Visualizzazione post con etichetta CharlieB. e i suoi ticchi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta CharlieB. e i suoi ticchi. Mostra tutti i post

sabato 10 ottobre 2015

Olivia, Phil, Alison, Sheldon

Che autunno spettacolare per chi come me ama il mondo delle series USA, rigorosamente in contemporanea e madrelingua.
Scandal, The Affair, The Big Bang Theory, quali immense novità mi arrecherete? Non deludetemi.
E quest'anno ho pure scoperto The Last Man On Earth, io che non amo molto la demenzialità ma con la brillante arguzia che lo contraddistingue merita di essere seguito.

venerdì 17 luglio 2015

Non per il blu.

Ho la passione per le finestre.
Aperte, chiuse, stracolme di fiori o di vasi o di panni stesi.
Chissà perchè.
Sarà meglio o peggio di aver la passione per le porte?

lunedì 22 giugno 2015

E Woody ci sarà?

Ricomincia True Detective, che non era malvagia come idea se non avesse avuto un finale indegno.
Protagonista Colin Farrell, che mi è discretamente antipatico, quasi quanto McConaughey, ma almeno il Matt aveva il suo perchè.

sabato 9 maggio 2015

Mala scripta currunt

Una delle cose che mi snerva maggiormente nella lettura è la parola trentatrè con l'accento sulla e quando, almeno a mia memoria grammaticale, non ci vada assolutamente, l'accento sulla e.
Anche sè stesso invece di se stesso squieta il mio animo sensibile.
Sopporto con sufficienza borbottante i refusi sparsi, che, umanamente, ammetto, ci possano stare.
Ma non m'era ancora capitato di leggere un romanzo in cui la pagina 64 finisca con 
"...alcuni enormi, delle vere bestie, glielo garantisco. Le nostre quer-"
e la pagina 65 inizi con
""Non avranno preso l'acqua, eh?" s'informò Ruche in tono".
Questo è un serio tentativo di collassare il mio fragile sistema nervoso.


mercoledì 10 aprile 2013

E tutto senza che scoppino altre gomme.

E quindi sono punto a capo.
Devo rimettermi a valutare quale macchina prendere.
Benzina o metano o eco (salamiseria).
Il motore (il che?).
Le porte - quante?, il portabagagli - grande quanto?, i cerchi - in lega?, i fari - a led? (ma son domande da farsi?)
Io la voglio maUUone.

sabato 29 ottobre 2011

Inseccante fastidio.

Dalle mie parti, di questi giorni, ovunque ti giri, ci son sagre del salame, fiere del salame, festival del salame.
Da tre settimane ho l'acquolina al pensiero di prepararmi un risottino al tastasàl (vabbè non come quello preparatomi da amicicio veronese, ma la volontà c'è tutta).
Possibile che non trovi uno straccio di pasta di salame?!
'tzo.

