Visualizzazione post con etichetta CharlieB. e i suoi amici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta CharlieB. e i suoi amici. Mostra tutti i post

domenica 10 maggio 2020

La pazienza é la virtù.

Ci sono momenti in cui, boh, chissà che ci passa per la testa.
Nonostante siamo coscienti che quel che stiamo facendo sia una solenne cavolata, ormai siam partiti, e come piccoli lemuri davanti ad una scogliera andiamo avanti.
Completando la minchiata, sappiamo bene che non potremo tornare indietro, che dovremo solo sperare nel buon cuore degli altri, che non ci saranno arrampicate sugli specchi che terranno, che solo il tempo forse potrà esserci alleato.
Ecco, chi me l'ha fatto fare di essere sincera con un'amica? Sulla bellezza, oltretutto!

sabato 4 luglio 2015

Ed infin piovve pure.

Ieri sera uscita stagionale con le carampane amiche del paese.
Esse son tutte madri di ragazzotti e/o fanciulle fra i 10 e i 19 anni.
Siamo in periodo di esami di fine anno scolastico, di vacanze incombenti, di sagre, di diete.
Di cosa, quindi, si poteva parlare?
Istituto dei tumori e mestruazioni.
Ah le gioie del venerdì sera.

mercoledì 1 luglio 2015

L'amore ai tempi degli smartphone.

Ieri non ero in gran forma.
Caldo, lavoro, pensieri, digestione, insomma non avevo voglia di uscire.
E bisognerebbe ascoltare se stessi ogni tanto.
E invece non ho ascoltato, e sono uscita.
E chi potevo incontrare? Sì, esatto, il tipo che mammamiaquantètipo.
Nel preciso istante in cui ero mollemente appoggiata sulla mano il cui relativo gomito era spalmato sulla scrivania, indecorosa.
In tutto ciò, la mia amica ha avuto la capacità, la prontezza, l'arguzia, di dirottare il discorso in modo che il tipo, lui, mi desse il suo numero di cellulare ed io, di rimando, gli facessi uno squillo affinchè lui abbia a sua volta il mio.
In tutto ciò, ho impiegato uno smisurato quantitativo di secondi a salvare il suo numero e poi a richiamarlo.

martedì 14 aprile 2015

Gambe in spalla, senza dimenticar lo zaino.

Avendo avuto il fidanzato in un'altra città per anni, con relativa combriccola e cose da fare, quando mi son ritrovata sola (si dice single, Charlie, single!) ho avuto non poche difficoltà a riavviare rapporti umani di varia profondità nel paesiello o dintorni.
Chi si è sposato, chi si è scazzato, chi è cambiato, chi ha trovato cambiata me.
Inizialmente è stato un bene, forse, avevo bisogno di riappropriarmi della mia vita, di riprendere possesso della mia quotidianità solinga, dei miei gusti, delle mie preferenze, delle mie pigrizie, di fare piccoli passi per conto mio per scaricar tutta la tensione e la tristezza e rigenerarmi di vitalità ed energia.
Poi, appunto, un viavai di volti conosciuti, di tentativi di riavvicinamento, abbozzi di frequentazioni, tutti sfociati nella noia, nella perplessità, nel rancore.
Quando stavo per arrendermi, ritagliandomi il mio angolo di pacifica solitudine, ecco che, casualmente, al bar conosco una fanciulla del paesiello, LaRouge, che mi coinvolge sempre più in attività paesane in cui mai avrei pensato di poter venir introdotta (intendiamoci, in primis per mia ritrosia e pigrizia, nel far il primo passo verso qualcosa/qualcuno a me ignoto).
E così domani sera prima riunione col cai giovanile, per conoscere i genitori dei piccoli escursionisti con cui passerò, spero ben, allegre (e solari!!!) domeniche per l'estate entrante.
(ora che ci penso volevo scrivere dell'amicizia al tempo di feisbùc, ma la mente mi ha portato altrove. Ritenterò nei prossimi giorni, se ricorderò di cosa volevo parlare).

venerdì 4 gennaio 2013

L'amica è. E c'è.

