mercoledì 27 luglio 2011

Bastarditudine causata da nube nevrotica permanente.

In Valle tutto prosegue sul binario di montagne russe sbullonate.
Il rischio di un macello è sempre più consistente, un crac emotivo et psichico di massa è lì lì per palesarsi.
Ma.
Perchè farsi del male e pensarci pure quando non sono in quell'infida palude?
Meglio pensare a Barbapapà e M.I.B.
No, non il pupazzetto di quando ero bambina io, che aveva un odore insopportabile, eppur li amavo talmente che ricordo chiaramente di aver avuto tutta la famiglia e di aver prediletto la figlia verde con l'occhio a mezz'asta.
Barbapapà è un collaboratore del ragioniere vicino di Valle.
Egli  è un gggiovane vecchio. Capello taglio bravo ragazzo. Pantalon col risvolto anni '80. Mocassini firmati Prada. T.shirt casual dai colori estremamente vivaci. 
Ma.
Egli ha l'occhio da pisolino appena concluso, una vocetta da chihuahua guaiolante, un corpaccione da, guardacaso, molliccio barbapapà vivente.
E no, l'altro non è il film, M.I.B. è uno sparuto figuro che abita dietro l'angolo rispetto all'accesso valligiano, fatto che lo colloca sulla nostra traiettoria mattino, pomeriggio, sera.
Egli ha un testiiiino piccolo, occhiali a fondo di bottiglia, una zazzera di capelli d'angelo svolazzanti, vesti anni '70 di tinta fra il canarino ed il ramarro. 
Egli, intuiamo, ci vorrebbe salutare. Quando ci incrociamo abbozza una sorta di sorriso sghimbescio. 
Ma.
Ha la pazzesca capacità di apparirci davanti quando meno ce l'aspettiamo. Provocando un immediato mutismo, causa necessità impellente di ridere.

lunedì 25 luglio 2011

Oltre confine, tutto bene, oltre confine.

Il titolo, una volta tanto, è significativo.
Pausa, pure significativa.
Codaliscia il passato weekend è andato a svroomare con la moto, di cui è un neofita appassionato, in Svizzera.
Ieri, non si sa come non si sa perchè non si sa quando, ma si sa che ha fatto tutto da solo, all'uscita da una curva ha tirato dritto e si è francobollato su un palo.
Risultato dello stampamento: clavicola rotta, sei costole rotte, polmone perforato.
Trasporto in elicottero svizzero in clinica svizzera.
Esatto. Tutti abbiamo pensato la stessa cosa.
Compreso il boss, che, per quanto preoccupato e giustamente partecipe, al telefono ha chiosato:
"Se hai bisogno di soldi, chiamami".

domenica 24 luglio 2011

Dell'amicizia all'essenza di zenzero.

L'amicizia è una di quelle parole che dovrebbero significare un qualcosa di indescrivibile.
Come si fa a dire cosa significa quel sentimento preciso e netto che non è amore non è simpatia non è affinità non è attrazione. Ma è. 
Come cantava il buon Dario, l'amico è.
E, per quel che mi riguarda, l'amico c'è. Anche dopo giorni, settimane, mesi, anni (oddio, anni rischia che non ricordi manco più il nome).
C'è anche quando non c'è, perchè è via, di testa di cuore di persona. Ma c'è l'essenza, aleggia sempre, ci si fa gran chiacchierate con l'essenza. 
E poi, quando torna la presenza, non ci si tratta come a carramba o suppergiù, no.
E tutto come se non ci si fosse mai persi di vista, come infatti è stato.
* lo zenzero è stata una licenza poetica, si sappia.

venerdì 22 luglio 2011

Codesto giuocar d'anticipo mi puzza d'intoppi all'orizzonte.

Ebbene.
Addirittura con più di due settimane d'anticipo, sono andata a comprar i solari per la montagna:
- crema acceleratrice d'abbronzatura idratante
- spruzzino protettivo idratante
- crema doposole con i brillini (sì, la vecchiaia mi sta rincojonendo definitivamente)
- la quarta non è solare, ma l'erborista umanamente ha concesso uno strappo alla regola, crema per il muso anti-age.
Esatto, quest'anno niente crociera.
Ed infatti nel compra 4 e ricevi un dono, ho potuto scegliere un fantastico telo-mare.
Turchese, fucsia, arancione o grigio. 
Grigio. Bisogna essere coerenti con l'anno corrente.
Inoltre.
Addirittura con più di due settimane d'anticipo, ho già da parte 5 libri (e metà di uno iniziato a marzo, che dovrò rileggere da capo, chè figurarsi se rammenterò qualcosa):
- Il gioco degli specchi di Andrea Camilleri
- Che la festa cominci di Niccolò Ammaniti 
- Il giardino dei segreti di Kate Morton
- La traiettoria della neve di Jens Lapidus (rido)
- Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Jonas Jonasson
- Mia suocera beve di Diego De Silva (è quello iniziato che rileggerò/leggerò).

mercoledì 20 luglio 2011

Fulminato di mercurio o criptonite.

