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lunedì 31 agosto 2015

Reset. Restart. (sottotitolo: il primo di settembre è sempre un pò così)

Nell'ultima settimana di ferie, nonchè di agosto, ho iniziato a leggere quel tomo della Donna Tartt, Il Cardellino (ne scriverò, poi, una volta finito).
Lo definisco "tomo" nel miglior senso possibile di pesantezza, quando la si intende profondità, spunto per riflessioni non proprio soavi, sprone a momenti di introspezione.
Sicchè si arriva al primo settembre domani e che dire, ci son cose che bisogna migliorare (confidenza nelle proprie capacità/potenzialità/conoscenze), eliminare (il dolce indugiar nell'appantofolamento, il procrastinare la noiosa burocratica archiviazione dei documenti), persistere (nel mantenersi in forma, nel alimentarsi con coscienza e sanezza).
Il due settembre è sempre un pò bastardo.

mercoledì 9 gennaio 2013

Il fegato, quello si mangia sempre.

Tenuto conto che durante il mese di dicembre ho fatto parecchio schifo quanto ad alimentazione.
Patatine fritte? Ma al posto della frutta! tutti i giorni, o quasi.
Torte? Panetùn? Una fetta tutte le sere! Una fetta per ogni torta disponibile.
Vino? Birra? Che scherziamo? Pranzo cena dopocena.
Popcorn? Arachidi? Pistacchi? Una bella manciata spaparanzata sul divano! Manciata degna di Hulk incazzoso.
Da lunedì ho eliminato tutto. Tutto il lordume: patatine fritte, dolci, pane, alcoolici, formaggi.
La fame, non ti dico. Un costante borbottio pancifero, da vergognarmicisivisi.
Oggi pomeriggio nella disperazione più nera mi son bevuta una tisana.
Senza zucchero. Senza limone. Un vago retrogusto mandorlato.
La panza si è zittita.
Offesa.

lunedì 28 maggio 2012

L'erbario, fonte di punizione estrema.

Io quando mi pento di quel che faccio, mi faccio un nervoso urticante da sola che mi scartavetrerei su un cespuglio di ortiche.
(perchè esistono ancora, vero? che quand'ero bambina ci finivo sempre dolorosamente in mezzo, e mò invece non ci capito neanche cercandoli - no, non li cerco per la verità).
Non per altro, ma per la fatica il tempo lo struggimento persi nel trovar motivazioni più che valide al non fare o dire questo quello o quell'altro.
Poi, nel giro di manco ventiquattr'ore faccio e dico quel che non dovevo volevo. 
Non solo.
In entrambi i casi il seguito alla faccenda ha beffardamente confermato le mie iniziali intenzioni. Avrei fatto meglio a non fare e non dire.
(un bosco di ortiche, esiste? potrei perdermici?)

domenica 19 febbraio 2012

Ed il ciel grigiotopo alfine ritornò.

Ci son punti fermi nel nostro Io.
Son certezze, regole, doveri, maturati negli anni.
Grazie a scelte sbagliate, grazie a lezioni entusiasmanti, grazie a brucianti no, grazie a caldi sorrisi.
Grazie a discussioni veementi, grazie a gesti sfrontati, grazie a silenzi rancorosi, grazie a raggelanti imprevisti.
Una delle poche mie convinzioni è la molteplicità dell'essere umano.
Un'infinita gamma di colori, di sfumature, di azioni e reazioni.
Mai definire confini, di se stessi o di chicchessia.
Siamo così, ora, siamo stati altro, saremo altro ancora, ieri, dopodomani, nuovamente ora.
Io, per dire. 
Sono animale sociale. Non ho difficoltà particolari a conoscere, dialogare, ascoltare. 
Ma. 
Ci son giorni in cui il mio bozzolo dev'essere solo mio. Tutto il socializzare può andarsene tranquillamente a puttane che non me ne potrebbe fregar di meno. E lo so di sbagliare. Ma, inutile, accade che vada così. 
Ma.
Ci son giorni in cui son zuzzurellona. Tutta la mia spiritosaggine deve trovar modo di paciugarsi allegramente. E non mi preoccupo minimamente di urtare sensibilità o di provocare reazioni innervosite. E lo so di essere nel torto. Ma, pace, razzolo comunque felice come solo gli incoscienti.
Ma.
Ci son giorni, gli ultimi due, in cui esplodo come palloncino spaccicato dalle manone di un bimbo. Mi capacito dei danni combinati. 
E mi stupisco delle amicizie ritrovate. 
E mi preparo ai rimbrotti meritati.