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domenica 20 settembre 2015

In quel di Monza, un sabato pomeriggio, domande come se piovesse.

Possibile che noi non si abbia mi notato quel negozietto sfizioso di formaggi?
Possibile che esistano giovini che corrono come pazzi scagliando bottigliette d'acqua per terra per divertiment?
Possibile che noi si pensasse che il negozio dell'A fosse là, no ma forse è qua vicino, e poi mentre guardavamo ignare una vetrina, si apre la porta ed è proprio A che sorride alle nostre facce basite?
(foto mia, ogni tanto capita).

domenica 13 settembre 2015

Stasera merito il divano e Gibbs

Questo weekend doveva essere un tranquillo weekend paesano.
Nel senso di.
Sabato mattina dal parrucchiere, sabato pomeriggio dall'ottico, sabato sera inaugurazione di un bar.
Domenica mattina shopping di scarpe, domenica pomeriggio gara di kart in centro.
Orcapaletta son stanca come se mi fossi macinata la Monza Resegone sulle ginocchia.
(all'incirca).
(però Bobby Solo live è un momento topico dell'esistenza).

venerdì 8 maggio 2015

Ehi oh! Ehi oh!

Far parte del coro è bello, divertente, assai frustrante.
Siam dodici, due che già fan parte di un coro come si deve e dieci incapaci et illusi.
Abbiam scelto un testo per i più sconosciuto sicchè non si sia, noi imbranati, fuorviati da armonie che già si conosce a livello popolare. 
(inciso: non che ci sia nulla di male a cantar quel mazzolin di fiori a squarciagola, anzi io preferirei, ma mi si insegna che in un coro non si canta a squarciagola, o meglio, non sempre).
Sta di fatto che per fine ottobre, al pranzo sociale (saremo un degno sostituto dell'antiacido), dobbiam saper cantare in maniera decorosa un testo trentin-alpino struggente (per i miei gusti sul limite della depressione cronica).
Essendo tutti impegnati in varie faccende, ci si incontra il mercoledì, ogni due settimane per un paio d'ore nella sede del CAI cittadino, che si trova proprio a ridosso della via principale del paesiello.
Ambiente spartano, con le nostre brave seggiole a semicerchio, suvvia anfiteatricamente disposte, tutti ordinati per tonalità: soprani, contralti (io! io! io!), tenori, bassi.
La scaletta attuale prevede un riscaldamento delle ugole, riuscendo a respirare fra una nota e l'altra, e non sempre è semplice come sembra, un riascolto delle strofe per i vari sottogruppi e poi, finalmente, l'unione di tutte le voci in un sol afflato (mi sia concessa la licenza poetica, dove di poesia non ve n'è neanche per sogno).
Mercoledì il nostro tranquillo procedere nel suicidio canoro è stato interrotto da un portentoso bussar all'uscio.
Il silenzio ci ha colto contemporaneamente tutti, uno sguardo terrorizzato, la certezza che qualche vicino venisse a lamentarsi per gli sguaiati versi.
E invece, tuppensa, erano due giovinotti trevigiani (trevisani? trevisotti? vabbè quel che l'è, da treviso arrivavano) che sentito cantar (ah già da quelle parti si beve bene) si son permessi di curiosare per poter unirsi a qualche bel canto tradizionale (e bevono molto anche).
Con un brusio imbarazzato abbiam replicato che volentieri avremmo cantato con loro, ma che beh, noi di canti, non è che eravamo poi così esperti. 
I due mica si son persi d'animo, coinvolgendoci in cantate ben robuste e allegrotte tipiche dei montanari.
La serata è finita fra birra, pane, salame e gorgonzola.
E la bella sensazione che ci son persone che han voglia di allegria, ma non artefatta o fighetta o astrusa o coreografica, no, semplice voglia di quattro chiacchiere e risate in compagnia.

venerdì 11 gennaio 2013

Se dieta dev'essere, dieta sia!