Ah, la soddisfazione quando si entra in una boutique dopo un anno e la commessa carinissima si ricorda di te, di cosa ti ha venduto, di quanti anni hai (....!).
Ah, la soddisfazione di entrarvi come amica di colei che ha da far compere, da essere scrutata, da essere svestita e rivestita più e più volte, da essere spennata a dovere.
(provarsi una gonna fasciante con il calzettone millerighe colorate è impraticabile.)

domenica 19 agosto 2012

Quarantuno.

Son stata invitata fuori.
Essendo personcina di un certo deviato spessore, e conoscendo il soggetto invitantemi, ho valutato opportuno un innocuo orario quale le 16,30 di una domenica pomeriggio.
Si dia il caso che in questa domenica pomeriggio nel paesotto dolomitico al detto orario ci fossero ben 41 gradi centigradi. 
Chiaro che la cattiveria a boomerang mi sia precipitata addosso implacabile.
Il soggetto, puntualissimo va detto a suo credito, dopo i convenevoli di rito, ha chiesto se si poteva andare a veder dove si allena la giovanile (presumo eh) del Milan, in quanto presente qual allenatore (credo neh) Pippo Inzaghi.
L'ex calciatore famoso (intuisco eh) è apparso dopo circa mezz'ora che barcollavamo sul praticello, fra le allucinazioni da caldazza e nonne starnazzanti autografi per gli indifferenti nipotini.
Il soggetto ha gradito la visione, comunque, tanto da gratificarmi con una coppa di gelato.

giovedì 9 febbraio 2012

Il futuro è Vosa.

Essendo che la Valle è un posto vagamente sui generis.
Essendo che il boss è in procinto di pensionarsi, questione di una manciata di anni.
Essendo che noi si dovrà, invece, lavorare almeno un altro quarto di secolo (che detto così rende meglio la drammaticità della cosa).
Essendo che il futuro boss (si spera, si fa per dire) non è che noi si abbia in lui molta fiducia, economicamente parlando.
Noi, oggi, si parlava di possibili altri lavori da tentare.
Curiosamente, mi si vede bene ad organizzar matrimoni. 
Che sia per il mio saper comprendere le esigenze altrui, senza infilarci le mie preferenze?
Che sia per il mio scandagliare in ogni dove alla caccia di qualcosa di originale?
Comunque sia, certamente per il mio buon gusto!

martedì 17 gennaio 2012

Non ci son più stagioni, ci son giorni.

Tu chiamala, se vuoi, brina.
Tu chiamalo, se vuoi, nevischio.
Tu chiamala, se vuoi, uuuuhlaneve.
Poi, c'hai amici che, tronfi, ti sillabano: ga.la.ver.na.
(e per spiegar bene cosa intendi 
esci pure sul balcone alle 7,30,
in pigiama e pantofole, 
chè farlo già pronta ad uscire
pareva brutto)

mercoledì 28 dicembre 2011

Oggi niente lacrime, solo bagigi (ci scambiaron per scimmiette o elefanti?)

Avevo questa amica. 
D'accordo, gli inizi non eran stati dei migliori: 
Lei: Scusa, potresti dirmi dove si trova l'erogatrice del caffè?
Io: Dillà. 
Pian pianino, invece, le cose han carburato.
Per carità, la notte (lei), l'eleganza (lei) la pagliacceria (io), la cerimoniosità (lei) lo scanzonamento (io),  il giorno (io) la notte (lei).
Due caratteri diversi, ma compatibili, ad alcune angolazioni, sforzando gli occhietti stortando il capino e fissando ben ben l'orizzonte, potevamo pure avere la stessa visione del mondo.
Poi, è sparita. Niente risposte al telefono, niente risposta agli sms. Niente.
E io a pensar che avrà cambiato cellulare, avrà deciso di cambiar vita, si sarà maritata, sarà morta soffocata da un sofficino. 
No. A luglio, gli auguri me li fece. Ad agosto, io li feci io a lei e non rispose.
Caso volle che proprio in quei giorni ero in Trentino ed incontrai - tuppensa! - una comune amica. Pure lei incredula dell'assoluta mancanza di educazione (perlomeno) e ci siam perse mezza mattinata a pensar a cosa diamine poteva essere successo (o cosa potessimo mai averle fatto).
Decidendoci infine a tempestarla di telefonate e sms.
Risultato: silenzio assoluto.
Passano quattro mesi. E nel pomeriggio sonnacchioso natalizio bibip! "Spero di non essere in ritardo per gli auguri di Natale". E stica! 
Le rispondo entusiasta, che i suoi auguri sono fra i più graditi, dai che organizziamo una serata a ciciarare. 
Seee, pure io. Zero replica. Tentativo di telefonata (mio) andato a vuoto. Ok. 
Ma stamane un flash.
Le sue nipoti avevano nomi strambi ed inglesi. Adela e...e...e....
Porcaloca, almeno a questo sms mi si deve rispondere!

venerdì 25 novembre 2011

Sorpresa surclassata da vip imprevisto.

