Visualizzazione post con etichetta CharlieB. e le sue faccende. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta CharlieB. e le sue faccende. Mostra tutti i post

domenica 3 maggio 2020

Facendo un sunto dell'isolamento casalingo.
Non ho visto molti film, ma serie TV sí, sono alla settima stagione dell'ennesima visione di Friends e alla seconda di Lucifer, piacevole scoperta.
Ho letto due libri: La fine é nota di Geoffrey Holiday Hall (abbattetemi ma...che due palle!) e Nozze di Maurizio De Giovanni  (una quasi garanzia)
Ho fatto 6 brioches, 3 focacce e svariate pizze, sulle brioche son piacevolmente sulla  buona strada, per le focacce ho la teglia che mi é avversa, sulle pizze forse ho trovato la giusta ricetta.
E, nonostante tutto ciò, ho perso tre chili. 
Ho fatto qualche videochiamata, la versione 2.0 dell'amicizia, meno alcool sicuramente, ma risate sempre, con l'aggiunta di un pizzico di malinconia.

sabato 17 ottobre 2015

Saran le basette.

Son stata dal parrucchiere (che i capelli grigi per ora preferisco camuffarli).
Sfogliando uno di quei settimanali che si leggono solo dal parrucchiere (e dai dentisti no, che mi devono spiegare, i dentisti, perchè solo riviste di motori o donna moderna) ho visto un taglio molto caruccio.
L'ho fatto vedere al mio tosatore di fiducia e lui ha approvato, precisando solo temeva la mia rosa.
(si sa che le rose han le spine, e la mia le ruota tutte verso l'alto, al mattino sembro un istrice inquietato, poi son solo inquietata).
Comunque mi ha invitato a tener la foto in primo piano, e mi ha sforbiciato la zazzera, poi phonato abbondantemente domando la rosa bizzosa.
Il risultato è discreto, anche se la tipa sul giornale, mi pare, sia tutta un'altra cosa.
 

mercoledì 14 ottobre 2015

E saran dolori.

Ho una caviglia dolorante.
Ma, tanto tanto.
Tocca trovare la forza di andare dal medico della mutua più brutto del mondo, tocca trovar la forza di non ridere per il suo abbigliamento arlecchinesco e la sua pettinatura paggettistica, tocca sorbir la predica per esser sorda ai suoi richiami.
E che tocchi.

sabato 10 ottobre 2015

Olivia, Phil, Alison, Sheldon

Che autunno spettacolare per chi come me ama il mondo delle series USA, rigorosamente in contemporanea e madrelingua.
Scandal, The Affair, The Big Bang Theory, quali immense novità mi arrecherete? Non deludetemi.
E quest'anno ho pure scoperto The Last Man On Earth, io che non amo molto la demenzialità ma con la brillante arguzia che lo contraddistingue merita di essere seguito.

martedì 1 settembre 2015

Quanti giorni lascerò passare prima di prender appuntamento?

Credo di essere fra i pochi esseri a cui un'infezione dentaria si evince dal rientro dalle ferie in Trentino (e solo dal Trentino) con un lividore fra il ginocchio e la caviglia di una delle due gambe (qui, sì, si va a caso) destinato a gonfiarsi a dismisura.
Una decina d'anni fà sul polpaccio sinistro.
Dopo un paio d'anni sullo stinco destro.
Stasera ho notato la caviglia destra arrossata e pingue.
E non servono impacchi, salassi, pomate, ghiaccio, antibiotici, anzi, fan pure peggiorare la situazione.
Basta andar dal dentista, fare una semplice panoramica e scovar dove si sono imboscati quei fottuti batteri.
Poi son dolori, peggio del lividore e gonfiore se ci si pensa, poi.

lunedì 29 giugno 2015

Sagra after sagra...

Essere invitata ad uscire da un compagno delle medie fa strano.
A quasi quarantasei anni fa strano, tanto.
E non è che sia invecchiato male, non è neanche noioso, anzi brillante più di quanto ricordassi, sulla galanteria avrei qualcosa da ridire ma qui mica si sta a spaccar il capello in quattro.
E' l'idea della possibilità di quagliare che crea una sorta di ridarola che va mica bene.

venerdì 8 maggio 2015

Ehi oh! Ehi oh!