Il momento migliore della giornata? Misery che mi reca in dono dalla vacanza sarda una bottiglia di mirto.
Il momento peggiore della giornata? Uno dei due clienti stracciaanime che mi piomba in cella cinguettando bellaragassaèsemprebellissimovederti. Con bis nella Cella d'Ingresso, mentre parlavo con una cliente.
Il momento esilarante della giornata? Marmotton da Bozen, che, lampante, comprendendo subito chi eran le migliori da frequentare, pranza con noi, al telefono con la coniuge scambiandosi amorevoli SonIlTuoRaggioDiSoleTuSeiLaMiaBiancaneve.
Il momento imbarazzante della giornata? Mentre nel parcheggio assolato (sì oggi siam tornati in estate all'improvviso) Kermit ed io ci aggiornavamo vicendevolmente sui deliri valligiani, prese da congetture di fondamentale strategia in prospettiva di quanto ci attende, da dietro l'angolo è apparso un soggetto munito di pantaloncini neri da ciclista e t-shirt di superman.
Non si fa. No. Soprattutto se sto parlando io. Che non riesco a dissimulare frenare ingoiare una risata neanche pensando alle più brutte brutture del pianeta, tipo Codaliscia gnudo).

martedì 19 luglio 2011

A novembre c'è ferragosto?

E hai presente quando vuoi fare un lavoretto bellino bellino? E sei concentrato, tranquillo, cosciente di quel che stai facendo, proiettato nella meglio riuscita di quanto hai in testa?
Ecco. Tu tienilo a mente.
Ora, immaginati un foglio, una mano che tiene fermo il foglio, un sigillo poggiato sul tampone d'inchiostro, l'altra mano che lo impugna.
Ora, il momento della verità, della speranza, dell'attesa, della soddisfazione in crescendo.
E una frazione di secondo, un alito di vento, un micromovimento e il sigillo impugnato e calato come sol mannaia da boia si schianta su un lembo di pollice.
E sofferenza fu.
(*ahia*)

lunedì 18 luglio 2011

Valleide - Capitolo I

In questi giorni son sopraffatta dagli acciacchi (dell'età, che la stagione non mi par il caso, anche se la stagione medesima non si sta comportando come dovrebbe comportarsi in quanto stagione di stagione).
E son pure stracca bollita ora di sera, per carità, non quella stanchezza da stramazzare attappettata per terra, ma quella accumulata in mesi e mesi e mesi e compressa e pronta ad esplodere in crisi isterica fra il pianto il riso la strage di massa la catatonia immediata. 
Ed è colpa sua, della stanchezza, evvia anche della stagione, se non mi sfogo scribacchiando di sera in sera come vorrei. Perchè c'è proprio zero voglia, e ce ne sarebbe da scrivere.
Mi rendo conto, però, che nei prossimi giorni ne accadran sempre di più, percui meglio iniziare con il cavallo di Troia della situazione.
PeloRosa. Come da copione, seppur in un balenio improvviso di insulti serrati e saettanti, ha preso la palla al balzo e se n'è involato via.
E il boss? Il boss se la gode come un procione davanti ad una ciotola d'acqua. Anzi, ha pure la faccia tosta di sottolineare come aspetti a far la telefonata di prassi, per ufficializzare la separazione poco consensuale,  non essendo in grado di trattenere la giuioia e la contentezza che codesto crac ha provocato nella sua personcina.

venerdì 15 luglio 2011

E dopo il riso, stasera crescenza.

Ieri sera, con Kermit, siamo andate ad aperitivare.
Niente di trascendentale, solita birretta solite patatine solite tartine.
Con, sorpresa! un assaggio godereccio pre-sabato.
Uscite dal bar, l'ormai solito acquazzone serale ci attendeva. 
Inzuppata, nella CharlieCar versione fornoamicroonde, accecata dalle secchiate di pioggia che venivan giù, ho sudato come nelle peggio saune.
Arrivata sotto casa, ho atteso quei dieci minuti che calasse l'intensità del diluvio, ho raccattato le carabattole e son scappata su.
Consolandomi, assaggiando tutto quel bendidio, senza manco cambiarmi. 
Stanotte l'inferno. Crampi, mal di stomaco, nausea, male al fianco destro, sudori freddi sudori caldi.
Stamattina l'inferno era assopito. E io pure. La sveglia ha dovuto drindrinnare più a lungo del solito.
Mi son alzata, mi son preparata, mi son trascinata in Valle, mi son incontrata con Kermit.
E l'inferno si è scatenato nuovamente.
A più riprese è tutto il giorno che sono un'ameba funestata da attacchi di lancinanti dolori (se le amebe soffrono di lancinanti dolori, dubito). 
Il dubbio. Saranno stati i ribes? Sarà stata la doccia nella pioggia? Sarà l'appendice irritata?
Sarà quel che sarà, mi sento come se avessi avuto otto influenze una dopo l'altra.
E ringrazio il dio delle farfalle di aver fatto cambiare idea all'Uomo delle Farfalle. Ci mancava di dargli buca.

