Visualizzazione post con etichetta CharlieB. e le sue pensate. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta CharlieB. e le sue pensate. Mostra tutti i post

lunedì 27 aprile 2020

Il radicchio, questo sconosciuto.

Ci voleva l'isolamento forzato per scoprire a cinquant'anni che mi garba proprio!
Ci voleva che mi mettessi a ragionare di ottimizzare quelle giornate in solitaria, in evidente impossibilità di uscire a pasteggiare con colleghe, a cenare con amici, a bersi un birrozzo, anzi facciamo due, il sabato sera, a festeggiare compleanni anniversari nascite assunzioni esami riusciti.
Insomma, vista la mancanza di occasioni e compagni di gozzovigliamenti, ho elaborato il pensiero agghiacciante: Mi Metto A Dieta.
Perché ho dovuto ammettere a me stessa che la menopausa é stato un cataclisma proprio come dicono. Io, fra me e me, borbottavo,  ma figuriamoci, io mi ci metto e vedrai che torno in forma in poco tempo. 
Ed infatti. 
Dopo un anno sette chili in più. 
Dopo due anni, sempre sette chili in più, che non son calati ma manco a far la fame più nera. 
Certo, mi impegnavo durante la settimana, se non c'erano festeggiamenti random, ma il sabato sera? Liberi tutti e strafoghiamoci!
Ed arriviamo quindi a metà marzo. La decisione di affidarmi ad un professionista competente, gentile e con un piano alimentare vario e gradevole.
E, lasciando da parte il dimagrimento (ah beh però la pizza il sabato sera con birretta non si tocca!), per quanto mi stia dando grande soddisfazione, posso affermare che una delle mie più ferme convinzioni alimentari é stata sfataTa. 
Il radicchio mi piace tantissimo, perdinci!

sabato 11 aprile 2015

Alle cascine messer Aprile

Oggi è una bella giornata, anche ieri per la verità, ma era venerdì, oggi è sabato.
Sia come sia si sente la primavera, si ha voglia di gettar alle ortiche cappotti berrette e sciarpe e mettersi magliette colorate, occhiali da sole e rispolverar la bici.
Già che c'ero ho fatto un lievissimo repulisti qui che ero fuori sincrono di brutto.
La lettura attuale è il terzo volume della serie L'Amica Geniale della misteriosa Elena Ferrante (lo dico, nel mio piccolo, per me a scrivere è un uomo, poi se è veramente una donna, bravissima a confonder le idee).
La quadrilogia (si dice?!) tratta dell'amicizia/rivalità fra due donne, dall'infanzia all'età adulta. 
Una lettura a tratti barbosa, ma sempre scritta accattivante invitante a proseguir per scoprir che accade, quando in realtà accade la vita, coi suoi alti e bassi. Libri (per ora due e mezzo) che fan riflettere pensare paragonare incazzare rimpiangere. Una bella lettura (seppur a tratti dueppalle quadre).
L'oroscopo della settimana? Sia chiaro, è per puro divertimento scanzonato che lo seguo. Sia per Brezny che è sempre originale sia perchè seppur vagamente una spolverata di stelle ci aleggia intorno dalla nascita (su dai!). Come non ammettere che noi cancretti siamo un pò pucciosi, amanti delle abitudini, attaccati al nostro nido, acque chete che, se correttamente stimolate, rompono i ponti?
E, per star sul pezzo e sul momento, ammetto anche che le tremolanti ansie che solitamente accompagnano i miei slanci sentimentali si son dissipate nell'allegra guasconeria che ultimamente mi contraddistingue.
Alle volte invecchiare fa bene.

domenica 8 aprile 2012

Coccodè.

Buona Pasqua a te!

lunedì 13 febbraio 2012

E avrei anche da andar dal dentista. Ma faccio pure finta di no.

Dopo quattro mesi, finalmente oggi son andata da OcchiBelli, la mia estetista di fiducia.
Che poi.
Finalmente, ma de che? Un'ora di concentrato dolore.
Fiducia, ma de che? Una sadica professionista mancata.
Col sottofondo del tg5 per giunta.

sabato 12 novembre 2011

Il palindromismo del 21.02.2012 mi garba vieppiù.

Che si sappia.
Ieri non ho scritto nulla mica perchè ero impegnata in qualche appuntamento galante, in qualche summit lavorativamente interessante, in qualche complotto alieno.
No, ho voluto dimostrar solo che non me ne fregava niente della data. Nè dell'eventuale sfiga o fortuna che avrebbe portato
Anche se, col senno di poi, mi rendo conto di aver incamerato ipotetica sfiga o fortuna, al contrario.
In realtà era una scusa per non dovermi impegnare a scrivere.
Che poi non ci voglia un grande impegno lo so bene, ma in questi giorni son talmente sfibrata e snervata dall'ambiente valligiano che, ora di sera, ho solo voglia di impantofolarmi e far svagolare i neurini a casaccio.

domenica 6 novembre 2011

Sette, e pure pesanti.

