martedì 29 novembre 2011

Chi di calendario ferisce...

Oggi son entrata nella Gran Cella mentre il boss stava sacramentando all'indirizzo di...
me medesima.
Vistami, m'ha intimato di spiegar perchè avevo fatto ciò che avevo fatto.
Finitami di esporre le mie motivazioni, mi ha porto la mano, che io ho guardato basita.
Indecisa sul da farsi, ho scelto di stringergliela.
Ed, infatti: "Ebbrava Charlie, sei più preparata di me!"
Ecco, tu hai presente i films sulla mafia 'mmerigana quando il padrino stringe mani di poveri sfigati che poi, qualche scena dopo, te li ritrovi crivellati di colpi in qualche rigagnolo?
La sensazione più o meno quella era.
Subito sostituita da giubilo immenso.
(un delizioso calendario dell'avvento
con 24 calzette con dolcetto annesso!)
(ti pareva potesse essersi ripristinato il funzionamento degli mms?
figuriamoci! però il babbo ha riattato la photocam.
Esatto, sì da non dover spender soldi per regali natalizi onerosi)
 (già che c'ero...
...per chi non dormisse ancora
al ricordo delle cartoline)

lunedì 28 novembre 2011

In fondo in fondo son buona, ci ho comprato i biscottini a forma di stellina.

Ho passato il weekend a pensare a due rogne lavorative che mi attendevano al varco oggi.
Ho passato due notti di dormi.non.dormi. gira.di.qua.gira.di.là.
Stamattina ero concentratissima come da bambina, prima di qualche interrogazione: sveglia non suonare sveglia non suonare sveglia non suonare.
Non ha funzionato, ora come allora.
Eppure. 
Una delle due rogne è stata gentilmente da me rifilata a Esaù, che, bisogna ammetterlo, gentilissima ha acconsentito all'incombenza senza borbottio di sorta.
La seconda rogna è stata più laboriosa nell'essere scartavetrata fuori dalla mia esistenza.
Una di quelle pratiche che come da qualsiasi lato o dato le prendi, sempre un guazzabuglio indecifrabile rimangono.
Il cliente: facciamo A.
Il venditore: facciamo B.
La finanziaria: facciamo C.
BretelleSbrindelle: non si può fare A, non si può fare B, C sì ma non lo facciamo noi.
Uhm?
Altro giro di telefonate.
Il cliente: a me hanno detto che dovevo fare A.
Il venditore: a me non mi frega niente di quale lettera si faccia, basta che mi paghino.
La finanziaria: facciamo C e facciamo tutto noi.
Ed, in quel momento, altro che sveglia, un concerto di campane a festa.
Charlie stanotte può dormire.

venerdì 25 novembre 2011

Sorpresa surclassata da vip imprevisto.

Kermit non aveva idea di cosa fosse il calendario dell'avvento. Ma si può? Ma che tristi infanzie ci son a sto mondo? 
Non ho potuto resistere alla tentazione di sgattaiolare fuori dalla Valle per prenderglielo qual sorpresa venerdina. 
Con tempismo eccellente, appena uscita dalla mia cella, ho incocciato nel boss. Le ho spiegato che stavo andando alla bancarella delle caramelle per prendere il calend...Uh! Me ne prendi due per i nipotini? - Certo, boss! - Ti dò i soldi - Mannò, son mica Codalix me li dà poi! - No, tieni!
(azz, quaranta euro per due scatole di cioccolatini?!)
Pausa pranzo, per festeggiar le ultime quattro ore lavorativo-settimanali, ormai è prassi si vada, noi due, al centro commerciale, per scofanarci panino briè prosciutto di montagna e patatine fritte (ma siam a dieta, niente birrozzo).
Siam giusto in coda per pagare quando Kermit mi si agita (più del suo standard, già alquanto elevato), mi branca il braccino, mi si appropinqua e con voce tremante mi annuncia:
- Ma! quello! è! Pirovano!
Ora, essendo che noi si vive in Brianza, non è che Pirovano sia cognome sì raro, inoltre visto il lavoro sempre a contatto con clienti, io pensavo fosse uno di questi.
Mentre, guardavo con perplessità il tizio e tentavo di chiedere ad una Kermit sempre più in iperventilazione, chi cacchio fosse costui, ella ha bofonchiato essere egli uno dei suoi miti motociclistici. 
Non ho fatto in tempo a dir aaaah! che il Pirovano (presumo avvertendo tutto sto ansare a lato) s'è girato verso di noi, dando modo a Kermit, rossa come solo un peperoncino calabrese può essere, di tuonare la domanda fatidica: MaLeièPirovanoVero?
Sì, era lui. Pirovano Fabrizio. (chi?)
Egli ha stretto la mano a Kermit, chiedendole se era appassionata e di dove fosse. 
Poi, gentil creatura, s'è rivolto a me, tendendo la manina, che ho stretto, ci mancherebbe.
Ma alla domanda se fossi appassionata pure io ho levato le manine a mò di scudo protettivo megastellare al grido di "io? nononono!" e ho poi cacciato le mani in tasca.
Si è mica offeso comunque. Mi ha pure elargito il biglietto da visita. Per dire.

