Ieri ero in Trentino, nella località dove solitamente bazzico d'estate.
Ieri era il 10 dicembre, non solo nella località dove solitamente bazzico d'estate.
E porcaloca cosa c'è di più deludente di un paesiello circondato dalle dolomiti, non solo senza neve, e questo lo si sapeva già, ma senza addobbi natalizi, senza ghirlande verdi fiocchetti rossi filamenti argentei campanelle dorate e tutto l'armamentario idoneo?
Vero è che dalle mie parti nell'amena bassa brianza han imbellettato tutte le strade già al 2 novembre. Vero è che dalle mie parti nell'amena bassa brianza neanche tutti i fronzoli sperluccicanti del mondo basterebbero a far scaturire un barlume di spirito festaiolo.
Però, mannaggia, una delusione tale che la polenta con brasato e funghetti e assaggio di otto dolci della casa han lievemente mitigato (forse i dolci erano sette).
L'unico momento d'euforia della giornata?
Le risate nel ritrovarsi al freddo per mezzora in coda in attesa dell'apertura del discount dove vendono un fantastico salamino felino ungherese.
Risate congelate al pensiero che magari l'insaccato bramato non ci fosse.




