martedì 31 gennaio 2012

E, adesso, la camomilla.

Uè, quella nevetta lì, che non sono quei bei fiocconi là, ma quei stitici cristallini gelati, che dici uff tanto rumore per sta robètìn inscì.
Uè, è da oggi pomeriggi che costante monotona indifferente implacabile casca giù. E tu non ci presti caso.
Uè, quando poi arrivi alla macchinina parcheggiata dalle 8 inizi a prestarci caso, ti assicuro.
Uè, poi ceni, ti sistemi, ceni, ti rilassi, ciciari, butti un occhio fuori dalla finestra.
Uè, ma guarda la strada!
Uè, speta lì che faccio la foto!
Uè, tiri su la tapparella, in tuta esci sul balcone, tremante di gelo scatti una foto alla strada che definirla mossa è un eufemismo, ti giri per rientrare, sbatti una craniata fantastica sulla tapparella, rientri, e corri.
La morsa del gelo ha scatenato una lotta impari con il minestrone ingerito a cena.
Per una volta che mangio sano.

lunedì 30 gennaio 2012

Erano aaanni che non mi divertivo così.

Ieri.
L'eccitazione dei preparativi nell'attesa che sia il momento.
La magia dell'attimo esatto in cui tutto esplode.
L'entusiasmo della realizzazione, senza il minimo intoppo.
Il godimento protratto nell'assaporare quanto di perfetto ci possa essere al mondo.
Sì, mi son fatta i popcorn.

venerdì 27 gennaio 2012

Le scosse sbarellano il neurone, anche quando non le si avvertono. Per la seconda volta.

C'è che io quando devo dare indicazioni stradali a qualche malcapitato, coscientemente le sbagli. In buona fede, cioè tento di essere utile, pur sapendo di non esserne in grado. Ma mica mi vien da dir "chieda al prossimo che passa" "non son di qua" "sono stordita cronica mi scusi". No, non mi ci vengon ste frasine a modino, mi vien la modalità navigatrice impazzita e invento.
Ma, non è questo che avevo in testa di postare.
Uscendo dal parcheggio dove la CharlieCar viene abbandonata tutto il giorno per cinque giorni a settimana, c'è una stradina che sbocca sul provinciale. 
Non c'è semaforo, non ci sono specchi, non ci sono lampioni, ci son sfrecciamenti delle macchine che sopraggiungono da sinistra e, per non far mancar niente, ci son le strisce pedonali. 
Ogni sera è un patema trovar la frazione di secondi esatta in cui incunearsi fra una multipla e una caièn.
Il punto è che esser talmente concentrati nel puntare lo spazio utile per immettersi che non si pensa minimamente alla possibilità che da destra sopraggiunga un qualche passante o biciclettaro in vena di autolesionismo.
Sicchè.
Podista, io ti stimo ed ammiro.
Mai mi passerebbe per la testa di trotterellare a bordo provinciale una qualsiasi sera di gennaio.
Mai mi passerebbe per la testa di trotterellare su strisce pedonali senza il minimo tentennamento nel traversamento davanti a tre-quattro macchinine vroomanti.
Mai mi passerebbe per la testa di trotterellare tutto di nero bardato.
Podista, non ti ho investito, ma ti ho odiato. 

mercoledì 25 gennaio 2012

Ah, io non ho sentito niente. Forse il neurone sì.

Oggi, in pausa pranzo, siam andate al supermercato, Kermit ed io.
Ella doveva comprar i cereali. Io no.
Ho visto i peluches dei barbapapà. 
Che non mi son mai piaciuti, quand'ero piccina picciò, tanto da ricordarmi ancor adesso che avevano un gusto nauseabondolciastro ad addentarli.
Però, oggi, quando ho visto i peluches, soprattutto quello nero, ho smesso di farneticare di ciò di cui stavamo farneticando (e son cose di cui non si può parlare a quest'ora, ma solo verso le tredici fra le corsie di un grande market). 
Ho smesso di farneticare e ho squittito felice, terminando con un puccioso macciao al malcapitato peluche.
Il commesso che stava giusto sbucando da dietro l'angolo, incomprensibilmente, m'ha squadrato perplesso e financhè terrorizzato.
Villano, ai matti si deve sempre dar ragione.

martedì 24 gennaio 2012

Zinnapotamo, e sai cosa imiti.