giovedì 24 novembre 2011

A voler ben vedere.

Naturalmente ho ritentato di fotografare col cellulare le cartoline carucce carucce.
Naturalmente ho inviatomi gli mms relativi nell'email.
Naturalmente i francobollini, per quanto carucci carucci, erano microscopici come al solito.
Naturalmente, essendo personcina amabile et gentile, non ho desistito, ho preso la digicam.
Naturalmente ho acceso, l'otturatore è avanzato (se si chiama otturatore quella roba lì, e se avanza), schermo nero, una lucetta verde fissa e rassegnazione nell'aere.
(casualmente, ora che ci penso, fra un mese è Natale)

mercoledì 23 novembre 2011

E quanto belle sono le cartoline?

Siamo a mercoledì.
Un mercoledì iniziato con una Kermit ed una Charlie qualsiasi che davanti al caffè sacramentavano dietro al boss mentre il boss zittozitto era al bancone a leggersi il giornale.
Un mercoledì proseguito con Misery e BretelleSbrindelle rantolanti e starnutenti come se avessero in loro tutte le influenze del mondo. 
Un mercoledì ravvivato dalla spesa al supermercato in pausa pranzo con l'acquisto, incauto, di ben due kitkat.
Un mercoledì trascinato nel pomeriggio fino allo sbranamento sbocconcellamento dei suddetti due kitkat.
Un mercoledì concluso da RiccioloGoloso (possibile non ricordi mai come l'ho nomato precedentemente?!) dove abbiam assaggiato un biscottino al cioccolato con glassa alla cannella e una cialda di pasta di mandorle. E dove ho acquistato una confezione di legumi al sapor di ribollita toscana, legumi per far la minestra francescana (e bisogna pur fingere di star buonine con l'alimentazione!), una confezione di tisana pro.smaltimento (per ribadirmi il concetto), un melograno (il frutto, non l'albero). 
E le cartoline ce le ha donate. E sono tre. Ma fintanto che non sistemo la storia delle fotine.ine.ine bisogna fidarsi di me.

martedì 22 novembre 2011

Festeggiar m'è agro.