Kermit non aveva idea di cosa fosse il calendario dell'avvento. Ma si può? Ma che tristi infanzie ci son a sto mondo? 
Non ho potuto resistere alla tentazione di sgattaiolare fuori dalla Valle per prenderglielo qual sorpresa venerdina. 
Con tempismo eccellente, appena uscita dalla mia cella, ho incocciato nel boss. Le ho spiegato che stavo andando alla bancarella delle caramelle per prendere il calend...Uh! Me ne prendi due per i nipotini? - Certo, boss! - Ti dò i soldi - Mannò, son mica Codalix me li dà poi! - No, tieni!
(azz, quaranta euro per due scatole di cioccolatini?!)
Pausa pranzo, per festeggiar le ultime quattro ore lavorativo-settimanali, ormai è prassi si vada, noi due, al centro commerciale, per scofanarci panino briè prosciutto di montagna e patatine fritte (ma siam a dieta, niente birrozzo).
Siam giusto in coda per pagare quando Kermit mi si agita (più del suo standard, già alquanto elevato), mi branca il braccino, mi si appropinqua e con voce tremante mi annuncia:
- Ma! quello! è! Pirovano!
Ora, essendo che noi si vive in Brianza, non è che Pirovano sia cognome sì raro, inoltre visto il lavoro sempre a contatto con clienti, io pensavo fosse uno di questi.
Mentre, guardavo con perplessità il tizio e tentavo di chiedere ad una Kermit sempre più in iperventilazione, chi cacchio fosse costui, ella ha bofonchiato essere egli uno dei suoi miti motociclistici. 
Non ho fatto in tempo a dir aaaah! che il Pirovano (presumo avvertendo tutto sto ansare a lato) s'è girato verso di noi, dando modo a Kermit, rossa come solo un peperoncino calabrese può essere, di tuonare la domanda fatidica: MaLeièPirovanoVero?
Sì, era lui. Pirovano Fabrizio. (chi?)
Egli ha stretto la mano a Kermit, chiedendole se era appassionata e di dove fosse. 
Poi, gentil creatura, s'è rivolto a me, tendendo la manina, che ho stretto, ci mancherebbe.
Ma alla domanda se fossi appassionata pure io ho levato le manine a mò di scudo protettivo megastellare al grido di "io? nononono!" e ho poi cacciato le mani in tasca.
Si è mica offeso comunque. Mi ha pure elargito il biglietto da visita. Per dire.

venerdì 28 ottobre 2011

E i bei lieto fini (o lieti fine) di una volta?

Stasera, essendo venerdì, siamo uscite dalla Valle quei tre quarti d'ora prima che non guastano mai.
Stasera, essendo venerdì ed essendo uscite dalla Valle quei tre quarti d'ora prima che non guastano mai, Kermit ed io siam passate a veder se era riapparso l'Uomo delle Farfalle, assente da questi schermi da ben una settimana.
Egli c'era. Non era solingo C'era un figuro che grattavinceva per conto suo, in un cantuccio.
Siam stati lì a chiacchierar delle varie ed eventuali.
Poi il tizio che non aveva grattavinto reclamava attenzione, allora l'abbiam salutato e lui ha ricambiato.
E mentre stavamo per andandocene, egli ha alzato lieve il braccino destro verso il mio volto.
Ha delicatamente poggiato la sua mano sulla mia gota manca e fra indice e medio l'ha lievemente strizzata.
Momento di silenzio, apnea, imbarazzo, choc, svenimenti, perplessità.
Poi due spritz han risistemato l'equilibrio dell'universo creato.
No, non uno ciascuno. Due solo per me.