Son giorni in cui i pensieri scappano su sentieri impervi scivolosi oscuri.
Son giorni in cui mi è difficile scantonarli inscatolarli accantonarli, questi pensieri.
Son giorni in cui mi è difficile accettare che certe cose non si possono sistemare. Certi eventi non si possono cambiare. Certe persone non si possono aiutare.
Son giorni in cui mi è difficile. 
(pare che dicano mangia che ti passa, 
io eseguo)

martedì 1 novembre 2011

Tempi moderni. Ma dopo il moderno cosa ci sarà?

Io ricordo, quasi senza dubbi, che da bambina guardavo in tivù le avventure della leonessa Elsa, Nata libera? Sì, mi par proprio di sì.
E pure quei due squinternati di Starsky & Hutch e seguivo passo passo le vicende della famiglia Ingalls nella piccola casa nella prateria.
E non vedevo l'ora, la mattina dopo, di arrivare a scuola per raccontare al Robi e alla Gabri cosa ne pensavano, se avevano riso o pianto o inveito come me alla visione. E chiacchieravamo fittifitti, sia fuori dal cancellone, e poi alla ricreazione, e poi pure all'uscita, vicino alle bici.
Io ricordo, senza dubbio alcuno, che nei primi anni '90 seguivo febbrilmente Jarod e i suoi patemi.
E prima della visione, spegnevo il cellulare, che sia mai mi disturbasse qualcuno. E la mattina dopo, contenta come una pasqua, pranzavo con la Glò, scambiandoci le nostre teorie sul perchè era successo così e colà a questo o a quello
Ora non mi perdo una puntata di Dexter e le sue sanguinolente storie. 
E tengo a portata di mano il cellulare, chè Kermit ed io lo guardiamo in contemporanea, e ci scambiamo commenti immediati. 
E la mattina dopo, davanti al caffè, beh, sì ne parliamo, ma senza quella sorpresa, quell'intripparsi in congetture costruite passo passo confluendo le pensate di entrambe.
E mi son resa conto che l'avvento del cellulare si è mangiucchiato via un altro pezzetto di infanzia. Mi manca quello scalpiccio di voler veder gli amichetti per raccontarsi cose che finchè non ci si vedeva non ci si poteva raccontare.
Ah, le riflessioni che scaturiscono dal dover ricaricare il cellulare il primo novembre, ritrovandosi il sito della propria banca in manutenzione straordinaria!

giovedì 13 ottobre 2011

Problema. Svolgimento. Soluzione.

Ho comprato due vasetti di marmellata, più piccoli dei cinque presi in Trentino quest'estate, spendendo più del doppio. Quanto è golosa CharlieB?
Il vasetto di marmellata al mirtillo echinacea e propoli, disse RicciolettoGaudente, è un toccasana per questa stagione che non si capisce bene come svestirsi e ci si ritrova costipati e daffeddadi. E sarà pure un portento ma di godurioso non ha assolutamente nulla.
Il vasetto di marmellata alle albicocche e caffè, ops, mi resi conto codesta mattina, ops, è una marmellata per formaggi, ops. Cioè, io non ne ho mai prese, che il formaggio mi piace nudo e crudo come mammamuccapra lo fece, però, dico, se lo spalmo sulla fetta biscottata sarà mica veleno per topi, giusto?
Ho fame. Son stata alle 14 dal dentista a tirar via il ventipercento del dente cascato ad agosto.
Ho fame. Non posso mangiare nulla se non yogurt e gelato fino a domani.
Ho fame. Gelato pistacchio nocciola amaretto, da treeurieventi.
Ho fame. Se puccio la fetta biscottata spalmata nel tè per ammollarla e poi la lascio raffreddare si rassoderà?
Ho fame.

lunedì 8 agosto 2011

Riflessioni di una lucertola attempata.

La prima nota dolente è che i vicini di villeggiatura, nostra la villeggiatura loro qui abitano, han deciso di ristrutturare la casa nel mese di agosto.
Con gran fracasso di assi martelli muratori bercianti betoniere rotanti e cotillon.
La prima nota gaudente è che qui piove  meno che in Brianza. E la temperatura è più mite. 
Ciò è un gran sollievo, altrimenti la prima nota dolente sarebbe stata la scoperta che è stato abbattuto fin alle fondamenta il negozietto dove di anno in anno compravo le pantofole felpate.

domenica 24 luglio 2011

Dell'amicizia all'essenza di zenzero.