lunedì 31 gennaio 2011

Metamorfosi indotta di una Charlie qualsiasi

Stasera son riuscita ad andare in erboristeria dopo mesi e mesi e mesi.
Vero, mea culpa, a dicembre, con la scoperta del Paradiso Sfizioso, ho deciso di scegliere tutti i regali lì.
Poi la doccia fredda della riduzione lavorativa ha portato ad un ridimensionamento delle spesucce. Vorrai mica che una crema esfoliante sia preferibile ad un chilo suppergiù di salatini?
Vorrai mica che prenda lo shampoo anti-caduta rinunciando alla mia sortita trisettimanale dall'Uomo delle Farfalle?
Ma stasera, in un impeto di salutismo imprevisto, ho svicolato tutti i miei beceri istinti e son trotterellata dalla BiondinaGentile.
Che vedendomi entrare già mi ha polverizzato con lo sguardo. 
Eh quando si è indimenticabili si rischia, appunto, di essere notati nell'assenza.
Ho tentato di rabbonirla, impietosendola col racconto strappalacrime della Valle sull'orlo dello sfacelo, della miseria, della peste bubbonica.
Ho notato uno spiraglio di compassione nei suoi occhietti e lì mi son insinuata comprando il detergente per il muso ed il detergente per le mani (sì, lo so, ma oh, qualche fissa potrò ben averla?).
Ho poi chiesto una crema da spalmar sul muso, qualcosa anti-age (...) ma non troppo, chè quelle son peggio della calce, se non si ha una degna cazzuola inutile prenderle.
Mi stava per consigliare la solita che uso (no, non l'avevo dimenticata, era sempre parte del tentativo di allisciar il pelo arruffato dell'esercente abbandonata dalla cliente crudele), poi, repentina, si è girata e tornando al bancone mi ha proposto di provare un campione, di tornar poi per l'acquisto.
Ok, perfetto! pago, prendo la sacca, torno a casa, mi sistemo, apro la sacchetta, ripongo i due detergenti, prendo la bustina di campione e
ho riso, per il nome,
però, poi,
ho smesso di ridere, porcaloca, il peptide che simula il veleno delle vipere?! (non so manco cosa ho scritto, l'ho letto sul retro della bustina, e non mi suona affatto bene, ma proprio per nulla)

venerdì 17 dicembre 2010

Pensavo fosse polistirolo e invece era neve.

Ci son negozietti dove passi e ripassi e ammiri e rimiri ma non ci entri mai.
E non ci entri mai perchè sai benissimo che anche un battito di ciglia ti prosciugherà il portafogli, e tu non sei in grado di dire no, grazie, perchè quelle cose li stuzzicano ti titillano ti reclamano a gran voce.
Oggi, scarligando su una compatta neve lastrificata, Kermit ed io ci siam entrate.
L'acquisto lo doveva fare lei, una strenna come si deve, ed io, curiosa come una scimmietta, mi son aggregata.
L'avessi mai fatto! ho scovato il mio mondo delle meraviglie, il mio eden, il mio paradiso perduto ma ora non più.
Torroni impacchettati, cabaret di praline ricoperte di cioccolato bianco, nocciolato, fondente, creme di qualsiasi gusto, datteri intinti nel cioccolato, zuccherini affogati nell'alcool, bottiglie stracolme di caramelle di tutti i colori. 
Esatto! ero un urlio unico. E più emettevo squittii di pregevole fattura, più gli occhi del commerciante si illuminavano. Ello ha compreso al volo.
Ma. Mi son trattenuta, per ora.
Ho solo convinto Kermit ha prendere una latta contenente tisana da regalare alla Bambolina.
Dai, dai, dai. Ne prendiamo una e ci abbiniamo dei biscottini. Dai, dai, dai.
Ok, dai, scegli.
Fra venti latte di tisana, ho commosso ed inorgoglito il negoziante. 
Ho scelto quella più costosa. 
Ok, niente biscottini.
Per premio abbiamo avuto in dono un assaggio di squisitezze. 
A Kermit una pralina ricoperta di cioccolato bianco. A me, beh, mentre ero già con la bava, oh, da non credersi, m'ha porto l'unica sfiziosità che non mi sfizia!

domenica 5 dicembre 2010

Ma a Forrest le stringhe si saran ben slacciate almeno una volta?

Quando scatta il nervoso, sai, quella mosca molesta nelle viscere che ti fa venir voglia di prendere una mazza ferrata e spaccar giù qualunque cosa ti capiti a tiro, quella voglia di urlare un AH! belluino ed infinito alla luna, al sole, alle persone, ai piccioni, a tutto e tutto. 
Quando accumuli delusioni, frustrazioni, illusioni, quando speri sempre che la situazione possa e debba migliorare e mai accade, quando attendi la svolta, la riscossa, la spinta che dal basso ti rilanci insù, quando invece senti le caviglie cinte da due magli di fango che ti impastoiano al suolo.
Quando la goccia trabocca dal vaso della calma apparente imbastita per il quieto vivere, io, io cammino.
Prendo e macino chilometri. Mi imbozzolo come si deve e vado. 
Non ha importanza dove,  basta che vada.
E cammino, mani in tasca, respirando lentamente, profondamente.
E ascolto il piede che si poggia a terra, prima il tallone, poi la pianta, poi le dita, poi si risolleva il tallone, poi la pianta, poi le dita.
E guardo, a testa bassa, la punta delle scarpe, che appaiono, che scompaiono, nel camminare. 
E sollevo lo sguardo, di quando in quando, verso il cielo, e lascio vagolare lo sguardo nel nulla, nel troppo, nell'immenso, nell'infinitesimale.
E poi rientro in me, e mi porto in dono il vaso svuotato.