Stasera sono uscita dalla Valle puntualissima.
Chè m'han messo l'ansia il panico il terrore.
E se mi dovesse succedere qualcosa?
E se dovessi fuggire lontano? 
E se mi chiamassero a L.A. per gli Oscars? 
Vuoi che la CharlieCar mi rimanga senza carburante? No, mai! A El Ei noi ci si deve andare e di corsa (e soprattutto con la CharlieCar!)  
E. No, niente.
Son sfrecciata davanti a ben tre benzinai, e neanche per sbaglio mi son ricordata di dovermici fermare. 
E neanche c'ho buttato l'occhio per vedere se sono esauriti o meno.
Io, di certo.

lunedì 23 gennaio 2012

Ma che modi, tacitata e menata.

La cosa di cui non posso parlare - o scrivere - io avevo deciso di non parlarne o scriverne di mia iniziativa.
Avendo un neurone, ma attivo, mi resi conto subito che la faccenda era delicata assai, pronta ad esplodere qual bubbone ricolmo di guai.
Oggi la mia intuizione ha avuto l'ufficialità dell'annuncio bossico di tener la bocca chiusa.
Chè comunque una fuga di notizie c'è stata, disse, e vediamo ora di limitare i danni.
Ed a quel punto il mio neurone aveva deciso di fare il pisolo di metà mattina, perchè mica ci son arrivata subito, anzi, ho buttato lì un "E li avranno pedinati!"
Ma il boss, fulmineamente, mi piazza una gomitata intercostale, mi branca il braccino sinistro e mi sibila un " NO! Io lo so chi è stato! Codaliscia...con quella linguetta che si ritrova!!!"
(io volevo spiegarle che Linguetta è cosiddetta colei la quale in presenza della Famiglia Erogatrice di Lavoro si prostra umile, sottomessa e piangente, mentre Codaliscia è nominato tale in quanto più subdolo nel suo insinuarsi nelle Regal Grazie, ma non l'ho fatto, essendo a corto di fiato causa colpo infertomi)

domenica 22 gennaio 2012

Il significato del cilicio al tempo dei maya.

E sia che non ho fatto propositi per l'anno nuovo.
E sia anche che ho eliminato alcool e schifezze-buonezze.
E ci sta pure che succeda qualche disgrazia, qualche incomprensione, qualche luttuoso evento, qualche stress, qualche rammollamento.
Ma che tutto avvenga nei primi venti giorni dell'anno, poffarbacco no, non è bello!
E' un blackout sulle sfumature rosa nell'orizzonte interiore. 
Non una che ne vada dritta, tutte in fila e tutte storte, non c'è possibilità di mantener un barlume di cauto ottimismo.
Barlume che si spegne repertino.
Alla vista della bilancia, solo un etto. A mangiar sbobbe verdurose, solo un etto.
Al pensiero dell'ulteriore angoscia. 
Domani, l'estetista. Dopo quasi due mesi.
La sofferenza spirituale mitigata da quella corporale.

giovedì 19 gennaio 2012

Parlar a vanvera con cognizione è vano. Vanamente ho da sfogarmi.

Essendo che ciò di cui non posso parlare è stato giusto stasera, praticamente - e finalmente - disvelata (o quasi).
Essendo, la cosa, con precisione temporale incredibile avvenuta nello stesso giorno in cui.
Essendo, però, ancora impossibilitata a scriverne, ci rifletto.
I misteri irrisolti, i turpi misfatti, le losche vicende di provincia, han il fascino del crimine da libro giallo estivo, il folklore del paesotto dietro l'angolo, il prurito per vicende umane che deviano dal solito tran tran.
Ma, nella realtà, quando poi guardo in faccia una persona su cui aleggiano ombre e bisbigli non mi ci capacito.
Seppur certa, non mi par vero. 
Sì, lo so, che non si capisce niente ma così dev'essere.
Per dire, non  mi sono neanche sfogata.
Ma ho in testa solo questa faccenda in cui son affaccendata.

martedì 17 gennaio 2012

Non ci son più stagioni, ci son giorni.

Tu chiamala, se vuoi, brina.
Tu chiamalo, se vuoi, nevischio.
Tu chiamala, se vuoi, uuuuhlaneve.
Poi, c'hai amici che, tronfi, ti sillabano: ga.la.ver.na.
(e per spiegar bene cosa intendi 
esci pure sul balcone alle 7,30,
in pigiama e pantofole, 
chè farlo già pronta ad uscire
pareva brutto)

lunedì 16 gennaio 2012

Avevo parlato di dolce tepor?