Far parte del coro è bello, divertente, assai frustrante.
Siam dodici, due che già fan parte di un coro come si deve e dieci incapaci et illusi.
Abbiam scelto un testo per i più sconosciuto sicchè non si sia, noi imbranati, fuorviati da armonie che già si conosce a livello popolare. 
(inciso: non che ci sia nulla di male a cantar quel mazzolin di fiori a squarciagola, anzi io preferirei, ma mi si insegna che in un coro non si canta a squarciagola, o meglio, non sempre).
Sta di fatto che per fine ottobre, al pranzo sociale (saremo un degno sostituto dell'antiacido), dobbiam saper cantare in maniera decorosa un testo trentin-alpino struggente (per i miei gusti sul limite della depressione cronica).
Essendo tutti impegnati in varie faccende, ci si incontra il mercoledì, ogni due settimane per un paio d'ore nella sede del CAI cittadino, che si trova proprio a ridosso della via principale del paesiello.
Ambiente spartano, con le nostre brave seggiole a semicerchio, suvvia anfiteatricamente disposte, tutti ordinati per tonalità: soprani, contralti (io! io! io!), tenori, bassi.
La scaletta attuale prevede un riscaldamento delle ugole, riuscendo a respirare fra una nota e l'altra, e non sempre è semplice come sembra, un riascolto delle strofe per i vari sottogruppi e poi, finalmente, l'unione di tutte le voci in un sol afflato (mi sia concessa la licenza poetica, dove di poesia non ve n'è neanche per sogno).
Mercoledì il nostro tranquillo procedere nel suicidio canoro è stato interrotto da un portentoso bussar all'uscio.
Il silenzio ci ha colto contemporaneamente tutti, uno sguardo terrorizzato, la certezza che qualche vicino venisse a lamentarsi per gli sguaiati versi.
E invece, tuppensa, erano due giovinotti trevigiani (trevisani? trevisotti? vabbè quel che l'è, da treviso arrivavano) che sentito cantar (ah già da quelle parti si beve bene) si son permessi di curiosare per poter unirsi a qualche bel canto tradizionale (e bevono molto anche).
Con un brusio imbarazzato abbiam replicato che volentieri avremmo cantato con loro, ma che beh, noi di canti, non è che eravamo poi così esperti. 
I due mica si son persi d'animo, coinvolgendoci in cantate ben robuste e allegrotte tipiche dei montanari.
La serata è finita fra birra, pane, salame e gorgonzola.
E la bella sensazione che ci son persone che han voglia di allegria, ma non artefatta o fighetta o astrusa o coreografica, no, semplice voglia di quattro chiacchiere e risate in compagnia.

domenica 3 maggio 2015

La famiglia Belier

Premetto.
Non amo i francesi, la lingua francese, i film con canzoni sparse.
Tutto ciò premesso.
E' un film francese, dove si canta, in francese.
Ma, mi tocca dover ammettere, è un film carino carino.
Certo, una commediola semplice semplice, prevedibile assai.
La forza del film è nei protagonisti, tutti simpatici, guasconi, squinternati.
Ed anche nell'inserire nella trama un originale spunto di riflessione e commozione.
Tre componenti di casa sordomuti e uno sano e pure intonato.
Con leggerezza, brio, tenerezza si svolge la storiella (molto semplice e prevedibile, non nego) e ci son momenti in cui son rimasta spiazzata: i rumori di cui non si curano i tre e che nel silenzio di una casa dove non si parla spiccano, come le Cascate del Niagara, per un normoudente; il silenzio con cui ascoltano gli altri intorno a loro, la musica che ascoltano con le vibrazioni, le difficoltà nell'accettare cosa è normale e cosa non lo è.
Per riflettere.

