...ma sai meglio non comprarle che poi me le mang-
- Ma ci mancherebbe! Non comprarle! Domani te ne porto io un pò!
Ora, apro la parentesi.
Già è difficile sopportare l'idea che Codaliscia abbia i miei gusti caramellosi. 
Già è pesante sopportare questi scambi da tristi pensionati brianzoli.
Possibile che egli si presti addirittura a portarmi una manciata di caramelle gratuitamente?
Chiudo la parentesi.
Oggi, no, non si son viste le dolcezze.
Oggi, sì, sempre lui, si è appollaiato all'angolo della mia scrivania.
* Charlie, a te piacciono i film, giusto?
- Sì certo!
* Ecco, appunto! perchè se vuoi io ho un programmino con cui puoi scaricare dituttodippiù.
- Ah, interessante...come si chiama?
* Eh ma sai è un pò complesso poi da settare, sarebbe meglio se portassi il tuo portatile e te lo installo io.
- Ah, vabbè se ricordo, magari prima o poi lo port-
* Però, ripensandoci, qui non penso che ci si possa collegare in rete, meglio se vieni a casa mia una sera.
Di nuovo, apro la parentesi.
Già è snervante tentare di lavorare con uno che ti si mette a ciondolare il gambino a lato.
Già è crudele l'illudermi di ricevere caramelle o programmi che non riceverò mai.
Ma che stiamo scherzando che mi invita a casa sua?!
Chiudo la parentesi.

domenica 5 febbraio 2012

Notizie di cui proprio si avvertiva l'urgente necessità.

Eh, già, ho il compitino da svolgere. 
Eh, già, come quando ero bambina e non volevo fare i compiti di italiano mi riduco all'ultimo.
Eh, già, bisogna dire che è stranamente più divertente questo, e pure gradevole.
Un sentito ringraziamento alle apportatrici di tale awardnessità:
Mi par di comprendere di dover enumerare ben sette fatti misfatti o miracoli relativi alla mia personcina.
Se riesco a contare fino a 7.
1. sono una snasatrice, gli odori li avverto subito. Nel gusto e nel disgusto. Uhhh la lavanda. Iiiih la vaniglia.
2. non sono particolarmente ordinata, ma divento ossessivo-compulsiva nel vedere cassetti o ante mezzi aperti. Essi devono stare chiusi, chè non si sa mai cosa ne possa uscire.
3. se acquisto un giornale o una rivista devo essere la prima a leggerli. Sì beh non è che se uno me lo chiede reagisco con mosse da guerriero ninja (di cui sono gran maes- ma questo sarebbe l'ottavo segreto, sorry). E comunque sarebbe a me più gradito non mi fosse chiesto. Grazie.
4. adoooro i capi d'abbigliamento a righe, possibilmente colorati, molto colorati (aborro, invero, i puà e strass sparsi).
5. ho vinto 10 ghiaccioli in un concorso canoro a 6 anni in un campeggio sul Gargano (la canzone? Sarebbe il nono segreto, me spias).
6. ho un'assurda, immotivata, vergognosa attrazione verso le statuette di ceramica, raffiguranti animali, da cortile. Preferibilmente non colorate. Ma posso gorgheggiare anche di fronte ad alcune dipinte.
7. non so resistere a focaccia, vino rosso, lasag- oh, come? non è un segreto?

venerdì 3 febbraio 2012

Delle 3 una.

Il venerdì è un giorno anomalo in Valle.
Cioè, son tutti e cinque anomali, ma il quinto un pochino più degli altri.
Un universo parallelo, via.
Il venerdì la Valle è chiusa ai viandanti. Solo lavoro interno (e psichico, decongestionante oserei dire).
Ma non per tutti i sudditi, no. Solo tre. LaToya, Kermit ed io.
Perchè? Boh, boss lex, sed lex.
Gli altri sudditi, quelli dei quattro giorni, sta cosa, giustamente, non la vivon bene. 
Sicchè, Esaù, responsabile dell'approvvigionamento merci e manutenzione strumentazioni sparse, puntualmente esige che i vari tecnici vengano il venerdì. Nel pomeriggio. Tardo pomeriggio.
Per esempio, oggi.
Delle tre del venerdì, una era in viaggio fra palle di neve, una era a far varie visite (di varia natura), una ha lavorato, con una breve pausa per nutrirsi di quattro polpette quattro con insalatina e due croccanti schiacciatine di pane azzimo di farro (quanto so disgustarmi di me medesima, alle volte).
E quindi, oggi.
Dovevano assolutamente venire a controllare il funzionamento della caldaia (che funziona benissimo). Non potevano ieri, nè lunedì prossimo, nè stamane, no. Oggi alle 17.
Esaù: Charlie, tu domani VENERDI' ci sei?
Charlie: Sì, esco alle 17.
E: perfetto, faccio venire i tecnici alle 17.
C: No, scusa eh, ma se arrivano alle 17, chi ci rimane con loro finchè hanno finito?
E: E ma loro possono solo alle 17 di VENERDI'.
C: Ho capito, ma io esco a quell'ora. O vengono un altro giorno, o vieni tu, o chiama l'impresa di pulizie affinchè arrivino per le 17.
E: Ok. Chiamo quelli delle pulizie.
---
E: Allora, ho chiamato. Arriva la sciura A alle 17. Così ci pensa lei.
Conclusione, oggi.
Non si è presentato nessun tecnico.
E son uscita alle 17,30. 
Dopo i rimbrotti della sciura A.

giovedì 2 febbraio 2012

Ma, sciure, gli stivalazzi taccati, con la neve, sicure sciure?

C'è che la mia Charliecar è un'umile vetturina del 1998.
Acciaccata, spifferosa, raggelante d'inverno ed arroventata d'estate.
Però.
Con la qualsiasi avversità atmosferica precipitatavi sopra non ha avuto problemi di sorta.
Grandinate con chicchi da pingpong. Nevicate epiche. Guadi di polle piovane nel mentre di temporali estivi.
Invece.
Il fratellino che vuol far il fighètta e cià il biemva bell'acquisto ha fatto.
Non solo è piena di stizziti bibìp qualsiasi azione tu non faccia, no, è pure cagionevolissima di costituzione, ed infine sgarliga sul ghiaccio che è un piacere, pure da ferma.
(che tranvata!)