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domenica 11 marzo 2012

Zac, e il ciuffetto non c'è più.

Ho la fortuna di avere una madre ex parrucchiera.
Che poi son quei mestieri che non si diventa mai ex.
Sforbiciare, come dimenticarlo?
Padre, fratello, me, e, spesso, lei medesima, ci si sottopone alla seduta in cucina.
Ricordi del secolo scorso impongono di precisare che ci si sedeva pure a bordo vasca, un tempo.
Economico,  senza prenotazione, pratico, comodo, una pacchia.
Se non ti vangoghizza un lobo in preda a crisi isteriche, intendo.

giovedì 2 febbraio 2012

Ma, sciure, gli stivalazzi taccati, con la neve, sicure sciure?

C'è che la mia Charliecar è un'umile vetturina del 1998.
Acciaccata, spifferosa, raggelante d'inverno ed arroventata d'estate.
Però.
Con la qualsiasi avversità atmosferica precipitatavi sopra non ha avuto problemi di sorta.
Grandinate con chicchi da pingpong. Nevicate epiche. Guadi di polle piovane nel mentre di temporali estivi.
Invece.
Il fratellino che vuol far il fighètta e cià il biemva bell'acquisto ha fatto.
Non solo è piena di stizziti bibìp qualsiasi azione tu non faccia, no, è pure cagionevolissima di costituzione, ed infine sgarliga sul ghiaccio che è un piacere, pure da ferma.
(che tranvata!)

lunedì 26 dicembre 2011

La quiete prima della tempesta

Emmenomale che nel marasma parentale non ci sono infanti.
Certo, i vari parenti iniziano ad aver tutti quei settant'anni di media tali da dover portar paraorecchi per non ritrovarsi coi timpani perforati. E fra un cioccolatino, una crema pasticcera, un quattro o cinque bicchieri di spumante, devi dipanar bisticciamenti dovuti a qui pro quo da tartagliamento di dentiera, miopie conclamate, rincojonimento da digestione leeenta.
Il momento devastante è stato capacitarsi che gli adulti siamo noi nipoti, ora.
Noi che, trent'anni fà, pestavamo i piedini per giocar a tombola a tutti i costi. 
(e che oggi abbiam tentato di boicottarla ma siam stati assaliti da sputacchianti proteste).
Noi che, trent'anni fà, ci ingolfavamo di cocacole e aranciate pur di non lasciarne lì un goccio.
(e che oggi ci siam eretti una muraglia di bottiglie magnum per proteggerci dai deliri di glicemie ed ipertensioni sparse).
Noi che, trent'anni fà, non avvertivamo stanchezza, gonfiori, acidità di stomaco.
(e che oggi abbiamo il fegato che grida pietà già all'antivigilia e che la mattina ci svegliamo pensando di essere nelle fogne comunali).
P.S. in primo piano, si può notare il mio mezzo di trasporto preferito. Anche se lo preferisco in un colore più sobrio.

lunedì 31 ottobre 2011

Buon sangue non mente.

Qui, inteso come me, non si festeggia Halloween.
Nonostante CharlieBrown e i suoi amichetti venerino il grande cocomero.
Ma elli sono statunitensi io no. 
Per giunta non amo la zucca, tantomeno gli zombies. 
E per farmi travestire a carnevale era un'impresa quando ero una bimbetta accomodante, figuriamoci ora. Due volte l'anno? Tsk.
E dunque dolcetto o scherzetto? qui, inteso come me, non s'ha da fare. 
I pochi incauti minori che verranno a suonare si ritroveranno, se tutto va bene, in attesa vana sul pianerottolo.
Kermit, naturalmente, da donnina di buon cuore, mi ha strigliato a dovere per questa mia barbara crudeltà. Senza peraltro sortir alcun effetto sul mio cattivissimo cuoricione.
Oggi, giusto per far due chiacchiere, ho chiesto ai miei se avevano i momi da rifilare ai pupi del palazzo.
Madre di Charlie: "ma sei matta? ci son lì le frizzine all'arancia che mangia tuo padre, se proprio vogliono"
Padre di Charlie: "Ennò! ci son le gommose scadute, piuttosto!"

lunedì 10 ottobre 2011

A volte, ritornano.