martedì 28 aprile 2015

Occhio al prezzo

Quando ho indossato per la prima volta gli occhiali con le lenti progressive ho esultato.
Nessun fastidio, sbandamento, nausea, niente, anzi una bellezza riuscir a veder da lontano (beh pure da un metro, essendo particolarmente talpata) nonchè riuscir a leggere senza dover fare quel pessimo movimento dell'allontanar da sè il foglio stringendo gli occhi per metter a fuoco.
Da quel momento, e son passati neanche due anni, ho già cambiato un paio d'occhiali, non riuscendo a leggere, e dovendo quindi fare quel pessimo movimento, che però non faccio, togliendo invece elegantemente gli occhiali e avvicinando il foglio, sì proprio come il buon compianto Mike.
La situazione si è ripresentata in queste ultime settimane, non riesco a mettere a fuoco le lettere su libri volantini rogiti e,  ok che mi garba molto cambiar montatura, ma insomma non è che costino du' euretti.
Sicchè nella mia mente ho pianificato di andar dall'ottico, di far l'esamino, di spiegargli che non è che possa cambiar occhiali come si cambiano calzini, di porgergli una mia vecchia montatura su cui incastonare le lenti per la lettura, di pagare baci abbracci adieu.
Sono andata dall'ottico, ho fatto l'esame, ho spiegato di voler un paio per la lettura.
La montatura nuova è color blu notte.

martedì 14 aprile 2015

Gambe in spalla, senza dimenticar lo zaino.

Avendo avuto il fidanzato in un'altra città per anni, con relativa combriccola e cose da fare, quando mi son ritrovata sola (si dice single, Charlie, single!) ho avuto non poche difficoltà a riavviare rapporti umani di varia profondità nel paesiello o dintorni.
Chi si è sposato, chi si è scazzato, chi è cambiato, chi ha trovato cambiata me.
Inizialmente è stato un bene, forse, avevo bisogno di riappropriarmi della mia vita, di riprendere possesso della mia quotidianità solinga, dei miei gusti, delle mie preferenze, delle mie pigrizie, di fare piccoli passi per conto mio per scaricar tutta la tensione e la tristezza e rigenerarmi di vitalità ed energia.
Poi, appunto, un viavai di volti conosciuti, di tentativi di riavvicinamento, abbozzi di frequentazioni, tutti sfociati nella noia, nella perplessità, nel rancore.
Quando stavo per arrendermi, ritagliandomi il mio angolo di pacifica solitudine, ecco che, casualmente, al bar conosco una fanciulla del paesiello, LaRouge, che mi coinvolge sempre più in attività paesane in cui mai avrei pensato di poter venir introdotta (intendiamoci, in primis per mia ritrosia e pigrizia, nel far il primo passo verso qualcosa/qualcuno a me ignoto).
E così domani sera prima riunione col cai giovanile, per conoscere i genitori dei piccoli escursionisti con cui passerò, spero ben, allegre (e solari!!!) domeniche per l'estate entrante.
(ora che ci penso volevo scrivere dell'amicizia al tempo di feisbùc, ma la mente mi ha portato altrove. Ritenterò nei prossimi giorni, se ricorderò di cosa volevo parlare).

martedì 7 aprile 2015

Cammin cammina.

Sia chiaro.
Io non sono una sportiva, neanche una metà, proprio non sono sportiva.
Ma, finchè si trattava di non esserlo ma in età - diciamo - giovanile, chissenefregava.
Ora l'età inizia ad arrabattarsi intorno alla mezza, la voglia di ingurgitar schifezze aumenta man mano che la vitaccia porta gioie e dolori (il tutto molto sproporzionato, ma non lamentiamoci, via), gli acciacchi aumentano, e bisogna ammetterlo, più ci si impigrisce e più si fan sentire.
Sia chiaro. 
Io non sarà una sportiva, neanche una metà, proprio non sarò sportiva, ma un bel discorsetto fra me e me davanti allo specchio, la mattina appena sveglia me lo son fatto e.
E da settembre scorso si va a pilates, ben due volte a settimana, e mi piace pure (tu guarda alle volte cosa si scopre di se stessi).
E da questa primavera mi unirò alle camminate, escursioni, e non oso pensare che altro, con il CAI del paesiello.La cosa mi galvanizza, mi diverte, mi perplime, mi preoccupa. Io mai camminato, io mai esclusionato, io mai osato pensare che altro.
Pertanto son in ballo a comprar abbigliamento ed attrezzature idonee alla missione impossibile o quasi.
E nel tempo libero rimasto, quando il bel tempo lo consente, ci si allena camminando nelle amene lande briantee (in piano eh, che qui si faticherà solo al momento opportuno).
E, porcaloca, possibile che qualsiasi scarpa e/o calza io metta mi ritrovi a sera fatta almeno due vesciche fottutamente dolorose sotto i piedi?!

mercoledì 28 marzo 2012

Masellhoappenainiziato!