Ieri ero preoccupata.
Il boss oggi sarebbe rientrato dopo una settimana di relax.
Una settimana fà, a commiato, mi aveva gentilmente lasciato sulla scrivania una pratica con un errore da sistemare.
Già, vero, errore mio. Speravo ci fosse lo zampino di BretelleSbrindelle, mal comune mez - no, errore tutto mio.
Stamane, perciò, ero pronta ad assumermi la mia dose di urlate et predicamento.
E invece no. Niente. Anzi, un massì massì, hai sistemato tutto? ecco, brava, mò sparisci.
Allora, che vuoi, mi son sentita sollevata, graziata, galvanizzata.
Neanche il tempo di un caffè corretto che:
- Chaaarlie, perchè diamine cambi i nomi delle persone?!
* Perchè questa si chiama M.I.G. non M.J.
- Effigurati! l'abbiam guardata in ventimila arrivi tu e cambi il nome!
* Boss, non è che l'ho inventato! i documenti d'identità son tutti M.I.G.!
- Non ci credo che non ce ne siamo accorti prima!
* Eh, le porto le fotocopie.
(...porto i documenti, vengono visionati in silenzio glaciale)
- Sì, vabbè vabbè, lascia tutto qui.
1 a zero per me, ma codesta volta non ho giuoito, mica scema.
Mica scema ma illusa sì.
- Chaaarlie! ma che testa c'hai?!
* Dica.
- Cosa vuol dire periodo di distacco eh? Ti sembra italiano? Distacco ti pare italiano eh?
* ...vuole che lo cancell-
- Noou, ma possibile che non c'arrivi? Questi usano le traduzioni dei cioccolatini, l'italiano non gira, non gira! Io non uso questi termini, mi rifiuto!
* ...quindi lo camb-
- No-oh. Vai da BretelleSbrindelle a chiedere che termini possiamo usare.
(vado da BretelleSbrindelle, espongo il problema, machedomande! periodo di distacco è un termine nel settore del lavoro lampante, torno, riferisco)
- Vabbè vabbè, se mi sospendono non ti pago, chiaro-oh?
Vincere col boss è frustrante.

domenica 20 novembre 2011

Interrogativi ed imperativi.

Ma i genitori, la domenica mattina, perchè non portano i loro amati bimbi al parco? al centro commerciale aperto e più lontano possibile? ai nonni che così si allietano? 
Ma i genitori, la domenica mattina, perchè li portano al baretto dove vado a bermi il cappuccino e a leggermi la rivista gradita della settimana? Perchè non fanno colazione a casa loro? Che scriteriati sono? La briosc ai frutti di bosco con il latte schiumoso? Ma dove siam finiti? Ai miei tempi era un evento quando nella calata verso il mare, a luglio, ci si fermava all'autogrill per far colazione alle sei di mattina, dopo aver dormito fra tir immensi e puzzo di nafta e luci al neon dei benzinai.
Ma i genitori, la domenica mattina, perchè al posto di sorbirsi il loro caffettino e leggersi la loro gazzetta non badano a che i loro pargoli non si spalmino sui cappotti altrui, non s'appendano ai tendaggi vari, non giuochino al lancio di cucchiaino zozzo nelle borse altrui?
E comunque, la domenica pomeriggio, alle quaTro, non si può.
(ma i genitori, la domenica pomeriggio, non hanno colpe)
(rivoglio le mie foto in formato umano!)

giovedì 17 novembre 2011

Doppio smacco.

Incredibile.
Da un anno di stagioni all'altro.
Pazzesco.
Mi son ricordata dove li avevo riposti.
Assurdo.
Li ho proprio ritrovati lì.
Drammatico.
La testimonianza visiva dell'evento ha tramortito la mia giuoia appena nata.
Incomprensibile.
Perchè son son due, esatto, ma di due paia diversi.
Perchè l'mms è versione tessera domino? Da quando? Cioè da quando lo so, da ieri, quando postai la foglia assassinata. Sarà mica un mmsaggio subliminale di non metter più foto?!

mercoledì 16 novembre 2011

Mò moro.

Ci son momenti corroboranti ed illuminanti ed allucinanti in cui ci si rende conto che il cuoricino batte batte e potrebbe pure smettere di battere all'attimo.
Quando ti inquieti enormemente con Colei Che Un Tempo Era Linguetta Ma Ora Esaù a cui avevi chiesto una misera cartelletta portadocumenti rossa e ti ha portato un cartoncione rosso. 
Quando sali verso casa facendo i quattro piani a piedi trotterellando tre gradini a tre gradini.
Quando dal benzinaio, prendi la borsa per pagare e non trovi più il portafogli e, oddioddioddio non c'è non c'è non c'è, e tu stai per piangere sulla spalla del povero uruguagio di turno e te lo trovi lì sul cruscotto. Il portafogli, non l'uruguagio
Quando al mattino ti appollai nella tua Charliecar, accendi il motore, e dal bocchettone dell'aria alla tua sinistra acceso a palla si catapulta fuori una stramaledettissima foglia.
 (la quasi assassina, prima di essere assassinata)

martedì 15 novembre 2011

E la cassetta è sparita sul serio.