Oggi siamo tornate, Kermit ed io, in pizzeria, a mangiarci il trancio con le verdure.
Ma.
Abbiam mangiato il trancio di focaccia con le cipolle.
Un trancio e mezzo a testa.
Con la birretta.
Una in due!
E una ciotolina.ina.ina di patatine fritte. 
Una in due!
Non è colpa nostra se ci conoscono e ci han portato un piatto colmo.
Uno in due!
Alla cassa, il tipo, soggetto che ci ritiene gradevoli ma che con il resto delle umane criature ha un rapporto odio-odio, ci ha fatto il conto. Sorridente. 
Al momento del renderci il resto il sorriso è sparito.
Stentoreo: "Ma posso dirti una cosa, Charlie?"
Intuendo il pericolo: "...se proprio devi..."
"*#@! avete mangiato proprio da schifo! Cioè carboidrati su carboidrati! Che miseria di dieta avete fatto? Ma lo sapete la glicemia in quale stratosfera vi è finita? Guardate che a stare attente si mangia lo stesso sfiziosamente, ma con criterio!"
Una pettinata e contropettinata simile erano anni che non la beccavo in pubblico. Manco il boss arrivò mai a tanto.

sabato 5 gennaio 2013

Se proprio proprio, genetliaco.

Ho sentito dire da un tizio che oggi era il suo anniversario di nascita.
Ho pensato che volersi distinguere in qualcosa dove siamo tutti sulla stessa barca è proprio  da vanitosi.
Ho riflettuto sul fatto che mai mi verrebbe da declamare una pomposità simile.
Anzi, taccio bellamente la faccenda, che sia anniversario o compleanno.

lunedì 23 aprile 2012

Era datato 15 agosto 2011, inoltre.

Ho trascorso il lunedì come sempre in Valle.
Una Misery catatonica ma comiziante sulle arguzie dei ladri nei parcheggi sotterranei dei supermercati - che non lo sai mica che non è il caso di mollar la macchina accesa mentre una tizia con occhial da sole inforcato ti grida che hai perso le chiavi di casa?
Una Krukken gossippara - che non lo sai mica se la Belèn s'è mollata sul serio con Corona per il fidanzato della Emma?!
Una Fhfh che cerca di imbonirsi clienti fuggitivi (ma come? ma perchè?) e quando questi tornano li redarguisce per osar chieder sconti su preventivi che francamente visto che se n'erano andati ella ha cestinato - che non lo sai mica che una volta in fuga non bisogna maaai girarsi indietro?
Un BretelleSbrindelle che era simpatico come un gatto scaraventato in un lago gelido dove sguazzava un Terranova adulto e maschio - che non lo sai ma la Charlie è a lui che deve far riferimento per tutte le rogne, che tiene settimanalmente da proporgli il lunedì, confidando in un trascorso lieto weekend (ma quant'è illusa sta Charlie!)?
Ho trascorso il lunedì come sempre in Valle e poi sono tornata alla CharlieCar.

Ora.
Il messaggio subliminale, od ultraterreno che sia, mi significa che devo vivere la Valle come Abraamo in terra straniera? (ma da quando Abramo ha due aa?) O devo vivere in Valle come se fosse la terra promessa? 
Ma, perchè codesto ameno messaggio (per chi fosse interessato posso fotografare anche il retro del racconto) era solo sulla mia macchinina e su quella di Codaliscia?

giovedì 23 febbraio 2012

Post menomato da estrazione dentaria imprevista seppur temuta (sottotitolo: ahia)

Arrivata al parcheggio, parcheggiai.
Pronta a scendere, non scesi.
Una minicùper parcheggia immediatamente a lato, s'aprì la portiera.
Il guidatore inguainato nel posto guida, afferra portiera, volante, tettuccio (le mani son quasi certa fossero de, solo affannatissime), non scese.
Sudando copiosamente, mise un piede al suolo.
Quasi stabilizzato, scese.
Capendo di essere osservato, mi guardò e mi acconsentì l'uscita.
Ringraziatolo, mi avviai.
Richiamata, mi girai.
Guascone, si scusò: "scusa nè, ma ste rubetìn son picinìn e bel bàs."
Vedendo la mia faccia fra il perplesso ed il sarcastico, proseguì: "ma l'è minga mia nè, l'è dela mia tusaneta."
Sorridendo, accettai le scuse e me ne andai.
Ignara, non compresi l'opportunità offertami di ritardare momenti tragici.
Sopravvissuta, venni pure a sapere che i due galletti della Valle si son ferocemente battibeccati.