L'amicizia è una di quelle parole che dovrebbero significare un qualcosa di indescrivibile.
Come si fa a dire cosa significa quel sentimento preciso e netto che non è amore non è simpatia non è affinità non è attrazione. Ma è. 
Come cantava il buon Dario, l'amico è.
E, per quel che mi riguarda, l'amico c'è. Anche dopo giorni, settimane, mesi, anni (oddio, anni rischia che non ricordi manco più il nome).
C'è anche quando non c'è, perchè è via, di testa di cuore di persona. Ma c'è l'essenza, aleggia sempre, ci si fa gran chiacchierate con l'essenza. 
E poi, quando torna la presenza, non ci si tratta come a carramba o suppergiù, no.
E tutto come se non ci si fosse mai persi di vista, come infatti è stato.
* lo zenzero è stata una licenza poetica, si sappia.

domenica 5 giugno 2011

Ah, ma domani è lunedì?

No, non mi arrendo.
No, non mi smonto.
No, non mi incazzo.
No, però.
Se il cielo è nuvoloso, ma con quel ventusèl che non si capisce bene cosa porti o cosa porti via, e, dopo aver scrutato a nasinsù la volta grigiotopo per circa un quarto d'ora, decido di zavorrarmi l'ombrello scozzese e impaludarmi nella giacchetta bianca. E poi? Non piove, anzi, esce un sole equatorialesco.
Se il cielo si ripresenta nella colorazione fra il fumo di londra e lo smog di milano, ma con quell'ariaccia che accappotta lo stendino inavvertitamente dimenticato sul balcone, e, dopo aver storto il nasotto memore dell'ultima decisione presa in merito, decido nuovamente di imborsare l'ombrellino a puà di millemilacolori. E poi? Non piove, anzi, sudo come se avessi sulle spalle Misery e Bretelle Sbrindelle addormentati.
Se il cielo è soleggiato, con quel refolo che invita dolcemente a sciabattare senza pensiero alcuno,  e, seraficamente, decido di uscire con infradito e pantaloni bianchi. E poi? Non piove, anzi, diluvia come negli ultimi tre anni, ma tutt'insieme.
Non mi arrendo. Non mi smonto. Non mi incazzo.
Mi sconforto e basta.

venerdì 20 maggio 2011

Domani è un altro giorno. E, pare, dicono, l'Ultimo.

Sai quelle mattine che ti svegli cosciente di cosa vuoi fare, di essere in grado di farlo, di programmarlo, organizzarlo, metterlo in atto, e portarlo al termine?
Ecco. Stamane ho deciso di mettermi a dieta.
Poi, ho riflettuto che.
E' venerdì.
Domenica sono a pranzo fuori con tutta la Brown family.
Non ho più la cyclette. Ma dov'è?
Ma fagnente.
E' venerdì e si è andati di pesce (mica vero, si è andati di pasta e zucchine).
Domenica berrò acqua (mica vero, cioè, diciamo che mi ci impegnerò a limitarmi).
La cyclette era stata messa in cantina, prima dell'imbiancatura. Talmente impolverata da far credere al mi' babbo di non essere più stata usata da un secolo. Talmente, infatti, da essermene accorta, della sua assenza, due settimane dopo la conclusione della stanza ridipinta.

domenica 15 maggio 2011

Ma le comunioni quanto son noiose?
Sia quando si era ottenni (ora han diec'anni, ma son quasi certa che io ne avevo otto) e non si voleva indossare quel dannatissimo abituzzo bianco, col velo per giunta, e pioveva che ti inzaccheravi tutta e la mamma ti voleva pure mettere il golfino fatto a mano, ed in chiesa ti scappava da ridere e pure quel che avevi da fare, ed il dolce arrivava sempre quando eri strapiena e strapresa a giocare a nascondino. 
Sia quando si è invitati. Una mandria infinita di parenti impaludati, imparruccati, imbellettati, una mandria scalpitante di mocciosi di svariate dimensioni età e lagnazioni, una mandria devastante di mamme nonne zie che Non urlare! Non correre! Non mangiare troppo! Non sudare! Non muoverti!
Sia quando disturbano il sacro rito della domenica mattina al bar con cappuccino e giornale gossipparo.

domenica 1 maggio 2011

Buchi spazio.temporali

Le ciabatte.
Non fa ancora abbastanza caldo da accantonarle per rispolverare le infradito. 
(che, in ogni caso, se non ricordo male, stavan sbriciolandosi passin passetto).
Le ciabatte, dicevo.
Non hanno affatto il giusto tempismo.
Han perso la battaglia contro gli alluci in netto anticipo sull'arrivo della caldazza.
(o è la caldazza in marcato ritardo sulla stagione in corso).

venerdì 22 aprile 2011

Ciabatte e cioccolato

Ci sono eh.
Non sono andata in letargo.
Tantomeno sono andata in vacanza a Bora Bora.
Ero solo stanca. Mentalmente più che altro.
Fare diversi lavori tutti urgenti, tutti sconosciuti, tutti alla cieca, è stato sfibrante esaltante e gratificante.
Ora di sera non sapevo manco come mi chiamavo.
Ora di notte sognavo quello che avevo fatto, come in un mantra.
Ora di mattina ero pronta per una nuova avventura.
Ognuno sopravvive come può alle proprie misere spade di Damocle.
Sia come sia, ringrazio quel che c'è da ringraziare,  per avermi già fatto passare, anni et anni or sono, in un'atmosfera lavorativa pesante, fatta di silenzi e spocchiaggini sparse.
Saper fare spallucce in simili frangenti è una manna, per l'umore e per il fegato.
(e buone gite pasqualine a chi parte!)

domenica 10 aprile 2011

Pasticceria Pippio, e sai cosa sogni.