Possibile mai che arrivano i nebbioni quando, d'improvviso, l'airbag della CharlieCar decide di non funzionare? Cioè non mi son schiantata scoprendolo, s'è accesa la lucetta rossa.
S'è accesa dopo che babbo m'ha sostituito quella verde degli anabbaglianti che non funzionava più.
E già che c'era ha sistemato anche il pulsante d'alzata del finestrino del conducente, senza sapere che anche quello del passeggero non funziona sempre.
Nel mentre, in Valle, Codaliscia zitto zitto cacchio cacchio si sta riappropriando del ruolo primario di Indispensabile Impiegato Modello (Giud(a)itta) .

domenica 13 novembre 2011

12 orizzontale.

Come divertire una CharlieB. in una domenica qualunque.
No, non per l'illustre, e finalmente defenestrato, vicino di paese. Chè la crisi non è che sparisce per magia.
No, non per aver finalmente cucinato il risotto al tastasàl. Sì, anche mangiato, accompagnato da un degno cannonau. Chè la ciccia non è che sparisce per magia.
No, no.
(Ho avuto qualche perplessità.)
(Per quanto.)
(E comunque l'ho risolto.)

sabato 12 novembre 2011

Il palindromismo del 21.02.2012 mi garba vieppiù.

Che si sappia.
Ieri non ho scritto nulla mica perchè ero impegnata in qualche appuntamento galante, in qualche summit lavorativamente interessante, in qualche complotto alieno.
No, ho voluto dimostrar solo che non me ne fregava niente della data. Nè dell'eventuale sfiga o fortuna che avrebbe portato
Anche se, col senno di poi, mi rendo conto di aver incamerato ipotetica sfiga o fortuna, al contrario.
In realtà era una scusa per non dovermi impegnare a scrivere.
Che poi non ci voglia un grande impegno lo so bene, ma in questi giorni son talmente sfibrata e snervata dall'ambiente valligiano che, ora di sera, ho solo voglia di impantofolarmi e far svagolare i neurini a casaccio.

giovedì 10 novembre 2011

Il primo nebiùn della stagione e la lucetta rossa dell'airbag.

Fra le varie ed eventuali in cui mi son ritrovata ad annaspare, lavorativamente parlando, v'è la raccolta pomeridiana dei pagamenti effettuati dai clienti infelicici.
Stasera apro l'ultima pratica della giornata e nisba, non c'è traccia alcuna d'assegno o quant'altro.
Trotterello dal boss a chiedere lumi. La trovo tutta impegnata a temperare una matita, appuntendola puntutamente.
Tenendomi a debita distanza, chè si sa mai, mi vien chiarito l'arcano, ma incuriosita da quanto sta facendo non giro su me stessa per andarmene. Rimango e scopro che.
La punta alla matita è stata diligentemente eseguita per aprire ulteriori fori nella tracolla della borsa.

martedì 8 novembre 2011

Chi semina ossa, raccoglie salassi.

Ha avuto due giorni per far il miracolato, il rinato, il bentornato.
Ha avuto due giorni per tronfieggiare brillante et amabile et ossequioso.
Ha avuto due giorni per riammanicarsi colleghi, clienti, boss.
Ma. 
La tragedia era pronta a brutalizzarlo nuovamente.
Dopo la randellata fisica di luglio, è arrivata quella economica.
L'eliambulanza col piff che era gratis in quanto emergenza.
Seimilatrecentoeuri.
Stasera, Codalix, abuserà della morfina avanzata.

lunedì 7 novembre 2011

Ah, la fama!