lunedì 24 ottobre 2011

Charillon

L'amico è. Uh, la canzone di dariobaldanbembo, tuttattaccato, che ci allietò l'infanzia, a noi nati alla fine degli mitici anni feffanta.
No, non la intonerò, e neanchè la iutuberò. E non perchè non ne sia in grado, giusto per precisare.
In realtà m'è tornata in mente (bella come sei) stamane, quando mi son incontrata con Kermit, che è stata a trovar i suoi, facendosi un weekend lungo fuori porta.
E, dopo i convenevoli gli aggiornamenti il sorbir caffettoso, ci siamo allegramente dette più o meno contemporaneamente che avevamo preso un regalino l'una per l'altra.
Io, un profumino delizioso da tener in borsetta.
Lei, una formazza di provola stagionata.
E', l'amico è.

mercoledì 12 ottobre 2011

Kermit's day

Stamattina, al bar, davanti ai nostri caffè fumanti e le due mini.brioches (mini, che una colazione e mini ci pare sufficiente),  Kermit ed io, mezzo rincoglionite.
Charlie: uh, sai, è uscito un ulteriore rifacimento di Jane Eyre, e dicono pure che sia bello. Per te che poi ti commuovi come nien...
Kermit: Gè che?
Charlie: Jane Eyre, sai, il romanzo delle sorelle Bronte, cioè di una d...
K: ..mh? genèire? mai sentito.
C: Non è una parola intera, è un nome e cognome. Jane, come la Fonda, Eyre come l'Irlanda ma con la y. E comunque non ricordo se l'ha scritto la Charlotte o la Emily, chè una delle due ha scritto Cime tempestose, una palla infinita, se devo dir la mia, ma Jane Eyre non è affatt...
K: ...genèire! ok, dopo andiamo in biblio a prenderlo.
Mezzodì, nel cucinotto, davanti alla mia ciotola fumante, attendo. Arriva Kermit.
C: come mai in ritardo?
K: Eh, BretelleSbrindelle m'ha tenuto lezione geografica. Sai, ho scritto che uno è nato a Bronx.
C: (((rido)))
K: eddai! uff! lo so che è un quartiere di New York, ma sai, ero preoccupata di non sbagliare le cose importanti e non ho riflettuto...e comunque ho copiato dalla carta d'identità del tizio!
C: Che poi mica è detto, magari è un quartiere pure di Los Angeles o Chicago...chennesai...
K: Appunto, ho subito una lezione quarkiana sugli stati confederati americani.
C: Ussignùr! (((rido)))
K: ...
C: ...
K: ....Gè...già....giamiroquè?
C: come? 
K: Il libro...com'è che si chiama?
C: Jane Eyre. Su, da brava, Gen Eir.
K: Gènerrè! Genelrè! Gennaire!
C: ...vabbè tanto non lo devi chiedere, lo cerchiamo sul computer.
K: sì, ma lo digiti tu, vero?

giovedì 29 settembre 2011

E quante cose son successe oggi?

Oggi è il compleanno di.
No, non lui.
Oggi è il compleanno di.
No, non l'altro.
Oggi è il compleanno di.
L'UomoDelleFarfalle.
Stamane, finalmente, ha offerto il caffè. Addirittura è arrivato ad aspettare sotto l'ingresso valligiano.
Poi, vabbè, l'abbiam bevuto in piedi al bancone, roba di cinque minuti e via.
Nel ritornar verso le nostre attività, ha nominato un'ottima pizzeria della zona. Kermit ed io abbiam colto la palla al balzo (in senso lato, suvvia) sottolineando che non avevamo portato il pranzo da casa. 
Pazzesco, non ha nicchiato, tergiversato, taciuto. Ebbene, ha addirittura proposto un passaggio fino in pizzeria, pranzar insieme e poi, vabbè, saremmo dovute tornar a piedi in Valle.
Appuntamento alle 13.
Ora del risveglio: 12,54.
Dell'UomoDelleFarfalle non vi son tracce in alcun anfratto.
Nel suo bugigattolo, arrivate tronfie e contente (ed affamate), troviamo la madre. 
Sola. Apparentemente sola.
La guardiamo, ci guarda, capisce, rivela che c'è suo figlio, l'altro, il minore.
Charlie, provata dalla giornata di continui choc, non riflette su ciò che sta per dire:
"Ah, allora no" dice, Charlie. Io.
La madre, giustamente urtata , mi ribatte: 
"Come: allora no?" Ooops.
Kermit mi ha salvato, mettendosi a parlar d'altro, mentre io, sull'uscio, guardavo in su e in giù per la via. Ma niente. Nessuno sfarfallamento.
Vuoi vedere che è sotto l'ufficio ad aspettarci? E andiamo di nuovo, e niente. Vuoi vedere che è al parcheggio? E vai al parcheggio, e niente. Vuoi che abbia fatto l'altra strada? E fai l'altra strada, e niente.
Alle 13,40 eravamo al solito baretto a mangiar focaccia e nervùs.
E pensare che ierisera non avevo osato postare per non portarmi sfiga da sola, ma, a quanto sembrrebbe, l'intenzione è altrettanto jettatrice.