Che ad aver doti divinatorie mica è semplice.
Infatti, non ne ho. Anzi.
E non solo nottetempo il gelo, meteorologicamente parlando, bello scrivere meteorologicamente, si è abbattuto, il gelo, su qualsiasi macchina albero strada lampione marciapiede con un manto nevischioso incomprensibile, essendo poi spuntato il sole, non il gelo, regolarmente alle 9 suppergiù.
Invece il gelo, non quello meteorologico, quello valligiano si è abbattuto intorno alle 11.
Misery aveva dato sincopate anticipazioni.
- Ragazze, ve lo dico perchè voi siete qui con me.
* ....?
- Il boss farà un annuncio dopo.

* ...eeeee?
- Mi riguarda.
* ...sìììì?
- Vado in pensione. Ma forse no. Forse sì. Dipende dall'annuncio.
* ...?!
- Non dico altro. Deve fare gli annunci. E saprete.
* ...gli?!
Finalmente ci chiama il boss, tutti tuttissimi.
Per annunciare che la gestione delle risorse umane passano di mano dal boss alla figliola, Olivia che prende la parola.
-  Non cambia nulla. Chi fa tempo pieno fa tempo pieno. Chi fa part time fa part time. Non sono ammessi straordinari. Punto. Chiaro? Punto.
(Chiaro chi sia l'unico ad inchinarsi untuosamente ringraziando a lingua tesa. Chiaro che tutto il teatro è dovuto al fatto che il medesimo, appena rientrato il boss dal lutto, l'ha pressato tutti i maledetti giorni a tutte le maledette ore, scenografando la presunta mole assurda di lavoro che si ritrova, il tutto in quanto estremamente frustrato dall'essere rimasto, causa assenza da infortunio, ai quattro giorni mentre la sua collega di cella, LaToya è passata ai cinque).
Già, e l'annuncio relativo a Misery?
Che la debba chiamar Mistery d'ora in poi?

domenica 15 gennaio 2012

Le conseguenze conseguono sempre. Implacabili.

Mai mettersi davanti al pc, portandosi dietro un piattino mezza pesca sciroppata e un cucchiaino.
Riuscire a digitare, scucchiaiandosi un pezzetto, mentre si naviga, è impossibile che avvenga senza un imbrattamento inversamente proporzionale al grado di interesse di ciò che si sta guardando.
Per la precisione, era un tuffo nel passato, neanche troppo lontano, quasi devastante quanto lo sbrodolarsi della pesca sulla tastiera.
Già, la prima crociera che feci, era proprio su quella nave lì.
Le foto son affondate prima, però, insieme al portatile impurulentato dal virus.

giovedì 12 gennaio 2012

Era un inverno luminoso e silente, in cui nulla pareva poter turb-

Un inverno particolarmente mite.
Mai accaduto che la CharlieCar, di questi tempi, la sera, si aprisse senza bisogno di acqua bollente nella serratura.
Mai accaduto che non indossassi la  mia sciarpotta giallaviolarossa con le tasche in cui intascar le mani.
Mai accaduto che riuscissi a dormire senza le calzette.
Un inverno dove il sottozero non s'è ancora visto.
Un inverno in cui tutti i santi giorni c'è un cielo azzurro azzurro un sole splendido splendente e neanche una nuvoletta. 
Quale miglior sprone per impegnarci, Kermit ed io, nei nostri migliori propositi?
In pausa pranzo, dopo un lesto e tristo pranzo, ci si mette scarpette da footing e si va a scarpettare per le contrade limitrofe.
Casualmente, ci si è ritrovate sulla scena del crimine. 
E l'amara realtà ci schiaffeggiò.
Ma come? un duplice omicidio e niente chilometri di bande perimetrali gialle con scritta nera? 
Una miserevole striscia di lavori in corso?!

mercoledì 11 gennaio 2012

Ah, gli abissi dell'umana miseria.

Per la dipartita del consorte, il boss non ha voluto fiori cuscini o quant'altro, preferendo un'offerta ad un'associazione benefica.
Oggi si è provveduto a raccoglier il denaro. Quota uguale per tutti. Quota uguale come se fosse stata fatta la corona. 
E fin qui passi.
Dopodichè topiccamenti sparsi.
Misery che informa il boss dell'offerta fatta.
Il boss che rilancia a sua volta, sottolineando per non far brutta figura.
Codaliscia che, si sa, quando ci son di mezzo soldi e monete. Esatto, la sua quota l'ha presa dalla cassetta del caffè.
Io trovo di cattivo gusto dire che si è fatta l'offerta.
Io trovo di poca stima darci dei pezzenti.
Io trovo di terribile prevedibilità le gesta di quell'untuoso bipede.

martedì 10 gennaio 2012

E continuo a non poter scrivere ciò che vorrei scrivere.