giovedì 12 gennaio 2012

Era un inverno luminoso e silente, in cui nulla pareva poter turb-

Un inverno particolarmente mite.
Mai accaduto che la CharlieCar, di questi tempi, la sera, si aprisse senza bisogno di acqua bollente nella serratura.
Mai accaduto che non indossassi la  mia sciarpotta giallaviolarossa con le tasche in cui intascar le mani.
Mai accaduto che riuscissi a dormire senza le calzette.
Un inverno dove il sottozero non s'è ancora visto.
Un inverno in cui tutti i santi giorni c'è un cielo azzurro azzurro un sole splendido splendente e neanche una nuvoletta. 
Quale miglior sprone per impegnarci, Kermit ed io, nei nostri migliori propositi?
In pausa pranzo, dopo un lesto e tristo pranzo, ci si mette scarpette da footing e si va a scarpettare per le contrade limitrofe.
Casualmente, ci si è ritrovate sulla scena del crimine. 
E l'amara realtà ci schiaffeggiò.
Ma come? un duplice omicidio e niente chilometri di bande perimetrali gialle con scritta nera? 
Una miserevole striscia di lavori in corso?!

lunedì 9 gennaio 2012

Mi son buttata sull'arancio. Il primo amore non si scorda mai.

Stasera son passata dall'erborista.
Il miele al tarassaco quando non si è in vicinanza di monti è assai arduo da trovarsi. 
Infatti non l'aveva. 
Però, mi ha regalato il calendario del 2012. 
E una decina di campioncini di una nota marca erboristica.
E una confezione di capsule per il gonfiore addominale. 
Quanto son simpatici sti donnini negozianti.
(stasera mi son sottoposta al dramma della pesa e, tronfiamente si capisca, solo due chili!)
Questo post è stato partorito con estrema fatica e disperazione e rammarico e nervitudine acuta, in quanto avrei da scrivere altro cacchio! ma non posso, cacchio!

venerdì 2 dicembre 2011

Il dubbio sul genere grammaticale mi divorerà nottetempo.

Oggi ero a zonzo con Kermit in pausa pranzo.
Cercavamo stivali o scarpotte.
Che la neve non c'è, non se ne sente neanche l'odore, ma noi siam previdenti. Quando non serve, noi si è previdenti assai.
Il dramma che si è svelato ai nostri occhi è stato difficilmente sopportabile.
Si passa dai mùnbùt pelosi o fatti a maglia agli stivalazzi altezza femorale agli stivaletti non oltre il mezzopolpaccio alle ballerine.
Le polacchine, non esiston più le polacchine.
(Preciso che le patatine fritte e il caffè corretto hanno agevolato l'oblio della tragedia)

lunedì 17 ottobre 2011

Graziepregoscusiperò

Domani pomeriggio era designato in Valle per un corso di aggiornamento sulle modalità di firme digitali e invii telematici di modelli unici. Che solo a dirlo partono in automatico et contemporanea aggrottamento frontale e sbadiglio sguaiato.
Era.
Perchè oggi, in piena pausa pranzo, giusto per rovinare la digestione, ci hanno gentilmente informato che il corso di aggiornamento avrebbe avuto luogo oggi alle 15.
E stavo giusto giusto rimuginando su quanto appreso e già parzialmente dimenticato quando son giunta davanti alla porta a vetri del condominio. All'interno del quale stava soppraggiungendo cane con padrone al seguito. Padrone impelagato nel districare i lacci laccetti laccini del guinzaglio. 
Padrone che, sempre al calduccio, m'ha visto arrivare, m'ha sorriso, s'è abbassato, ha buffettato la bestiola, l'ha imbracato nel guinzaglio, l'ha ricoccolato, s'è alzato, m'ha risorriso, ha aperto la porta, è uscito e m'ha detto: "grazie".
Grazie? Per carità, nel rimbambimento post-lezione informatica ho i riflessi rallentati di un bradipo agonizzante, ma fossi pure stata nella mia normalità psicofisica solita, cosa avrei potuto fare?
Aprire la porta sfracellandola su cane e padrone accucciati e poi scavalcare i cadaveri per salire a casina?

