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domenica 11 dicembre 2011

C'era, c'era.

Ieri ero in Trentino, nella località dove solitamente bazzico d'estate.
Ieri era il 10 dicembre, non solo nella località dove solitamente bazzico d'estate.
E porcaloca cosa c'è di più deludente di un paesiello circondato dalle dolomiti, non solo senza neve, e questo lo si sapeva già, ma senza addobbi natalizi, senza ghirlande verdi fiocchetti rossi filamenti argentei campanelle dorate e tutto l'armamentario idoneo?
Vero è che dalle mie parti nell'amena bassa brianza han imbellettato tutte le strade già al 2 novembre. Vero è che dalle mie parti nell'amena bassa brianza neanche tutti i fronzoli sperluccicanti del mondo basterebbero a far scaturire un barlume di spirito festaiolo.
Però, mannaggia, una delusione tale che la polenta con brasato e funghetti e assaggio di otto dolci della casa han lievemente mitigato (forse i dolci erano sette).
L'unico momento d'euforia della giornata?
Le risate nel ritrovarsi al freddo per mezzora in coda in attesa dell'apertura del discount dove vendono un fantastico salamino felino ungherese. 
Risate congelate al pensiero che magari l'insaccato bramato non ci fosse.

lunedì 19 settembre 2011

CharlieB., una lupetta sprecata. (ahia)

Ho voluto fare la mia brava parte di giovinotta a zonzo per la natura?
Ho colto l'occasione di un invito amicale per far tappe enogastronomiche nella campagna veronese?
Ho pensato che mi sarei goduta buon cibo, buon vino, buona compagnia e buon clima?
Ok.
La campagna non era campagna ma era montagna.
Il tempo s'è guastato a neanche metà scarpinata per tormentarci lungo tutto il saliscendi con folate di vento e piovaschi.
Non ho potuto bere granchè dovendo rientrar nel pomeriggio (e già sobria ho i miei problemi figuriamoci altrimenti).
Oggi mi son resa conto di aver muscoli che credevo estinti. Ed un livido che mi ravviola l'avambraccio sinistro di cui non ho alcun ricordo, se non la possibilità di aver avvinghiato qualche tronco per evitar di spiaccicarmi su quegli infidi ciottoli rupestri e scivolosi.

domenica 18 settembre 2011

Se in Trentino spopolano le api, in Veneto le zanzare-tigri.


Non mi sono persa.
Ho solo sbagliato numero civico. Che vuoi che sia fermarsi al n. 6 al posto del 42. Per me, dettagli inutili. Forse per il navigatore è vagamente più grave lo sbaglio.
Ora ho da smaltire due giorni di vino, aperitivi e squisiti pranzetti. E cinque ore e mezzo di scarpinata mattutin domenicale in mezzo a boscaglia e pioggia.
La nota positiva è che ero talmente stanca da non aver avuto l'energia necessaria per agitarmi riguardo il viaggio di rientro.

martedì 30 agosto 2011

I miei 50 centesimi no no no.

No. No. E ancora no.
Non posso sottopormi ad una simile sofferenza.
Sapendo che poi dovrò reimmergermi nella Valle di Lacrime e nei suoi miasmi fantasmi e cataplasmi.
Sapendo che mi attende un impolverato macchinario di indicibile tortura, produttore di sudore al sol pensiero.
Sapendo che ho ancora un giorno per indulgere nel clima vacanziero.
No.
Non mi appollaierò sulla pesa prima della partenza.

domenica 28 agosto 2011

Quasi conto alla rovescia.

Scampoli di ferie.
Rimangono 3 giorni. Poi si rientra. In modo traumatico. Si dorme e poi si va a lavorare.
Giusto ieri il top pinzolese. Sfilata delle giovenche della valle. No, non ho partecipato. Credo di essere stata esclusa per l'età. Ho più di 24 mesi. Più o meno.
Fra le bancarelle locali fra il pittoresco e l'alimentare, ho scovato il santo graal. Un apicoltore che produce di tutto di più a base di miele e propoli.
Vuoi che non ci abbia speso le mie brave manciate di euro?
Miele di tarassaco, marmellata di mirtillo, shampoo al miele e calendula, bagnodoccia al miele e lavanda, caramelle di miele ed eucalipto, tre candele, tre vasettini di marmellata frutti di bosco e mirtillo, due di miele con pasta di nocciole. E ho ancora due giorni per rimpinguare il bottino.
(si comprenda, son giovani, son vacche, son eccitate dal tripudio).