martedì 12 luglio 2011

Ed ora v'è un rumorino sferragliante che ier non v'era.

Oggi il tecnico della fotocopiatrice, quello che quando ero una valligiana giovine et innocente guardavo con gli occhioni a forma di cuoriciuone, mi ha salvato, è diventato il mio eroe imperituro.
Egli stava sacramentando dietro l'incapacità delle impiegate di trattare con garbo et creanza le fotocopiatrici (trovando nei meandri meccanici della mia adorata SuperMegaFaccioTuttoIo una strisciata di scotch risalente all'epoca di Bearzot, ma forse pure Herrera), io stavo tortorellando scherzosa e maliziosa, d'altronde non son più valligiana giovine et innocente, quando.
Quando toc toc! s'apre la porta ed è lui, uno dei due stracciaanime che mi perseguitano, solitamente al telefono. (nouuu).
Mi chiede come sto, se va tutto bene, se vado in vacanza, quando, se patisco il caldo, se sono stanca, se c'è ErMutanda. Colgo la palla al balzo e lo spedisco nella cella adibita all'ingresso.
Il tecnico, appena l'elemento disturbante s'è chiuso la porta alle spalle, mi guarda, ammicca e mi fa i complimenti per gli ammiratori.
Non faccio in tempo ad insultarlo come merita e come mi darebbe estrema soddisfazione che.
Toc toc! - Charlie volevo salutarti, ringraziarti, chiederti  uscire (no, no, non tu me lo devi chiedere, no no no!)  una precisazione per quello che ho chiesto a ErMutanda. (e chiederla direttamente a lui, pareva brutto?), ma tanto lo devo richiamare domani, non vi disturbo oltre, buona giornata.
Il tecnico mi riguarda, mi riammicca, e raddrizza il tiro dello sfottò. 
Complimenti per le conquiste.

lunedì 11 luglio 2011

Disdetta e disappunto.

Siamo a lunedì.
Dopo un weekend passato a pensare a come impostare una sorta di discorso arzigogolato, pieno di incisi, fioriture, precisazioni, adulazioni, da rifilare al boss rientrante per giustificare un paio di minch capper pratiche da me imbastite pur sapendo che non avrei dovuto imbastirle.
Siamo a lunedì.
Mi solleva il fatto di essere sola per tutta settimana, Misery è in ferie, e non mi ha lasciato neanche l'incombenza di innaffiare la miseria, tanto quella in Valle sopravvive benissimo con l'aria.
E invece mi ritrovo Fhfh, che compiva pure gli anni, e figurarsi se mi son ricordata di farle gli auguri. E li ha compiuti pure Krukken, a cui mi son ricordata invece di farli. Due secondi prima. Ma la torta l'ha portata Smutandata, che però gli anni li ha compiuti il 2 luglio. Ma il 2 luglio era in vacanza il boss. Vorrai mica portar torte che non possono allappare le lingue giuste?
Siamo a lunedì. 
E io come una discola dodicenne avevo il mantra continuato chealbossvadabeneciòchehofatto. E il boss è arrivato, mi ha ascoltato, ha fatto spallucce, m'ha detto sì. E m'ha pure difeso nell'eterna guerriglia con Pelorosa.
Siamo a lunedì.
E ripresa la respirazione normale, il colorito sano, l'umore splendido, ho lavorato solerte serena e convinta, come una pulzella sedicenne, che quando una giornata comincia bene e prosegue meglio finisce in meraviglia.
Siamo a lunedì. Sera.
E son passata dall'Uomo delle Farfalle, soprattutto per accordarmi per l'ora di incontro di sabato. E sbam! lui ha detto no. E neanche per un aperitivo.
* son talmente sollevata, nondimeno, dallo scampato cazziatone col boss che non ci son manco rimasta male.

domenica 10 luglio 2011

Una ficcante realtà.