domenica 31 ottobre 2010

Non solo le foglie morte sono pericolose

Ci vuol pazienza.
Non solo con i disastri che ci piombano fra capo e collo.
Non solo con le persone che abbiam vicino o che non abbiamo vicino.
Non solo con il tran tran che ci tocca in sorte.
No, ci vuol pazienza anche con i nostri gusti.
Perchè una delle poche giuoie che vivo nella stagione in corso è la possibilità di degustare il melograno.
Ma.
L'impresa implica:
- ricordarsi di non invitare nessuno a pranzo o a cena,
- ricordarsi di togliersi anelli orologi occhiali,
- ricordarsi di non indossare maglieria bianca o beige o qualsiasi colore eccezion fatta per il nero,
- ricordarsi di soffiar il naso, se raffreddati,
altrimenti :
- bisognerà prodigarsi in mille acrobazie per evitar schizzi inevitabili, per impedir a tali schizzi di direzionarsi sul volto o sulla camicia dei commensali,
- bisognerà lavar accuratamente tutti i ninnoli indossati dalle patacche rubine,
- bisognerà imboscar in lavatrice qualsiasi capo indossato, con la prece che esca del medesimo colore originario e non di un roseè demodè,
- bisognerà catapultarsi sniffando rumorosamente, sul più vicino lembo di morbido tessuto, imbrattando qualsiasi persona cosa animale si trovi sul nostro cammino.
Perchè una simile delizia debba essere funestata da un cerimoniale e conseguenze implacabili è la conferma che i momenti migliori che si vivono son sempre conclusione o presagio di immani catastrofi.

martedì 26 ottobre 2010

Na, na, na, na, na, na...mi è sembrato di sentire un rumore, rumore. Poesie d'altri tempi.

Ci son lavori che onestamente aborro fare. E che slealmente rifilo senza troppi scrupoli al malcapitato di turno. E son quei lavoretti che una volta rifilati son rifliati a vita. Come il tuo suora! o Prinz! di quando si era fanciullini, smanacciando il più ciondolone del gruppo (che noi ci si divertiva con poco. E poi di Prinz mica ne vedo più in giro, verdi poi!)
In questo caso Medicina33. In questo caso la perfidia mi si ritorce puntualmente contro, essendo ella nella mia medesima cella, per la precisione, dirimpetto a me.
Cosa v'è di più fastidioso di dover cancellare segni di matita da chili e chili di fogli?
Dover poi buttar via gli scarti di gomma dalla scrivania, raspando per secondi minuti ore in ogni millimetro cubo, indossando un anellazzo che Gollum impallidirebbe (più di quanto già esso sia pallido) al sol pensiero. Non contenta, indossa pure quei fantastici bracciali con
ottantadue virgola sei pendagli appesi.
Ora di pomeriggio, però, un altro rumore ha urtato i miei sensi, nonchè confuso la mia già confusa mente.
Il bimbo del cortile di fronte alla Valle ha sgommato con la macchinina elettrica.
Cosa che fa solo d'estate, cosa che urta il fratello maggiore che inizia a bersagliarlo di pallonate, cosa che urta il nonno che si mette ad ululare, cosa che urta il padre che sacramenta dal balcone ai figlioli, cosa che urta le cornacchie sul tetto che flappeggiando se ne involano altrove.
Beate loro.