martedì 4 ottobre 2011

Caterve di bidoni, presenti passati e futuri.

Ieri sera son passata dall'UomoDelleFarfalle.
Lo so, son masochista, ma oh, avrò pur io diritto alle mie fisse.
Comunque non c'era. C'erano madre e fratello.
Il fratello m'ha salutato mormorando mogio "non c'è".
Azz. Ha per caso capito che mi garba suo fratello?Perspicace. Quasi quasi lo rivaluto.
La madre m'ha apostrofato "dov'è l'altra?".
Ih, che modi. Solo perchè non adoro il suo tenero cucciolotto ma la bestia maggiore.
Son sopravvissuta all'increscioso siparietto rifilando l'indirizzo email al piccolo.
Su sua richiesta, manco a specificarlo.

venerdì 23 settembre 2011

I molteplici ed infiniti usi di un cacciavite.

Ieri sera stavo arrancando su per le scale verso casa quando.
Ho incontrato il Pastina, condomino del secondo piano di una noia, ovvietà e miseritudine sublimi.
Egli stava cacciavitando il proprio campanello di casa (orgogliosissimo del suo suono  .
stile Casa Addams).
Non avendo ancora affinato la capacità di rendermi invisibile subitaneamente, ho salutato mentre, giunta sul pianerottolo, viravo prontamente per agguantare il corrimano della rampa successiva.
Al secondo scalino mi ha fermato per.
Sfottere la mia età, dicendomi di dargli del tu che come età siam lì (quattordici anni, abbello).
Sfottere la mia agilità, sottolineando il lieve ansare (chiaro che fosse dovuto al caldo, non alle scale, giaggià).
Sfottere la mia vita destinata ad imperituro lavoro, lui, pensionato dai quarantadù anni in poi.

martedì 20 settembre 2011

Generazioni. E nel mezzo il solco del mio divenir.

Stasera Kermit ed io abbiam deciso che ci voleva. L'aperitivo. 
Ma prima son passata a comprar il detergente per il musetto ed il tonico sempre per il musetto. Chè passi aver lividi sparsi, ma le rughe no!
Nel passar in un vicoletto, c'era una coppietta che non raggiungeva, accoppiata, gli anni miei.
Elli si stavano baciando, col candore la timidezza l'impaccio tipico di quell'età lì. Vado a memoria. Peraltro scarsa. 
Lui, una mano sul fianco di lei e l'altra a sistemarsi il capello sparato. Lei, una manina sul fianco di lui e l'altra a tasteggiar il cellulare. 
Candore, ho scritto, non calore!
Dopo l'acquisto e l'aperitivo, siam passati per un altro vicoletto. E c'era un'altra coppietta che, accoppiata, doppiava la mia età e foss'anche abbondantemente. 
Essi camminavano tutti storti, essendo avvinghiati come un naufrago al legno zuppo del relitto, e si stringevano l'un all'altra come naufraghi masarati dal fortunale. Poi si son fermati, e si son tolti le rispettive giacchette e si son baciati, nuovamente incatenati come cozze vogliose.
Io temo che domani li ritroveremo lì, incriccati dal colpo della strega l'una e dalla sciatica l'altro.

martedì 13 settembre 2011

Non posso mica ricordare tutto. (e, no, stasera non me la sento di guglar)