Oggi è rientrato Codaliscia.
Non più nella sua cella, su ordine del boss, ma a latere di Kermit, al bancone d'accoglienza.
Niente pc, perchè non navighi in rete a suo piacimento.
- Oh Codalix, che fai? * Eh, una figata! ho il wifi gratis sul cellulare!
Ecc'appunto.
Pausa caffè delle 10 e qualcosa.
Entra, saluta, si fa il caffettino, torna, si ferma, scruta la cella, adocchia ciò che cercava.
- Ahem, la cassetta con gli spiccioli del caffè la riprendo io o la devo lasciar qui? * No, beh, come vuoi, cioè noi eravamo comode ad averla qui. - Oh.
Tornate in Valle dopo il pranzo, della cassetta nessuna traccia.
Te pareva. Però pora stela, gli han tolto la scrivania, vuoi levargli pure il tesoretto?
D'altronde ero distratta.
Nel rientrare, lungo la strada ci siam affiancate al boss e Bretelle Sbrindelle, futuro boss. 
Il quale ci ha salutato al grido "Oh ecco qui le nostre borseggiatrici!".

domenica 6 novembre 2011

Sette, e pure pesanti.

Son giorni in cui i pensieri scappano su sentieri impervi scivolosi oscuri.
Son giorni in cui mi è difficile scantonarli inscatolarli accantonarli, questi pensieri.
Son giorni in cui mi è difficile accettare che certe cose non si possono sistemare. Certi eventi non si possono cambiare. Certe persone non si possono aiutare.
Son giorni in cui mi è difficile. 
(pare che dicano mangia che ti passa, 
io eseguo)

venerdì 4 novembre 2011

Nettar.paletta.

La sciura che settimana scorsa ha avuto la tragica missione di rimettere a nuovo quella scatola tossica che era il minifrigo, stasera è arrivata pronta a finire la disinfestazione, estendendola a tutto il cucinotto.
Essendo l'unica presente nella cella adiacente, son stata intimata interpellata per dar il via libera all'Evento.
Bottiglie vuote di olio? Buttare. Massì, le butti pure, grazie.
Bicchieri di carta? Li butto? No, beh, dai, li teniamo, eh? possiamo? Magari li riponiamo in un angolino piccolo piccolo, eh?
Le posate ma devono proprio stare nel portaposate sul lavandino? E dove minchia dovremmo metterle? (no, non le ho detto così, ma ho gentilmente rilevato che le usiamo tutti i giorni e quindi di lasciarle lì, per piacere favore grazie molto gentile). 
Bottigliette di plastica sparse in ogni dove? Buttare.
Sacchetti della tritacarta? Così sparpagliati van mica bene, li pieghiamo e riponiamo cortesemente nel ripiano inferiore sinistro della panchetta, d'accordo? Eccerto, come preferisce.
Bottiglia di grappa quasi ultimata? Ma chi la beve? La butto? Se le chiedono dov'è finita, dica pure che rimaneva il fondo, l'è minga bon. Casomai mi chiedessero, riferirò. (Misery! Misery! Misery lunedì se scopre l'assenza del suo nettare compie una strage, farò mica in tempo a dar la colpa alla sciura!)
 (e io sarei stata appellata come sto buffo cosino?)

giovedì 3 novembre 2011

I soprannomi hanno il loro perchè.

LaToya. Eh
E poi tu dici: "e ma sei cattiva e maliziosa". Eh.
Al pranzo, l'Oca Coccodè ha portato pure la figlia Ochetta Blondè. Che a sua volta ha portato il coniuge, Bietola Dagli Occhi Blè.
Al pranzo, io ero accomodata fra Kermit e LaToya. E, fra una cotenna soffiata con maionese  e una tartare di rapa, tonno e cipolla rossa, ho ammirato, alla mia destra, la nuca di LaToya.
Ella, infatti, era tutta presa nella sua tattica conquistatoria del Bietola, tattica consistente nello sguardo ammaliatore incantato sull'oggetto del desiderio, inanellando, nel contempo, intorno al dito comprensivo di unghia rapace e glitterosa, una ciocca del ciuffo mesciato.
Non potendo però, affondare l'attacco come avrebbe gradito, avendo, ella, stranamente avvertito l'imbarazzo che si sarebbe potuto creare fra i commensali, oggi pomeriggio s'è infrattata per quella mezzoretta che non guasta mai, sulla rampa di scale proprio fuori dalle porte della Valle, con un *amico*.
LaToya. Eh.
E poi tu mi dici: "e ma sei cattiva e maliziosa". Eh.
Piuttosto, oggi m'han chiamato Kiwi. 
Devo riflettere sul significato di ciò, io che verde non sono.