Stasera festeggiamenti grossi.
Mi son pesata, ansiosa.
Ebbene, da non credersi! son ben un chilo sotto la soglia famigerata, soglia che pensavo di superare ancora largamente.
E festeggiamenti furono.
Tentati.
Perchè non ho comprato pastrugni di sorta, per non cadere in tentazione (quando una ha queste botte di ingegno è solo da plaudire).
Perchè nella desolazione ho arraffato la vaschetta del triste gelato confezionato di mammà.
Gelato alla panna. Tristezza suprema.
Ma, ideona.
Un paciugo di due cucchiaiate di gelato triste et una cucchiaiata di nutella pralinata.

lunedì 28 marzo 2011

A volte le certezze che cadono non son un'immensa delusione.

E' brutto a dirsi, lo so.
Ma andare dall'estetista per il massaggio settimanale e scoprire che esistono fanciulle che per la ceretta devono pagare un sovrapprezzo dovuto alla smodata quantità di pelume estirpatole, è di gran conforto e rasserenamento interiore.
 (Misery di ritorno dalla settimana veneziana passata - apparentemente - influenzata, mi ha portato un segnalibro fatto a mano - apparentemente - a Burano: bellissimo, ma, come posso usarlo? Si sporcherebbe e sicuramente lo sfilaccerei!)

lunedì 21 marzo 2011

Titillanti papille tornate. Che noi si muoia integre!

L'appetito non m'è mica passato in questi giorni di debilitazione. Figurarsi.
Però, avevo perso tutte le papille gustative, scappate a gambe levate alla vista della colata chimico-farmacologica ingurgitata e dall'orripilante aroma limoneggiante delle caramelle emollienti.
Quindi la fame c'era ma era inutile e frustrante.
Aver da mangiare e non sentire i sapori è stato il disturbo più fastidioso, a parte l'attuale strascico di tosse con scia rantolante.
(lo dico a bassa scrittura per non dar troppa evidenza alla cosa, beh, ho infettato Misery: da giovedì scorso ha avuto febbre etc. etc. mentre era in gita.regalo.di.compleanno a Venezia, credo voglia uccidermi, e siam già a quota tre papabili CharlieKillers)

domenica 20 febbraio 2011

Tema: la mia stagione preferita.

Hai presente quel nonsochè che ti scalpita dentro.
Quando senti che c'è qualcosa da resettare, quando c'è voglia di dar aria ai pensieri, c'è quella sensazione di scatoloni da imballare.
La primavera è questo per me.
Aprir le finestre, rimboccarsi le maniche, sbaraccare il vecchiume, il polveroso, il già.dato.grazie.
Poi, una volta disbrigato le faccende ingombranti, scavalcar la finestra, lasciar ciondolare le gambe sorridente e oplà, saltar fuori.
(rendendomi conto, scrivendolo, che ho sempre la predilezione per gli avvii, gli inizi, gli incamminamenti; epperforza! il percorso è quasi sempre lo stesso, sopravviene quel senso di cavie da combattimento, quello sguardo da ellosapevochefinivacosì).

mercoledì 16 febbraio 2011

Cam-bi-O!

No, non cambio vita (sia mai che finisca a coglier anguille in Thailandia - casomai in Thailandia ci fossero anguille, e se le pescassero e mangiassero).
No, non cambio blog (sia mai che fonda definitivamente il neurone a cercar di capire codici a me profondamente ostili).
No, non cambio lavoro (sia mai che riesca a liberarmi dalla Valle ed i suoi abitanti, certo se finissi in Thailandia potrei portarmi appresso Latoya come esca per le anguille).
Ebbene, cambio turno di riposo settimanale. Anzi. Non solo io. Tutti.
Tutti a casa di venerdì. Tutto il venerdì. Dal primo marzo.
E nel raccontarlo al Ricciolo Gaudente egli ha lanciato un Potreste trovarvi un lavoretto per quel giorno lì. E noi si è ribattuto prontamente con un Maccerto se ci chiedi di venir qui non ci penseremmo due nanosecondi di troppo. E lui ha elegantemente chiosato con Sarebbe proprio una bella cosa.