Io ricordo, vagamente ovvio, Dusty. 
Un cartone animato, credo. Ma può pur essere che fosse fumetto.
C'era sto cagnolone, o orso, o beh un animale grosso, operatore ecologico in un parco o in città o da qualche parte.
E mi stava di un antipatico da paura. Non perchè sia una vandala dell'ambiente. Anzi, pazientemente tengo in tasca o in mano fazzoletti cartacce chewing gum o quant'altro, fintantochè trovo un cestino atto a riceverli.
Ora che ricordo anche il signor Bonaventura non mi ispirava affatto simpatia. Non ricordo più se il milione di lire lo trovava o lo donava, ma propendo per la prima. Ricordo benissimo però che era un fumetto. Sull'Almanacco dei piccoli, oddio, penso.
Comunque. 
Uno dei terribili vecchietti che abitano nei pressi della Valle ha la fissa dell'immondizia impropriamente gettata in ogni anfratto.
Sicchè se ne vagola con i suoi due o tre sacchettini per carta, mozziconi, e non so cos'altro, predicando borbottando imprecando contro qualsiasi ignaro o non pedone gli capiti a tiro. 
Egli lunedì ha appeso un cartello sull'imbocco del budello che porta dal cortile sulla via principale. Qualche incivile ha preso l'abitudine di lasciar il suo cane alleggerirsi proprio lì. 
Un cartello scritto con la bella grafia di un dì che fù, senza insulti o strafalcioni, anonimo.
Tutti, passando, si sorride, avendo subito capito chi è l'anonimo indignato.
Il quale, oggi, dimenticando il suo ruolo di misterioso paladino dell'igiene pubblica, era là, tutto sudato ed indaffarato a puntellar il suo bravo monito con lo scotch da pacco, che quell'altro con sto caldo aveva perso mordente.

domenica 11 settembre 2011

E gli elicotteri. Inutile dirlo.

Nel paesiello si festeggiano i vent'anni della fondazione degli alpini indigeni.
Il prevosto, nella sua sempiterna smania di silvioneggiare, ha deciso di celebrare la messa della domenica mattina nella piazza del comune.
Sicchè stamane sapevo che avrei trovato quantitativi di concittadini al limite dell'accettabile nella mia passeggiata-cappuccino-rivista.gossip-passeggiata. 
Ma.
Ore 10.25 Bandierine tricolori sventolanti, cappellini verdi piumeggianti, banda in blu strimpellante.
Ore 10.30 Segno della croce, inizia la.
Ore 10.35 Serpentina di penne verso il bar da me frequentato, a caccia di spritz bianchini birrette.
Una volta tanto, la cagnara non mi ha affatto disturbato.

mercoledì 27 luglio 2011

Bastarditudine causata da nube nevrotica permanente.

In Valle tutto prosegue sul binario di montagne russe sbullonate.
Il rischio di un macello è sempre più consistente, un crac emotivo et psichico di massa è lì lì per palesarsi.
Ma.
Perchè farsi del male e pensarci pure quando non sono in quell'infida palude?
Meglio pensare a Barbapapà e M.I.B.
No, non il pupazzetto di quando ero bambina io, che aveva un odore insopportabile, eppur li amavo talmente che ricordo chiaramente di aver avuto tutta la famiglia e di aver prediletto la figlia verde con l'occhio a mezz'asta.
Barbapapà è un collaboratore del ragioniere vicino di Valle.
Egli  è un gggiovane vecchio. Capello taglio bravo ragazzo. Pantalon col risvolto anni '80. Mocassini firmati Prada. T.shirt casual dai colori estremamente vivaci. 
Ma.
Egli ha l'occhio da pisolino appena concluso, una vocetta da chihuahua guaiolante, un corpaccione da, guardacaso, molliccio barbapapà vivente.
E no, l'altro non è il film, M.I.B. è uno sparuto figuro che abita dietro l'angolo rispetto all'accesso valligiano, fatto che lo colloca sulla nostra traiettoria mattino, pomeriggio, sera.
Egli ha un testiiiino piccolo, occhiali a fondo di bottiglia, una zazzera di capelli d'angelo svolazzanti, vesti anni '70 di tinta fra il canarino ed il ramarro. 
Egli, intuiamo, ci vorrebbe salutare. Quando ci incrociamo abbozza una sorta di sorriso sghimbescio. 
Ma.
Ha la pazzesca capacità di apparirci davanti quando meno ce l'aspettiamo. Provocando un immediato mutismo, causa necessità impellente di ridere.

mercoledì 20 luglio 2011

Fulminato di mercurio o criptonite.