mercoledì 7 settembre 2011

Uno sano, no.

Ierisera son tornata a casa con un'ora di ritardo.
Senza neanche essere stata a ber l'aperitivo con Kermit.
No.
La causa primaria sarebbe stata l'andar a salutare RiccioloGoloso ed il suo Antro dello Sfizio, che non avevamo ancora visitato dopo il rientro. Meglio non ritrovarsi prelibatezze a tiro di manine, già che si sta tentando di rimettersi in linea.
Ma. 
Per evitare spiacevoli imbarazzanti momenti, abbiamo evitato di passar davanti all'Ortolanino Innamorato, facendo il giro lungo dell'isolato. 
Sì.
Ce lo siam trovate dietro l'angola, a circa venti metri, che guardava giusto nella nostra direzione. Sicchè ci siam francobollate alla vetrina della bigiottaia, a trattener il fiato per nasconderci meglio dietro il lembo di muro sporgente, alitando sulla vetrina come due adolescenti fulminate. (la bigiottaia, conoscente del boss, sicuramente avrà da chieder lumi sulla sanità mentale delle due dipendenti).
Poi.
Passati cinque minuti buoni, abbiam azzardato una sbirciatina e, trovata la via libera, siam sgattaiolate da Ricciolo. E tutta sta fatica? Niente regalino, cioccolatino, biscottino, bicerìn, tisanina che dir si voglia. Niente.
No.
Non abbiam fatto lo stesso giro per andar alle auto, ma un giro ancora più vasto. E, incredibile, nessuno ci ha visto. Saran già stati tutti a cena.
Oggi.
Son passata dall'Uomo delle Farfalle. Mi ha chiesto di aspettarlo mentre chiudeva la baracca, e che poi mi avrebbe fatto compagnia nell'attendere Kermit (no, non dico niente). Ci siam fermati giusto sul limitar del bugigattolo, che è dallo stesso lato della bottega dell'Ortolanino Innamorato. Il quale era, casualmente, sull'uscio.
Vabbè.
Non è mica colpa mia se l'Uomo delle Farfalle mi stava spettegolando di chissà chi ed eravamo vicinivicini. Non è mica colpa mia se vedevo il collo dell'Ortolanino allungarsi per assicurarsi se fossi proprio io. Non contento, o non ben scrutante, ha attraversato la strada e s'è avvicinato con indifferenza per poi affossar le spalle, girarsi e tornarsene con le pive nel sacco.

lunedì 5 settembre 2011

Rivoglio il diario di Holly Hobbie.

Dopo un mese esatto, stasera ho ripreso la mia abitudine preferita.
Sì, esatto.
No, non mangio la nutella di nascosto in bagno.
No, non butto le briciole sulla tovaglia giù dal balcone.
No, non faccio il sudoku mentre mi taglio le unghie dei piedi.
Ho ripreso la frequentazione del bugigattolo dell'Uomo delle Farfalle. (Bugigattolo? Si dirà in ogni dove bugigattolo?)
Egli era rustico, scontroso, mutanghero come al solito. Ero in sollucchero.
Ed egli, ad un certo punto, mi ha chiesto cosa avrei fatto stasera. Momento di apnea. Cianosi. Buio totale. C-c-c-ome?
Cosa faccio stasera? Eccheddevofare? Sto a casa.
No, esatto. 
Non mi ha chiesto di uscire.
Ho ripreso un colorito caramelloso e pure a respirare.
Però.
Però - al mio perchè? di una simile domanda (mai rivoltami) - egli ha replicato che mbò magari mi ero trovata il boyfriend.
Farfalle che fanno il can can!
Sì, no, lo so. 
Ho 42 anni.
Vabbè, però, è lunedì.

venerdì 3 giugno 2011

Maneggiare il retino con pazienza, ecco il trucco.