mercoledì 24 agosto 2011

Confettura et fregatura

Uno dei crucci di questa estate torrida (almeno, così mi pare) è cosa regalare ad amiche e colleghe al rientro.
Per mia fortuna sono tre creature in tutto.
Per mia sfortuna c'è carenza di presentini decenti et economici da comprare.
Certo, son in Trentino, mal che vada ci son prelibatezze di miele o speck o formaggi o confetture a cui attingere.
Oggi, giuoia e tripudio. Il mercatino artigianale.
In una bancarella l'Eldorado. Confetture senza zucchero con succo di limone e polpa di mele ai vari frutti. Uh, perfetto. Ne prendo una d'albicocche per me, una di ciliege per Kermit. Poi, il miele al caffè per Esaù e magari pure per Misery (anche se il caffè forse non sarebbe troppo indicato, forse).
Tutta concentrata sul riepilogo di quanto acquistare, mi cade l'occhio sul grembiule del bancarellista a lato di quello dove son appostata io. PassionFruit da Monza.
Un sottile sospetto si insinua. Vuoi vedere che...?
Prendo uno dei vasetti di marmellata, giro l'etichetta.
L'amara sorpresa. Delizie dall'arnia prodotti in Besana in Brianza.
Ma no.

domenica 27 marzo 2011

Leonardo, la Brianza e i sotterranei.

E' fantastico essere invitati ad una gita da gente che non si vedeva da anni e anni e anni.
Un pò meno che il punto d'incontro sia alle 13 di domenica davanti all'incrocio del cimitero.
Un pò ancora meno quando alle 13,05 inizia a piovigginare e non si vede nessuno e inizi a dubitare di aver compreso bene il luogo di ritrovo e prendi il cellulare e chiami e ti risponde la madre dell'amica ritardataria che ti dice che ella non abita più lì e che il cellulare, sì, ce l'ha ma non lo usa.
Non faccio in tempo a mettermi sulla via di casa, mesta rassegnata e inumidita quando...eccoli!
Giubilo e tripudio nel mio cuoricino tali che smette pure di piovere.
La gita è piacevole, zeppa di scarpinate, di ricordi adolescenziali - beh, ricordi, ricordavo la metà della metà di quel che ricordavano loro - stupore per posti splendidi che mai uno immaginerebbe esistessero ad un tiro di schioppo da casa.
E queste giornate organizzate dal FAI son da vivere e sostenere anche per questo.
E l'organizzazione è stata impeccabile, pure la navetta bus che ci ha portato fuori e poi riportato in centro puntualissima, pure i ragazzini delle medie istruiti a far da guide nei vari luoghi d'interesse han svolto il loro compito con precisione e serietà - e malcelata timidezza mista ad emozione.
Le fotografie (ahime e vivavoi)  non si potevano fare.
E l'inclemenza del clima han fatto passare la voglia di tirar fuori la cam per il paesaggio.
(o quasi)

sabato 8 gennaio 2011

E snasandomi mi sento un chicco di caffè stantio.

In otto giorni di 2011 son già andata a Milano due volte. 
Se presagio è, spero sia foriero di viaggi frequenti e non di pendolarismo metropolitano imminente.
Sia come sia, ogni tanto la Charlie fa quella che va alle mostre d'arte.
E quando lo fa, si sappia, piove sempre.
E sia mai che vada con l'ombrello scozzese d'ordinanza che poi non so dove appoggiarlo, e, quando l'appoggio, chi se lo ricorda più, e poi sgoccioli ovunque e gli uscieri ti guardan male, e le cameriere ti accerchiano con secchiate di segatura, e le sciurotte te lo ladrano che fa pandàn con la loro sciarpetta natalizia.
Ombrellino piccino, perciò. Che seppur umidiccio si ficca benissimo nella tasca esterna della tracolla da combattimento.  Perfetto.
Se non fosse che il pomello spuntava spavaldo, ed infame ha arpionato la manica del giubbotto, mentre prendevo la tazzina del caffè, producendo un effetto catapulta tale da lordarmi, in ordine sparso, giubbotto cappello tracolla ombrellino ed entrambe le mani.
(per la serie: meglio tardi che mai.
E no, non ero ancora aromata)