Ho finito il libro a lato. Davvero bello.
Un libro per riflettere alle conseguenze dei propri gesti, delle proprie affermazioni. O delle conseguenze di non aver fatto, non aver parlato.
Un libro che ad un certo punto m'ha fatto esclamare "cacchio nooo!", talmente ti cattura negli intrighi della storia e quella cosa lì è davvero inimmaginabile e porcaloca! devastante, anche solo leggerla in un libro di fantasia. 
Un libro che è finito come doveva finire, anche se gli inglesi, gli scrittori inglesi, han sto vizio di concludere alla cappero (visto come chiudo i posts potrei avere qualche english avo). E nonostante sia finito com'è finito, ero contenta perchè ho letto proprio un bel libro.
Tutto per dire che oggi ho accennato che ho iniziato Gramellini. Ed entrambe le persone a cui l'ho detto volevan sapere come finisce.

domenica 4 marzo 2012

Ho capito l'antifona.

Venerdì mi son vestita da bravo donnino.
Mi son messa il vestitino nuovo, gli stivali col tacco, la collana bijousosa.
Mi son imbellettata, incofanata, profumata.
Venerdì sera il Virus Intestinale dei virus intestinali si è impossessato di tutto il mio corpicino, trasformandolo in un irroratore di porcheriole.
Son quei messaggi trasversali che si afferrano al volo.

domenica 26 febbraio 2012

La logica del portafoglio.

Ieri era primavera, oggi di più.
Ma ieri era il primo giorno di primavera, non vero ma reale.
Si sa, a primavera ci si fa prendere dall'entusiasmo del risveglio, dal friccicorio del ritrovato tepore, dall'energia dei colori rinnovati e luccicosi.
Sono entrata in una boutique a caccia di un paio di jeans, che nei miei attuali ci sto ma, come dire, incellofanata.
Entrata ho scoperto che c'era lo sconto 50% su tutti i capi invernali.
Ho comprato 2 lupetti, 2 cardigan, 2 maglioncini, 3 pantaloni, 1 vestito, 0 jeans. 
Non avrei mai pensato di doverlo dire, e tantomeno scrivere,  ma rivoglio l'inverno.

venerdì 27 gennaio 2012

Le scosse sbarellano il neurone, anche quando non le si avvertono. Per la seconda volta.

C'è che io quando devo dare indicazioni stradali a qualche malcapitato, coscientemente le sbagli. In buona fede, cioè tento di essere utile, pur sapendo di non esserne in grado. Ma mica mi vien da dir "chieda al prossimo che passa" "non son di qua" "sono stordita cronica mi scusi". No, non mi ci vengon ste frasine a modino, mi vien la modalità navigatrice impazzita e invento.
Ma, non è questo che avevo in testa di postare.
Uscendo dal parcheggio dove la CharlieCar viene abbandonata tutto il giorno per cinque giorni a settimana, c'è una stradina che sbocca sul provinciale. 
Non c'è semaforo, non ci sono specchi, non ci sono lampioni, ci son sfrecciamenti delle macchine che sopraggiungono da sinistra e, per non far mancar niente, ci son le strisce pedonali. 
Ogni sera è un patema trovar la frazione di secondi esatta in cui incunearsi fra una multipla e una caièn.
Il punto è che esser talmente concentrati nel puntare lo spazio utile per immettersi che non si pensa minimamente alla possibilità che da destra sopraggiunga un qualche passante o biciclettaro in vena di autolesionismo.
Sicchè.
Podista, io ti stimo ed ammiro.
Mai mi passerebbe per la testa di trotterellare a bordo provinciale una qualsiasi sera di gennaio.
Mai mi passerebbe per la testa di trotterellare su strisce pedonali senza il minimo tentennamento nel traversamento davanti a tre-quattro macchinine vroomanti.
Mai mi passerebbe per la testa di trotterellare tutto di nero bardato.
Podista, non ti ho investito, ma ti ho odiato. 

domenica 8 gennaio 2012

Lamellar le mandorle è assai impervio.

Oh beh noi domani si riprende a mangiar pasta con un filo d'olio e verdure e carnina di tacchinino.
Oh beh noi domani ci si dimentica di pane salumi formaggi vino dolci.
Oh beh noi domani ci si rispolvera e ci si inforca la cyclette.
Oh beh noi domani ci si ha una sfida da affrontare.
(domani non li si mangia, chiaro. 
Domani.)

giovedì 5 gennaio 2012

M'arrendo. Domani sto chiusa a doppia mandata a casa.