Ieri, presa da impulso godereccio, l'ho afferrato, pregustandone la delizia che mi avrebbe pervaso a tempo debito.
Poi, presa da rimorso, ho rivangato il motivo per il quale l'ho evitato negli ultimi anni, nonostante il gradimento quasi assoluto.
Quindi, presa da una botta d'ottimismo, mi son detta che son stata talmente brava a resistere alla tentazione peccaminosa per mesi e mesi, che il fato mi avrebbe arriso e sarebbe andato tutto per il meglio.
Perciò, presa dalla voglia tipica della domenica pomeriggio lugliesca, l'ho preso scosso e slurpato, con sublime piacere.
Infine, presa da sconforto retroattivo, mi son capacitata che il fato non mi ama. I pezzetti di more e lamponi dello yogurt continuano ad incastrarsi fra i denti. 
Estirpazione nervosa dolorosa compulsiva inutile.

giovedì 7 luglio 2011

Acqua grigia, acqua torbida, acqua pesante, acqua gratis.

Sintomatico.
Non c'è che dire.
Seconda settimana di Valle con boss vacante et vacanziero.
Ed arrivo a sera stramazzante di stanchezza.
Non si spiega.
Anzi sì. 
Siamo una Valle di pazzi, niente di più niente di meno.
L'unico momento gemma della settimana:
mercoledì mattina, si archiviano le pratiche dell'anno scorso, nelle segrete fra ragni e ragni.
Codaliscia, unico uomo (...) con quattro fagianelle. Sì, pure io me.
Mentre sbuffiamo sudiamo ingrigiamo egli mi ansima (e non si fraintenda che mi si offende nell'intimo del buongusto): 
* "Sai, Charlie, io all'intervallo, vado in palestra ma mica faccio il tapì-rulàn."
- "Eh, Codalix, hai già dato stamane, fai qualcosa di defatigante..." 
* "No, no, non hai capito, io vado in palestra per usufruire della doccia!" 
- "... ...ma scusa, non puoi andare a casa a farla?" 
(infatti, mica abita in chissà quale paesiello sperduto nell'hinterland distante chilometri di code, no, egli abita a 5 minuti di cammino dalla Valle)
* "ah...beh, sì, potrei fare anche così...deciderò".
Dopo il risparmio sullo zucchero, il risparmio sull'acqua calda, a breve ci saranno ammanchi di carta igienica, me lo sento.

lunedì 4 luglio 2011

L'altra, quella con la e.

Oggi, nella pausa pranzo, non avendo la mia amicicia Kermit, e neanche il solito appuntamento con OcchiBelli e le sue manone massaggianti, son rimasta in Valle, triste e solitaria, io non la Valle.
(tranquillamente, poi, sono uscita un'ora prima, tranquillamente et ovviamente)
Ad un certo punto, arriva Colei Che Un Tempo Era Linguetta Poi Non Più Ed Ora Esaù. 
(ella mi odia avendo scoperto chissà come putrella sia potuto accadere! il mio precedente blog, sulla falsa riga di questo, blog in cui non ero propriamente gentile nei suoi confronti).
Pensavo andasse in cucina a scaldarsi la sua ciotola di cibo, e pensavo in parte bene. 
In parte no, si è fermata. 
- Ma hai visto la Charline? 
Oddioddioddio m'ha trovato pure il nuovo macomestrafavafà? ho annaspato fra me e me.
Ostentando serenità che non mi apparteneva, ho farfugliato un come stitico, nel contempo tentando di elaborare una scusa campata sul nulla, riflettendo altresì sulla sfacciataggine imprevista della ColeiCheUnTempo, che essendo allo stato attuale in versione depressa-stressata non ha alzate di cresta aggressive da mesi e mesi. Eproprioconmedovevaringalluzzirsi?
Mi ribatte:
- Ma sì, hai visto che serietà tremenda aveva al matrimonio?
(e perforza era triste, cacchio Umberto Tozzi che canta al proprio matrimonio, cacchio).

venerdì 1 luglio 2011

Numeri numeri numeri.

Dalle 8 alle 12. Tutti i venerdì. Fino a, data da destinarsi.
Questo il lavoro extra commissionatomi dal boss, non su mio suggerimento, per quanto, quattrini in entrata di questi tempi fan sempre comodo.
Questo lavoro extra consiste nel trascrivere date ed importi su caterve e caterve di originali. Il biennio 2009-2010. 
Tenuto conto che il venerdì mattina, per quattro ore, faccio solo quello, non vengo interrotta da nessuno, non parlo con nessuno, vabbè ogni tanto con il pc ma non conta, mi sto capacitando di quanto fosse molesto il mestiere dell'amanuense.
Ed insieme a me se ne sta facendo una dolorosa ragione il mio pollice destro, che si sta gonfiando come un cotechino.
Sperando di aver finito l'incombenza ora di Capodanno.