Ieri ero talmente giubilante che.
Il fatto che, dopo aver sbattuto due uova con cento grammi di parmigiano, con una presa di sale, incorporandovi un etto di ricotta, una manciata di dadi peperonosi ed, infine, gli spinaci strizzati, aver aperto il frigorifero e e non aver trovato la pasta briseè, non ha prodotto in me significativi sacramenti sparsi.
Ieri ero talmente giubilante che. 
Il fatto che, dopo aver trotterellato fino in paese per cappuccinare come si deve ed aver trovato tutti i bar serrati, non ha mutato il sorriso stampato in faccia.
Ieri ero talmente giubilante chè.
Con l'Uomo delle Farfalle abbiamo stabilito che pagherò la scommessa persa in una cena che si terrà il giorno del mio compleanno.

martedì 17 maggio 2011

Tenaci come cimici sul bucato fresco.

C'è da dire che oggi siamo andate al nostro solito bar.
E aggiungerei che eravamo solo Kermit ed io, Bradipo non si è unita.
Si sarà mica offesa? Un vago senso di colpa si è impossessato dei nostri corpicini, subito dissipato al veder la nostra postazione favorita occupata dal boss e da Olivia .
Sgrunt.
Ok, ci appostiamo sugli sgabelli alti, dirimpetto al bancone.
E. Niente. Il barista ci chiede se vogliamo il solito marocchino o un turco o ahahah. Ok, e fin qui ci siamo.
Smaltite le risate di circostanza, egli ci domanda:
* Viporto....fè....lis?
E sembrava un dejavù in tandem. Perchè era uguale uguale a ieri.
Ci siam guardate, l'abbiam guardato, ci ha guardato, ci ha ripetuto pari pari la stessa cosa, ci siam guardate. 
E giù a ridere a crepapelle.
E non avevamo ancora bevuto.
Perchè la richiesta misteriosa comprendeva la degustazione di caffè, cacao, caramello e bailey's.

venerdì 13 maggio 2011

Una sfumatura rosa in fondo ad un buco nero.

Vuoi vedere che venerdì 13, di quando in quando, ha effetti nefasti sul serio?
Perso il post di ieri. Poca roba, direi. Se mi ricordassi di cosa avevo farneticato.
Anche i relativi commenti e le relative risposte.
Il signor Blogger sarà spaventato dalla data? Gli è venuto il singhiozzo funzional-fagocitante?
Non volendo sprecare il neurone in attività che poi potrebbero essere disperse nel vuoto internettico, sarò telegrafica.
L'Uomo delle Farfalle non andrà più in Spagna. Stop.
Gongolo. Stop.

lunedì 9 maggio 2011

Kaori, il mio fresco nume tutelare.

Oggi sarebbe stato un sano, grasso, fiero lunedì di cacca.
Se non.
Se non fosse che uno dei clienti stracciapalle mi ha chiesto di dargli del tu. 
Naaa, scherzetto.
Se non.
Se non fosse che son passata dall'Uomo delle Farfalle. 
L'Uomo delle Farfalle mi ha fatto notare che il sushi bar di fianco ha messo fuori la bacheca con il menù. Fra gli ingredienti cardine, il formaggio bianco - quello con il nome della città 'merigana - quello della pubblicità degli anni andati con appunto la mia futura (ancora non immaginavo) dea. 
Ridendo proprio sulla faccenda, di Kaori e del formaggino, mi invita a leggere il menù medesimo che contiene proprio un piatto a lei intitolato. 
Esco, leggo, rileggo, trileggo, rientro.
E lo apostrofo amichevolmente: *Infame! Mi prendi sempre in giro. Non c'è mica.*
Mi guarda storto e - attenzione! - replica:
""Tu mi offrirai una bottiglia di Brunello di Montalcino a cena!""
...
Ok, devo aver capito male, devo.
E invece. 
Davanti alla scritta del piatto incriminato (et adorato a vita, lo mangerò una volta a settimana, da qui all'eternità) mi ha ribadito il concetto dell'uscita a cena con offerta di vino da parte mia.
...
Ora, ceri votivi giapponesi se ne venderanno?