C'è un bar nel paesucolo dove vivo. 
Bar in cui servono il miglior caffè del circondario.
Codesto bar è gestito da una tizia morosata con un tizio ex addetto alla viabilità del paesucolo.
Egli, un bel dì, decise di chiudere una delle vie più sfruttate del circondario in quanto abitantivi suo parentame urtato dall'eccessivo passaggio automobilistico.
Seguirono due mesi di traffico infernale, code ovunque, bestemmie, vigili appostati in ogni angolo per sedare scatti di ira funesta contro cartelli semafori inermi coniglietti (ma tutti sti coniglietti spiaccicati da dove sbucano? è uno dei grandi misteri che affollano la mia piccola mente).
Dopo insulti su insulti, petizioni su petizioni, lettere anonime a qualsiasi giornale locale e non, la vietta è stata riaperta, quasi con strafottente indifferenza.
Ebbene il mio imperituro astio verso il soggetto è stato da me esteso alla morosa.
Indi perciò, quando sabato mattina, dopo aver sostato nel suddetto bar, fatto la spesa, fatto benzina, disfatto le borse della spesa, ho cercato il burrocacao e non l'ho trovato, è ovvio che abbia immediatamente compreso di averlo perso là dentro.
Al pomeriggio son tornata, ma non avevan trovato burrocacai di sorta.
E da quel momento è stato un continuo rimuginar fra me e me la qualsiasi fogna su di loro mi passasse per la mente.
Chiaro che stamane, cercando un fazzolettin e rovesciando il contenuto della borsa, è rotolato fuori anche il burrocacao.
Ops.

lunedì 9 gennaio 2012

Mi son buttata sull'arancio. Il primo amore non si scorda mai.

Stasera son passata dall'erborista.
Il miele al tarassaco quando non si è in vicinanza di monti è assai arduo da trovarsi. 
Infatti non l'aveva. 
Però, mi ha regalato il calendario del 2012. 
E una decina di campioncini di una nota marca erboristica.
E una confezione di capsule per il gonfiore addominale. 
Quanto son simpatici sti donnini negozianti.
(stasera mi son sottoposta al dramma della pesa e, tronfiamente si capisca, solo due chili!)
Questo post è stato partorito con estrema fatica e disperazione e rammarico e nervitudine acuta, in quanto avrei da scrivere altro cacchio! ma non posso, cacchio!

domenica 8 gennaio 2012

Lamellar le mandorle è assai impervio.

Oh beh noi domani si riprende a mangiar pasta con un filo d'olio e verdure e carnina di tacchinino.
Oh beh noi domani ci si dimentica di pane salumi formaggi vino dolci.
Oh beh noi domani ci si rispolvera e ci si inforca la cyclette.
Oh beh noi domani ci si ha una sfida da affrontare.
(domani non li si mangia, chiaro. 
Domani.)

giovedì 5 gennaio 2012

M'arrendo. Domani sto chiusa a doppia mandata a casa.

Stasera avevo fretta di sgattaiolare via dalla Valle.
D'altronde è stata una settimana corta infinitamente pesante.
Prima di uscire, già con un piede fuori dalla porta, mi son ricordata che dovevo aggiungere l'inchiostro al tampone.
Per la verità è da prima delle vacanze natalizie che lo devo fare, ma fra una cosa e l'altra non l'ho mai fatto.
Stasera, memore dei buoni propositi blablabla (in particolare, del non rimandar sempre le cose ma di farle quando le si può fare), nonostante fossi scalpitante ho aperto il tampone, ho aperto il cassetto, tirato fuori la boccetta d'inchiostro, aperto la boccetta, versato il liquame nero, chiuso la boccetta.
E, mentre chiudevo, con la coda dell'occhio ho avvistato il dramma numero uno.
Uno rigagnolo nero dal tampone dilagava sul cartoncino d'appoggio.
Sbuffando ed insultandomi corro nel cucinotto a prendere alcool e carta assorbente, prendo il tampone, ripulisco lo sbrodolamento, lordandomi tre dita su cinque della mano destra, ripongo il tampone chiuso, prendo il cartoncino per buttarlo e sgocciolo per terra.
Inveendomi ricorro nel cucinotto, porc! lo scottex è finito, prendo la spugnetta, la bagno, mi accuccio a ripulire il pavimento (un paio di mattonellone son rimaste vagamente azzurrate).
Mi rialzo, verifico che la spugna è da buttare, verifico che le dita non sono ripulibili, verifico di non aver fatto altri danni.
Tsk. Un gocciolone mi spernacchia dalla scrivania.
Odiandomi, raccatto la spugna buttata e pulisco, inutile.
Il nero dal bianco quando mai?