Mio fratello è stato in Spagna in ferie con la morosa. 
Mio fratello non mi ha mai fatto un presentino per compleanno o Natale, figuriamoci dalle vacanze.
Mio fratello è tornato sabato sera.
Premettendo:
* Oh, Charlie, sai io e la VeganGirl ci siamo comprati due magliette e il tipo ci ha detto che se prendevamo la terza era a metà prezzo.
- Oh, Bros, grazie, estremamente gentile da parte tua. 
(la guardo, carina, nera, con I love - non scritto ma il cuoriciuone - FV in triplo colore azzurrorosabianco, e penso, toh che anche là spopola farmville).
* Eh, figurati, beh comunque vedi se ci entri, sennò ridammela.
(azz, è una M, se non ci entro mi tocca riprendere la cyclette!)

domenica 22 maggio 2011

Mentre si attende che la fronte si stampi sulla tastiera.

Ieri ho scoperto che via internet si trovano le frasi augurali per qualsiasi ricorrenza.
Anche per i quarant'anni di matrimonio (si sappia, nozze di smeraldo, non di zaffiro come sembrerebbe).
Peccato che questi auguri bell'e pronti son quelli che dovrebbero scambiarsi gli sposi. Maccome? quarant'anni insieme e hai bisogno di aiuto per uno sputo d'augurio? Ohiohi.
Oggi ho scoperto che essere nella tavolata dei giovani, quando il giovane più giovane ha 39 anni, non è bello.
E la casouela servita alle 14,30 è un'arma di distruzione di massa dai risultati efficaci.
No. Non l'ho mangiata. Mi son limitata a polenta e cinghiale, al medesimo orario. 
La ciotola di acqua e limone caldo (finemente nota come canarino) non ha prodotto alcun esito soddisfacente.
Però, nel mentre tentavo di non ustionarmi le dita sorbendo il suddetto sturastomaco, ho visto le tette rifatte della cuggina di mio cuggino. 
E non ho rimesso il pranzo.

sabato 14 maggio 2011

Ma si scrive attaccato o s t a c c a t o ?

E che vuoi, alla mal parata, una bella cornice d'argento.
Certo, l'ideale sarebbe stato trovare fra le foto storiche dei miei una foto  dei festeggianti in gran spolvero a qualche cerimonia d'inizio anni '70. 
Con lui e i suoi basettoni neri ed il completo marrone zampato. 
Con lei e i suoi boccolotti biondi ed il vestitino.ino.ino hippie.
Ma, si sa, i genitori anziani tengono da conto tutto l'impossibile, tranne quel che prima o poi servirà.
E che vuoi, alla malparata, si compra un bel biglietto color verde smeraldo (chè qui ci si informa pure sul colore degli anniversari di nozze, chè quando si vuole, qui si è precisi), e lo si schiafferà al centro della cornice, con un benaugurio vergato a manina da Charlie con la penna gel comprata appositamente color argento.

venerdì 6 maggio 2011

L'udùr della vernice ristagnante sarà benaugurante?

Al babbo han tolto tutta la gabbia che aveva al piede.
Sì, s'era rotto un ditino del piedino. Incespicando non si sa bene quando o perchè.
No, non era mica andato in ospedale per il dolore fottuto, ma per un piccolo intervento.
Sì, il dottorino che stava tramestando con qualche affilato aggeggio ha preso dentro al piedone, facendo sobbalzare il papino. Spedito a far la lastra, et voilà! imbracatura all'arto inferiore sinistro.
Ordunque, oggi, risanato e ringalluzzito, mi ha portato la greve notizia.
Settimana prossima si imbianca. 

mercoledì 4 maggio 2011

Fra oggi e il 23.

Devo comprare ben due regali. Anzi, mentre ora sto scrivendo me ne viene in mente un terzo.
Festa della mamma. Che poi. Mia madre. Non ama i profumi, i gioielli, gli orologi, i fiori, la musica, i film. Tu dimmi. Che infanzia posso aver avuto? Che adolescenza? Che adultaggine? 
Compleanno del papà. Non del papa. Anche se quello appena beatificato era nato lo stesso dì del mio. Papà, non papa. Che poi. Mio padre. Braccino corto, fosse per lui non si comprerebbe nulla che non sia per la pura sopravvivenza. Non gli serve niente, non vuole niente, non c'è bisogno. Tu dimmi. Che infanzia posso aver avuto? Che adolescenza? Che adultaggine?
Quarant'anni di matrimonio degli zii. Una coppia a caso fra i vari sposati nel 1971. Una vagonata di cugini, poi, nati nel '72. Il problema non sussisterebbe. Se il regalo dovessi farlo io. Da me medesima. Ma. No. E' da parte della famiglia. La mia famiglia. Una madre come la mia, un padre come il mio, cosa non riusciranno a tirarmi matta per far un regalo decente senza spendere il becco di un quattrino?

mercoledì 19 gennaio 2011

Mai più senza.