Il momento migliore della giornata? Misery che mi reca in dono dalla vacanza sarda una bottiglia di mirto.
Il momento peggiore della giornata? Uno dei due clienti stracciaanime che mi piomba in cella cinguettando bellaragassaèsemprebellissimovederti. Con bis nella Cella d'Ingresso, mentre parlavo con una cliente.
Il momento esilarante della giornata? Marmotton da Bozen, che, lampante, comprendendo subito chi eran le migliori da frequentare, pranza con noi, al telefono con la coniuge scambiandosi amorevoli SonIlTuoRaggioDiSoleTuSeiLaMiaBiancaneve.
Il momento imbarazzante della giornata? Mentre nel parcheggio assolato (sì oggi siam tornati in estate all'improvviso) Kermit ed io ci aggiornavamo vicendevolmente sui deliri valligiani, prese da congetture di fondamentale strategia in prospettiva di quanto ci attende, da dietro l'angolo è apparso un soggetto munito di pantaloncini neri da ciclista e t-shirt di superman.
Non si fa. No. Soprattutto se sto parlando io. Che non riesco a dissimulare frenare ingoiare una risata neanche pensando alle più brutte brutture del pianeta, tipo Codaliscia gnudo).

giovedì 23 giugno 2011

Gallina vecchia ammazza il tempo bevendo caffè nero bollente.

Oggi un giovinotto di ventun anni mi ha dato della vecchia rinco.
Solo perchè son rimasta sorpresa quando, dopo aver slappato un delizioso - seppur assai abbondante - piatto di fusilli pesto ricotta e noci, egli ha chiesto se desideravamo il caffè.
- Ciùmbia, esclamai, è vero, ecco cosa mancava, il caffè!
E, qui è scattato l'insulto.
Battibeccato scherzosamente sulla faccenda, e, almeno, appioppatimi soli 40 anni, la feral notizia.
La sua mamma è mia coetanea.
E le noci si compattarono unite asfaltandomi lo stomaco per il resto della giornata.

lunedì 20 giugno 2011

Le braciotte, piatto ambito per bongustai (umani e zanzarici).

Oh, posso dire che alla soglia dei quarantadue ho ancora le mie porche soddisfazioni.
Ore 8,40, panificio della sciura Ambrogia (che avrà poco più della mia età, ma con un nome così la definizione *sciura* è d'obbligo).
Entro, ci son due vecètt che comprano la loro bella razione di michètte (o rosètte o come le chiamate voi, comunque sia con la è estremamente aperta, da bravi). 
Quello che attende di pagare con le sue monetine tintinnanti in mano, mi avvista, e taaaac! parte il tacchinaggio sfrenato.
Mi si appollaia la manona sul braccio, mi attira a sè, e attacca a sfottere l'amico sulla sua lentezza cronica (ho il sospetto di qualche doppio senso sfuggitomi causa poca dimestichezza con il brianzolo stretto nonchè in allarme per l'arto in fase di strizzamento).
Non ho fatto in tempo a blaterare una qualsiasi replica mite e paciosa che l'altro trotterella ad un palmo dal mio naso a blaterare un detto d'altri tempi su lentezza-mogli in lacrime-uomini felici (e da come sperluccicava l'occhietto sicuro che il senso fosse uno).
Tutto perchè avevo finalmente indossato la canotta gialla fatta da mammina cara anni e anni or sono, perciò vagamente lisa e sbrindelenta.