mercoledì 2 novembre 2011

Flashback, ora e poi, chissà.

Bradipo da oggi è in maternità, nascituro previsto per fine anno.
Il boss, giovedì scorso, decise che domani si uscisse tutti insieme a pranzo in suo onore (di Bradipo, non so se anche del nascituro).
E già ci sarebbe da chiedersi perchè. Il pranzo non poteva offrirlo, se proprio, prima dell'assenza programmata? E da quando si fan pranzi prima della nascita del nascituro? E, fondamentale, le decisioni prese dal boss, per quanto incomprensibili, han sempre un senso che ha da svelarsi poi, con plateale tempismo ed incastro nell'ordine generale degli eventi passati.presenti.futuri. 
E quindi domani quei bei pranzi trasudanti falsità e malignità maltrattenute.
Ma, colpo di scena, venerdì scorso, il boss incontra una delle sue amate clienti più facoltose e griffate.
E l'invita al pranzo di domani.
Ma, di rimbalzo, l'Oca Coccodè rilancia offrendo lei il pranzo.
E mò questa che c'entra? Ma, pora Bradipo, già le avevan organizzato un pranzo ambiguo, mò le scippano pure la scena all'ultimo minuto? E, fondamentale, rimanendo comunque in onore di Bradipo, Kermit ed io non abbiamo potuto dar buca in nessun modo.
E così domani quei bei pranzi trasudanti formale cortesia e mortale noia. 

martedì 1 novembre 2011

Tempi moderni. Ma dopo il moderno cosa ci sarà?

Io ricordo, quasi senza dubbi, che da bambina guardavo in tivù le avventure della leonessa Elsa, Nata libera? Sì, mi par proprio di sì.
E pure quei due squinternati di Starsky & Hutch e seguivo passo passo le vicende della famiglia Ingalls nella piccola casa nella prateria.
E non vedevo l'ora, la mattina dopo, di arrivare a scuola per raccontare al Robi e alla Gabri cosa ne pensavano, se avevano riso o pianto o inveito come me alla visione. E chiacchieravamo fittifitti, sia fuori dal cancellone, e poi alla ricreazione, e poi pure all'uscita, vicino alle bici.
Io ricordo, senza dubbio alcuno, che nei primi anni '90 seguivo febbrilmente Jarod e i suoi patemi.
E prima della visione, spegnevo il cellulare, che sia mai mi disturbasse qualcuno. E la mattina dopo, contenta come una pasqua, pranzavo con la Glò, scambiandoci le nostre teorie sul perchè era successo così e colà a questo o a quello
Ora non mi perdo una puntata di Dexter e le sue sanguinolente storie. 
E tengo a portata di mano il cellulare, chè Kermit ed io lo guardiamo in contemporanea, e ci scambiamo commenti immediati. 
E la mattina dopo, davanti al caffè, beh, sì ne parliamo, ma senza quella sorpresa, quell'intripparsi in congetture costruite passo passo confluendo le pensate di entrambe.
E mi son resa conto che l'avvento del cellulare si è mangiucchiato via un altro pezzetto di infanzia. Mi manca quello scalpiccio di voler veder gli amichetti per raccontarsi cose che finchè non ci si vedeva non ci si poteva raccontare.
Ah, le riflessioni che scaturiscono dal dover ricaricare il cellulare il primo novembre, ritrovandosi il sito della propria banca in manutenzione straordinaria!