Stasera avevo fretta di sgattaiolare via dalla Valle.
D'altronde è stata una settimana corta infinitamente pesante.
Prima di uscire, già con un piede fuori dalla porta, mi son ricordata che dovevo aggiungere l'inchiostro al tampone.
Per la verità è da prima delle vacanze natalizie che lo devo fare, ma fra una cosa e l'altra non l'ho mai fatto.
Stasera, memore dei buoni propositi blablabla (in particolare, del non rimandar sempre le cose ma di farle quando le si può fare), nonostante fossi scalpitante ho aperto il tampone, ho aperto il cassetto, tirato fuori la boccetta d'inchiostro, aperto la boccetta, versato il liquame nero, chiuso la boccetta.
E, mentre chiudevo, con la coda dell'occhio ho avvistato il dramma numero uno.
Uno rigagnolo nero dal tampone dilagava sul cartoncino d'appoggio.
Sbuffando ed insultandomi corro nel cucinotto a prendere alcool e carta assorbente, prendo il tampone, ripulisco lo sbrodolamento, lordandomi tre dita su cinque della mano destra, ripongo il tampone chiuso, prendo il cartoncino per buttarlo e sgocciolo per terra.
Inveendomi ricorro nel cucinotto, porc! lo scottex è finito, prendo la spugnetta, la bagno, mi accuccio a ripulire il pavimento (un paio di mattonellone son rimaste vagamente azzurrate).
Mi rialzo, verifico che la spugna è da buttare, verifico che le dita non sono ripulibili, verifico di non aver fatto altri danni.
Tsk. Un gocciolone mi spernacchia dalla scrivania.
Odiandomi, raccatto la spugna buttata e pulisco, inutile.
Il nero dal bianco quando mai?

mercoledì 4 gennaio 2012

Maya, fino al 21 dicembre è lunga eh.

E' solo il 4 gennaio.
Il primo ho trovato la gomma anteriore sinistra della CharlieCar sgonfia.
Il 2 è passato a miglior vita il coniuge del boss.
Il 3 ho avuto delucidazioni su come venivano irretiti et impallinati uccellini di tutte le dimensioni.
Il 4 mi ritrovo un doppio omicidio in Valle. 
Ed e' solo il 4 gennaio.

martedì 3 gennaio 2012

Il cardamomo, questo sconosciuto ingrediente.

Oggi son state scelte le due ricette di biscotti che apriranno la sfida dolciaria fra Kermit e me.
Ogni finesettimana ci industrieremo nel far una delle ricette tratta dal libro acquistato in comunione ieri.
Chiaro che noi si partirà dalle esecuzioni facili.
Chiaro che essendo questo weekend in arrivo più lungo del previsto, ed ancora non scemato il nostro entusiasmo, la serie di biscottini sarà doppia.
Biscotti con ricotta e mandorle.
Biscotti teneri al cacao e rum (questo ingrediente lo conosco).
(oggi son stata in un posto dove i miei amabili abituali compagni di serata starebbero come a casa loro. Purtroppo neanche in cinque o sei vite potrebbe mai accadere).

domenica 25 dicembre 2011

Natale è...ricevere un sms da tal Ciro (e per quanto la mia memoria si sforzi, ok ok potevo risparmiar la fatica, non ho conoscenza di alcun Ciro che possa avere il mio numero di cellulare) che testuale
"In che cosa consiste la vita materiale se prende il sopravvento?
Solo amando noi riusciamo a comprendere.gli altri."
Natale è...domandarsi chi è Ciro. Come fa ad avere il mio numero. Abbuonar la possibilità che sia stato un errore di invio. Riflettere sulla vita materiale, che per quanto abbietta e gretta e misera possa essere, rimane materiale sia che prenda il sopravvento o meno. Su cosa poi? Sulla vita spirituale? Se uno ce l'ha, la vita spirituale, l'ha comunque. Amando noi si comprenderan gli altri? Forse, comprender la grammatica itailana, invece, è un altro paio di maniche, ne convengo.
(Buon Natale! disse Charlie,
mentre, timorosa,
si allontanava verso la tavola)