mercoledì 4 gennaio 2012

Maya, fino al 21 dicembre è lunga eh.

E' solo il 4 gennaio.
Il primo ho trovato la gomma anteriore sinistra della CharlieCar sgonfia.
Il 2 è passato a miglior vita il coniuge del boss.
Il 3 ho avuto delucidazioni su come venivano irretiti et impallinati uccellini di tutte le dimensioni.
Il 4 mi ritrovo un doppio omicidio in Valle. 
Ed e' solo il 4 gennaio.

martedì 3 gennaio 2012

Il cardamomo, questo sconosciuto ingrediente.

Oggi son state scelte le due ricette di biscotti che apriranno la sfida dolciaria fra Kermit e me.
Ogni finesettimana ci industrieremo nel far una delle ricette tratta dal libro acquistato in comunione ieri.
Chiaro che noi si partirà dalle esecuzioni facili.
Chiaro che essendo questo weekend in arrivo più lungo del previsto, ed ancora non scemato il nostro entusiasmo, la serie di biscottini sarà doppia.
Biscotti con ricotta e mandorle.
Biscotti teneri al cacao e rum (questo ingrediente lo conosco).
(oggi son stata in un posto dove i miei amabili abituali compagni di serata starebbero come a casa loro. Purtroppo neanche in cinque o sei vite potrebbe mai accadere).

lunedì 2 gennaio 2012

Se il buon anno si vede dal 2 gennaio, aiut.

Oggi è stata una giornata piovosa. E non solo meteorologicamente. 
Gravava una cupezza tale sulla Valle che, nonostante la pioggia battente, noi - Kermit ed io - abbiam deciso di 
* andiamo al centro?
- Uff, a far che?
* un giro, dai non stiamo qui!
- E va bene...così compro le calzette e le canottiere.
* Uh pure io!
- Anche se....vabbè i saldi iniziano a fine settimana...
* Già...
- Però, se non vogliamo stare qui, andiamo su, ci leviamo il pensiero e pure i patemi!
Come si sia passate dal voler acquistare calzini a spendere sessantaseivirgolatrentanove euri in libri e calendari è difficile da spiegarsi. 
A discolpa nostra, trenta euri di libro son un dono a Riccetto Godurioso, un libro fotografico di ricette montanare.
Il calendarietto da tavolo che ha preso Kermit è in onore del Che.
Il mio in onore di ranocchiette verdissime fra fiori dai colori shocking.
(un piccolo dettaglio: pensavamo fossero da tavolo, sbagliando).

domenica 1 gennaio 2012

Nel mentre, mi si è già rotto il gancetto del calendario nuovo.

Il primo giorno dell'anno ci si infarcisce sempre di tante parole propositi progetti.
Il secondo giorno dell'anno ci si inorgoglisce per esser riusciti a non cader in contraddizione.
Il terzo giorno dell'anno ci si industria a cercar scuse plausibili per fare quel che ci eravamo promessi di non fare e non fare quel che ci eravamo promessi di fare.
Il quarto giorno dell'anno ci si domanda ma perchè bisogna star a far propositi che tanto tutti i giorni son uguali agli altri.
Il quinto giorno dell'anno ci si domanda quando arriva Pasqua.

Vi auguro sogni a non finire
e la voglia furiosa di realizzarne qualcuno.
Vi auguro di amare quel che va amato
e dimenticare quel che va dimenticato.
Vi auguro passioni.
Vi auguro silenzi.
Vi auguro canti di uccelli al risveglio
e risate di bambini.
Vi auguro di resistere all’arenamento,
all’indifferenza,
alle virtù negative della nostra epoca.
Soprattutto, vi auguro di essere voi stessi.
 * Jacques Brel