E finalmente è giunto a casina sua, Ie mie tasche. 
Il nuovo bancomat. Sperando di non renderlo vano nel giro di una settimana come il precedente.
Quasi un mese di patimenti e sospiri. Illusioni e delusioni. Speranze ed angosce.
E mica da parte mia, no.
Da parte di mio padre, che in queste settimane senza portafoglio, è stato gentilmente invitato ad elargirmi il contante necessario per quelle spesucce di tutti i giorni.
Una mossa azzardata da parte mia, a ben pensarci, conoscendolo, p.a.r.s.i.m.o.n.i.o.s.o. com'è.
Ed infatti mi son ritrovata a diciottenni richieste, con vocetta melensa, con arzigogolate motivazioni che studiavo nottetempo, centellinando poi, i giorni successivi, i caffè giornalieri, ma, ahimè, evitando di andare dall'Uomo delle Farfalle, per risparmiare sì da non tornar a batter cassa troppo presto.
Insomma, stasera, insieme alla busta della banca contenente il pin, mi son ritrovata, poggiato lì lieve e leggiadro, un foglietto con totale del debito accumulato ed estremi bancari per fare il bonifico.

martedì 28 dicembre 2010

Prima o poi codeste feste finiranno e ci sarà il danno.

Mio fratello ha la peculiarità di trovarsi sempre morose ricche ricchie et giovani giovani et strambe strambe (la sorella maggiore, forse forse, se li trova sempre, se se li trova, spiantati coetanei e di una normalità imbarazzante).
Mio fratello ha, attualmente, la morosa vegana. 
Ella, pur non conoscendoci, perchè fra le altre caratteristiche del piccolo di casa c'è la timidezza assoluta nel far interagire il microcosmo familiare col microcosmo amicale, ci riempie di schifez cibarie da se medesima fatte.
Mio padre si nutre di qualsiasi alimento commestibile e non (ah la crosta non edibile ah!).
Mia madre, nonostante le origini bolognesi, si nutre di pasta al pomodoro e bistecca e insalata a vita. Mio fratello ne era degno figlio.
Io, invece, è intuibile immaginare da chi abbia preso.
Fatto sta che per Natale ella ci ha mandato una cesta di biscotti dagli ingredienti impronunciabili (sicuramente, al gusto, ho riconosciuto cocco e zenzero). Impronunciabili per il cucciolotto innamorato che fino all'altroieri non sapeva neanche dell'esistenza dei vegani, se non come probabili abitanti di Vega (Gooooldrake).
Poi, ci è pervenuto un panettone con tocchetti d'ananas e pinoli (discretamente sbafabile).
Ieri, dopo il weekend fuoriporta per i festeggiamenti, è tornato a casa tutto felice, con un'etichetta appicciata al pollice sinistro.
Finalmente ha reso felice la tusa, ha apprezzato una delizia da lei preparatagli.
Gli alchechengi intinti nel cioccolato fuso.
(Ci tengo a precisare, per par condicio, che pensavo fossero una catena montuosa. E, no, non li confondevo con gli Appalachi).

giovedì 9 dicembre 2010

Doccia ghiacciata (e la caldaia in Valle era ferma da quattro giorni)

Comprare il regalo di Natale per mio fratello significa:
- munirsi di santa pazienza;
- chiedere alla maTre quando vuole andare a far shopping;
- ricordare alla maTre di farsi dare i soldi dal paTre sennò mi tocca sborsar tutto io,
- scarrozzare al centro commerciale una maTre incapace di starsene tranquilla al suo posto, no, lei no, lei deve sbuffare per il caldo, cercare nei vani sparsi uno straccio con cui pulire il parabrezza, mangiare focaccine impataccandomi poi tutte le superfici impataccabili,
- entrare nel negozio d'abbigliamento maschile ed iniziare la via crucis.
Egli non vuole maglioni coi tre bottoncini o con la zip, non vuole pullover a girocollo, non vuole tinte chiare, non vuole il rosso o il lilla ma l'arancione va benissimo. Egli, inoltre, non vuole le maniche troppo corte nè troppo lunghe, le spalle del maglione prescelto devono essere aderenti al corpiciuino ma la fascia in vita no, quella dev'essere larga.
Dopo tre quarti d'ora e ben due maglioni, gioia tripudio estasi interiore.
- Charlie, ma che dici? Ci abbiniamo un paio  di pantaloni?
- ...
Egli non li vuole jeans o velluto, non vuole il blu o il verdone o il prugna, non vuole che ci siano cuciture strane, scritte, disegni, niente strappi ma qualche righetta sbiadita sì. 
- Mà! guarda questi marrone, eh? son belli eh?
- Oh sì, carucci davvero! Eh, ma è un altro bagno di colore, dobbiamo cambiare i maglioni.